DIRITTI

#Io Decido sul mio corpo! Al San Camillo nessuno spazio per l’obiezione di coscienza

Nella giornata di venerdì 13 marzo come rete #IoDecido abbiamo deciso di fare incursione con maschere rosa e striscioni all’ interno dell’ ospedale San Camillo di Roma, sede del primo reparto per numero di IVG nel Lazio e del coordinamento regionale per la legge 194.

Il blitz risponde all’allarme lanciato dalle ginecologhe non obiettrici (Qui il gruppo Facebook) di coscienza circa la più che probabile nomina di un primario obiettore (lo sono tutti i candidati a questo incarico) al reparto di maternità e ginecologia.

E’ un dato di fatto che per accedere a avanzamenti di carriera significativi la scelta dell’obiezione di coscienza sia obbligata: è quindi un’opzione di comodo a scapito della salute e della libertà delle donne, e come tale va contrastata e arginata. A questo proposito ci rivolgiamo al governatore del Lazio Zingaretti, affinchè metta in atto quanto è in suo potere, che non è poco, per garantire il diritto alla salute e all’autodeterminazione delle donne.

Si è rilanciato l’appuntamento a Lunedi 16 ore 10.30 all’ingresso principale del San Camillo per poi spostarsi presso la sede in cui si terranno i colloqui per la nomina del nuovo primario. Occorre infatti vigilare su questo delicato passaggio e reclamare il pieno rispetto della Legge 194, per garantire le condizioni di esistenza e agibilità piena del servizio IVG del San Camillo e del Coordinamento regionale.

La rete #IoDecido proseguirà a monitorare la praticabilità del diritto di scelta delle donne a Roma e nel Lazio, così come sta facendo al Policlinico Umberto I e al San Camillo.

Leggi anche il comunicato verso il 16 marzo: Fuori gli obiettori dal San Camillo!

Intanto la rete continua a monitorare la situazione al Policlinico Umberto I. Di seguito un aggiornamento

COMUNICATO STAMPA SU FUNZIONAMENTO IVG POLICLINICO UMBERTO I

Nel “lontano” dicembre 2014, dopo la mobilitazione delle donne, il Direttore generale Domenico Alessio ha dichiarato alla stampa che “dentro la sua azienda il problema della mancanza/carenza di medici per l’IVG era stato risolto”. Infatti con una determina aziendale l’1/12/2014 era stata deliberata l’assunzione di 2 medici COCOCO ad un anno rinnovabile per questo servizio.

DOPO 2 MESI E MEZZO, DOPO CHE UNA COMMISSIONE SI E’ RIUNITA PER SELEZIONARE I CANDIDATI, ANCORA NESSUNA ASSUNZIONE E’ STATA EFFETTUATA ED IL REPARTINO IVG FUNZIONA CON UNA MEDIA DI 4 INTERVENTI A SETTIMANA E CON UN UNICO MEDICO STRUTTURATO NON OBIETTORE.

La motivazione : “Non si trovano i finanziamenti per i due contratti” ed una delle più grandi e specialistiche aziende sanitarie/universitarie, nonostante gli atti amministrativi effettuati e tutte le dichiarazioni alla stampa del direttore generale, continua a disattendere i diritti dell’autodeterminazione delle donne ed lapiena applicazione della legge 194. Abbiamo chiesto chiarimenti e fatte continue sollecitazioni agli uffici di dirigenza e amministrativi ed oggi ci rivolgiamo alla stampa tutta per denunciare questo comportamento altamente lesivo non solo dei diritti delle donne ma della salute nella sua complessità che, come in questo reparto, con riduzioni, tagli e chiusure di servizi territoriali e posti letto nel sistema sanitario sta favorendo e potenziando la privatizzazione dell’offerta pubblica aumentando i profitti dei privati e delle assicurazioni.

Questa la loro politica … questa le nostre battaglie per impedirglielo!

Rete #IODECIDO

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