ROMA

«La scuola non è solo valutazione». Occupati Socrate e Mamiani

Nella giornata di ieri lə studenti dei licei Socrate e Mamiani hanno occupato le loro scuole, proseguendo la protesta che negli ultimi mesi sta infiammando moltissime scuole di Roma e d’Italia

«Siamo entrati nella scuola con un gruppo di circa ottanta studenti all’inizio della giornata – racconta Sara, rappresentante d’istituto del Socrate – ma il preside ha subito chiamato le forze dell’ordine, minacciando di denunciarci e respingendo ogni richiesta di dialogo». Dopo che il preside ha rifiutato anche di autorizzare un’assemblea straordinaria negli spazi aperti dell’istituto, lə studenti hanno svolto l’assemblea in due luoghi separati, garantendo così un migliore distanziamento fisico, per poi riunirsi tuttə insieme davanti all’entrata di scuola a votare il documento dell’occupazione, approvato alla quasi totale unanimità.

 

Ieri sera, dopo una giornata di lotta nel quartiere di Garbatella, dall’altra parte del Tevere anche lə studenti del Mamiani occupavano la loro scuola.

 

Con un comunicato, il collettivo del liceo chiede che lə studenti siano presə in considerazione nel dibattito istituzionale che riguarda la scuola: «Chiediamo di essere i primi interlocutori in un discorso che ci riguarda più che mai, rivendichiamo la necessità di una generale rivalutazione della nostra posizione in questa società».

Così anche il documento dell’occupazione del liceo Socrate, oltre a richiedere interventi seri e concreti nell’infrastruttura scolastica e nelle misure di prevenzione della Covid-19, ribadisce la necessità di un tavolo di confronto permanente e duraturo con tutte le istituzioni che, ai vari livelli, sono competenti nell’ambito dell’istruzione. Viene sollecitato nel testo del documento anche un ripensamento delle modalità di didattica che si sono delineate dal rientro a scuola: «Abbiamo potuto riscontrare come durante la settimana in presenza vengano concentrate interrogazioni e verifiche scritte, trasformando in questo modo le poche ore che trascorriamo in classe in momenti meramente valutativi».

«La scuola non è solo valutazione» – dichiara il documento e su questo concetto si sofferma anche Daniele, membro del collettivo del Socrate, che sottolinea: «Lo studente non è un numero su un registro elettronico, ma una persona che pensa, con delle idee che vuole esprimere. Una mobilitazione del genere è un’occasione anche per riunire tutto questo in un contesto di protesta». Le attività che animeranno l’occupazione sono pensate proprio seguendo questa mentalità, come spiega ancora Daniele: «Nei prossimi giorni proporremo una didattica alternativa, più nuova e inclusiva, staccata da quella tradizionale che ormai ristagna nell’istituzione della scuola da più di settant’anni, rimanendo attaccata a vecchi dettami che sono legati solo ed esclusivamente alla valutazione».

 

Le forze dell’ordine sono rimaste tutto il giorno davanti all’istituto, cercando di filmare con delle telecamere le persone che si trovavano all’interno. Solo verso sera gli agenti se ne sono andati.

 

Nella semi-oscurità della strada, la scuola illuminata esibisce con una certa fierezza lo striscione rosso con su scritto “Socrate Occupato”. Alcunə studenti misurano la temperatura di chi entra e sul marciapiede adiacente all’ingresso c’è lo spazio per fare due chiacchiere con lə studenti, che per il momento preferiscono non lasciar entrare nell’occupazione persone esterne alla scuola.

I motivi che hanno portato lə studenti del Socrate a occupare la scuola sono legati anche ai problemi dell’infrastruttura dell’istituto, che hanno reso la didattica estremamente difficile nelle ultime settimane. «Ci siamo ritrovati una settimana senza luce, il wifi non funzionava – racconta Emma, che fa parte del collettivo – e senza la connessione i docenti non riuscivano a fare lezione a chi era rimasto a casa. Poi si sono rotte le tubature ed era possibile utilizzare solo 2 dei 6 bagni che abbiamo a scuola».

 

(foto: pagina Instragram del collettivo studentesco del Socrate)

 

Tutto questo si somma al disagio causato dallo scaglionamento delle classi, come spiega Emma: «Noi entriamo a scuola alle 10 e usciamo alle 5 di pomeriggio e per le persone che abitano lontano questo è un problema enorme. Per la vita di un adolescente è importante fare qualcos’altro al di fuori della scuola, ma con questi orari non è possibile».

Le occupazioni di ieri sono la tappa più recente di un percorso di mobilitazione che i collettivi studenteschi portano avanti da mesi con pratiche diversificate, insieme allə studenti dei licei di Roma e di tutta Italia. «Ci stiamo mobilitando dall’inizio dell’anno – racconta Sara – e soprattutto nell’ultimo mese la protesta del Socrate è stata ancora più determinata: abbiamo fatto molti giorni di sciopero, siamo scesi in piazza, siamo andati al Miur a chiedere un tavolo di confronto, ma questo non ha portato praticamente a nulla».

 

Nelle ultime settimane, già lə studenti del Kant e dell’Albertelli avevano occupato i loro istituti.

 

E adesso tocca al Mamiani e al Socrate: «Abbiamo deciso di riprenderci i nostri spazi – continua Sara – per dire ancora una volta che la scuola deve tornare a essere una priorità e che il governo e le istituzioni devono ascoltarci, perché, come sottolineaimo da mesi, può essere un’opportunità per costruire una scuola diversa, ma questo deve avvenire con la partecipazione di tutte e tutti».