ITALIA

Contro le sanzion OFAC, in solidarietà ad Autistici/Inventati

Pubblichiamo il comunicato di AvANa –Avvisi Ai Naviganti, che denuncia l’intollerabile censura imposta dal governo statunitense ad Autistici/Inventati e suggerisce i modi in cui contrastarne gli effetti. Manifestazione a Roma venerdì 25 settembre

Questa articolo è stato scritto collettivamente da AvANa – Avvisi Ai Naviganti, l’hacklab che ha base al Forte Prenestino (Roma) ed è parte della comunità italiana di Hackmeeting, ritrovo annuale degli hacklab aperto a ogni persona curiosa delle tecnologie, digitali e non.

Come AvANa, ci occupiamo di tecnologia in modo critico. Che vuol dire? Ad esempio, negli ultimi anni abbiamo lanciato una campagna di boicottaggio di Meta in quanto azienda complice del genocidio in corso in Palestina, e perché propone quelle che chiamiamo “tecnologie del dominio”, ovvero che catturano e vendono il tempo di chi le usa per la massimizzazione del proprio profitto.
Ci siamo dunque messe a disposizione dei collettivi locali con la campagna “Un Dos Tres”, per aiutare a costruire una presenza autonoma in rete, indipendente dai social media delle grandi aziende, nell’orizzonte di permetterci di uscire (prima o poi) da quegli ambienti tossici e commerciali. Rinnoviamo l’invito a praticare autogestione anche in questo aspetto, digitale, della vita.

Scriviamo oggi per parlare del caso di Autistici/Inventati, collettivo italiano inserito nelle liste speciali statunitense come “terrorista globale”, che ha da poco cessato ogni attività in seguito all’attacco del governo Trump.

La storia di A/I, in breve

Autistici/Inventati nasce in Italia nel marzo 2001, dall’incontro di persone e collettivi attivi nel mondo delle nuove tecnologie, nella rivendicazione di spazi e infrastrutture digitali autonome, di tutela dell’anonimato in Internet, ma anche dal mondo dell’attivismo politico dei centri sociali e dell’organizzazione dal basso.

A/I offriva infrastrutture “a prezzo libero”, secondo i bisogni e le capacità di contribuire ai costi di mantenimento, e alternative alle grandi piattaforme commerciali, con grande attenzione alla privacy delle utenti. È stata una realtà dichiaratamente antifascista, antirazzista, antisessista e antimilitarista, avversa al capitalismo e all’autoritarismo, selezionando i progetti ospitati (ad esempio, dei blog) sulla base della compatibilità con questi principi politici.

Il 26 agosto 2026 gli Stati Uniti d’America sanzionano il collettivo Autistici/Inventati: Washington lo ha designato come Specially Designated Global Terrorist (SDGT), sostenendo che avrebbe fornito appoggio economico, materiale o tecnologico al terrorismo e a organizzazioni già soggette a sanzioni. Segnaliamo qui che in 25 anni l’associazione non ha mai subito condanne da parte di nessuna magistratura e che la strategia di attacco ha coinvolto “soltanto” il piano economico-amministrativo tramite l’OFAC (Office of Foreign Assets Control), agenzia del governo statunitense.

Il 28 agosto il P.I.R., la no-profit statunitense che gestisce i domini .org, rende irrangiungibile il dominio autistici.org. Lo stesso giorno l’account Paypal dell’associazione legata ad A/I, che veniva usato per raccogliere le donazioni, è stato chiuso senza alcun preavviso.

Venerdì 4 settembre Banca Etica, la stessa che ha negato l’operatività bancaria a Francesca Albanese per le stesse sanzioni OFAC, sospende il conto di A/I.

Domenica 6 settembre A/I annuncia sul suo blog che cesserà le proprie attività.

Da sabato 19 settembre i suoi servizi non sono più disponibili.

Cosa insegna il caso A/I

Il primo aspetto che rileviamo riguarda il circuito finanziario internazionale, per lo meno del blocco geo-politico globale legato agli USA, che risulta saldamente nelle loro mani.

Precisiamo anche A/I non possedeva beni significativi soggetti alla giurisdizione statunitense: al 26 agosto 2026, non aveva server, né proprietà, né conti correnti negli USA. Ma ciò che la designazione mette in moto è la capacità di escludere un’entità dal mercato globale dei servizi attraverso il comportamento degli intermediari che si conformano al diktat degli USA, piuttosto che tramite coercizione diretta. A una correntista sanzionata dalla Casa Bianca può dunque essere chiuso il conto bancario in Italia anche senza nessuna condanna o pronuncia giudiziaria? Se un’associazione arbitrariamente invisa al governo statunitense non può più pagare i propri fornitori di servizi né ricevere sottoscrizioni, non potrà più portare avanti i propri progetti solidali, ad esempio nei territori palestinesi o a Cuba.

Il meccanismo economico delle sanzioni OFAC, radicato nelle politiche del contro-terrorismo statunitense, è stato finora estremamente efficace nell’esercitare la propria influenza ben oltre i confini del proprio territorio.

Per le banche europee che non volessero dare seguito alle sanzioni, il rischio minacciato è quello di subire sanzioni secondarie con forti multe, fino alla possibilità del blocco dell’operatività della banca ‒ almeno per quel che riguarda le transazioni in dollari, ovvero, tipicamente qualsiasi transazione internazionale fuori dal circuito europeo SEPA. Tale possibilità non si è mai verificata, nonostante siano noti alcuni casi di penalizzazione per le banche che hanno mantenuto rapporti con soggetti sanzionati. Sia Francesca Albanese che l’associazione legata ad A/I hanno perciò presentato ricorso a Banca Etica, sostenendo che il blocco del conto, non essendo ordinato dalla legge, era illegittimo.

