ROMA

Éxodo: iniziativa a sostegno del documentario sulla carovana migrante

Il documentario racconta la storia di Yuri, partita con il suo compagno e il suo primo figlio quando era incinta di otto mesi. Una storia un presa diretta, che racconta la carovana migrante che dal Centro America ha raggiunto gli Usa. Un film che per vedere la luce ha bisogno del sostegno di chi lo vuole vedere.

 

 

All’inizio erano solo in 160, si sono incontrati il 13 ottobre del 2018 alla stazione dei bus di San Pedro Pula in Honduras, e si sono messi in marcia verso il confine degli Stati Uniti. La carovana migrante lungo i 5000 chilometri con il confine americano è cresciuto, raccogliendo altre migliaia di uomini e donne pronti al viaggio. Tra loro, fin da quel primo giorno, c’è Yuri che si è messa in viaggio incinta di otto mesi, assieme al figlio di 3 anni e al compagno Mike, 20 anni. Éxodo è un documentario che racconta la loro storia e quella dei loro compagni di viaggio, che hanno camminato, sono stati respinti e aggrediti, lungo la rotta che dall’Honduras passa per il Guatemala e arriva a Tijuana, da dove si vede il muro e il filo spinato. Hanno viaggiato insieme nella speranza di essere più forti, per non cadere più nelle mani dei trafficanti e dei narcos, per non scomparire, per non aggiungersi alla lista lunghissima di chi diventa desaparecido lungo il viaggio dal Centro America agli Usa, hanno deciso di diventare un fiume umano. La carovana migrante ha puntato il dito contro le politiche migratorie di Trump e acceso i riflettori sui pericoli del viaggio di chi sogna di attraversare la frontiera. La migrazione di migliaia di uomini e donne ha smesso di essere un fatto individuale, un “crimine” da commettere di nascosto, per diventare la rivendicazione di un diritto esibito e rivendicato.

Il film è stato realizzato grazie all’impegno di due giovanissimi studenti di cinema e attivisti, Aitor Palacio e Nùria Clavero Gimenez. Un documentario costruito, pensato, girato e immaginato in viaggio per sei settimane con i suoi protagonisti che al momento però deve essere ancora terminato. Per questo gli autori di Éxodo chiedono il sostegno di tutte e tutti quelli che in questi mesi hanno seguito il loro lavoro sui social network, e di chi vuole vedere la storia di Yuri e della sua famiglia e dei loro compagni di viaggio raccontata dall’inizio al finale ancora tutto da scrivere: il piccolo Barouch è nato a San Diego, in California, ma il viaggio dei migranti non termina quasi mai con l’arrivo e il loro futuro è ancora quanto mai incerto.

Éxodo è una produzione indipendente, ed è stato lanciato un crowdfunding per sostenere le spese di post produzione, che vedrà un momento di racconto e raccolta fondi anche a Roma al Csa Astra, grazie a Lorenzo Casadio che, oltre ad essere un’attivista, è anche uno degli operatori di macchina che hanno realizzato il film. Mercoledì 23 maggio sarà l’occasione per vedere anche alcuni estratti del documentario, parlarne con gli autori e sostenere il progetto.

Mercoledi 22 maggio al CSA ASTRA si mangia messicano a sostegno del crowdfunding per il documentario ÉxodoÉxodo è un…

Pubblicato da Csa Astra su Lunedì 20 maggio 2019