Il secondo aspetto su cui ci preme ora insistere è che il mito della neutralità e della libertà della rete è illusorio. La chiusura del dominio autistici.org, senza nessuna base legale o giudiziaria, da parte di un’azienda statunitense dimostra che anche l’infrastruttura di Internet è in buona parte nelle mani degli USA.

Inoltre il caso A/I costituisce un inedito e un precedente molto pericoloso, in quanto il collettivo è stato preso di mira semplicemente per aver fornito dei servizi digitali: possiamo ritenere integralmente responsabile chi fornisce l’infrastruttura, per l’uso che ne fanno i propri utenti? Centinaia di stragi sono state trasmesse in diretta Facebook o TikTok, senza che questo abbia mai portato a chiedere la chiusura delle piattaforme.

I numerosi processi giudiziari legati alla proliferazione di contenuti inappropriati negli spazi digitali commerciali avevano a che fare con le politiche di gestione delle aziende, con le scelte di moderazione e rimozione (o meno) dei contenuti e la responsabilità specifica, concreta di intervento in determinati casi. La chiusura di Meta non è mai stata posta in gioco, e non è certo un caso.

In uno dei comunicati di A/I leggiamo: «Il caso sposta il problema dalla responsabilità di chi compie un’azione alla responsabilità di chi fornisce l’infrastruttura che permette di comunicare, organizzarsi o pubblicare contenuti». Allora la questione non riguarda solo un piccolo collettivo di mediattivismo italiano, ma implica un cambio di passo nella gestione di Internet in cui ogni soggetto alternativo alle Big Tech sarà considerato fazioso e potenzialmente censurabile. È un passaggio in linea con la spasmodica ricerca di nemici pubblici, marchio di fabbrica degli autoritarismi.

L’antefatto. Uniamo i puntini

Ci sembra importante contestualizzare la sanzione che ha colpito A/I proprio insieme a due organizzazioni internazionali legate alla solidarietà con la Palestina e alla resistenza palestinese, all’interno di un quadro geo-politico più ampio. Vediamo sempre più colpiti in tutto il mondo i movimenti anti-imperialisti, anticoloniali, anticapitalisti che esprimono e praticano dissenso rispetto al modello che le forze reazionarie cercano di imporre anche senza spargimenti di sangue o vie legali, ma attraverso sanzioni economico-finanziarie. Queste, sebbene agiscano in maniera indiretta, hanno tempestivamente portato alla chiusura di A/I, e allo stesso modo potrebbero colpire qualsiasi entità “antifascista”, se non ci organizziamo preventivamente per rafforzare le nostre reti di solidarietà e complicità politica.

  •  6 maggio 2026. la Casa Bianca ha pubblicato in un documento ufficiale la propria Strategia antiterrorismo. Il documento colloca gli «estremisti violenti di sinistra, inclusi anarchici e antifascisti» allo stesso livello di al-Qaeda e del Cartello di Sinaloa.
  • 16 luglio. il Segretario di Stato Rubio ha ospitato la riunione ministeriale sulla recrudescenza del terrorismo politico. Hanno partecipato 66 paesi, tra cui l’Italia. Il Segretario al Tesoro Usa Bessent ha impegnato il suo dipartimento a perseguire i facilitatori «per quanto lontane siano le loro giurisdizioni». Quindi una dichiarazione pubblica a favore dell’applicazione extraterritoriale delle norme finanziarie contro i fornitori di infrastrutture.
  • Lo stesso giorno, il 16 luglio, il Dipartimento di Stato ha annunciato restrizioni sui visti rivolte a «gruppi terroristici di estrema sinistra e altri gruppi ad essi affiliati», mirando esplicitamente a smantellare le reti «prima che degenerino in azioni criminali». Quando dice “prima”, vuol dire “a prescindere” da incriminazioni, in base quindi al nostro posizionamento.
  • 26 agosto. Autistici/Inventati è stata designata come organizzazione terroristica globale insieme a Palestine Action e Masar Badil. Il lasso di tempo tra la pubblicazione della Strategia antiterrorismo e la designazione è stato di 112 giorni.

Come rispondere

La prima indicazione che diamo è contenuta anche nell’ultimo comunicato di A/I, e potremmo parafrasarla così: morto un server, ne nascano altri cento. Un obiettivo grande è più visibile di molti obiettivi federati, decentrati, più piccoli e quindi più difficilmente sanzionabili. La strategia della moltiplicazione dei server va accompagnata da un’assunzione di responsabilità da parte di tutte, non è qualcosa che riguarda i soliti nerd: questi strumenti vanno pensati insieme, usati insieme, troviamo insieme le modalità di autodifesa e autogestione digitale più appropriate. Inoltre, chiediamo un cambiamento rispetto alla comunicazione politica che avviene ormai da tempo perlopiù su Instagram e altre piattaforme commerciali. Gancio è già un’alternativa locale, autogestita, federata per la condivisione di eventi organizzati a Roma e dintorni. Un software libero già utilizzato in tutta Italia e nel mondo.
E se vi pare che oggi sia il momento sbagliato per dirlo (troppo tardi?), noi ribadiamo invece il contrario: come dopo ogni sgombero vorremmo una nuova occupazione, così deve essere per Internet. Ovviamente chi si appoggiava ad A/I per la sua presenza online oggi ha dei problemi tecnici da gestire, molte domande e tanta confusione. Noi come AvANa, e insieme agli altri hacklab, stiamo ragionando e lavorando per trovare delle soluzioni e delle proposte da condividere. Restate in ascolto dei nostri canali di comunicazione: avana.forteprenestino.net, Gancio de Roma, Radio Onda Rossa.

In secondo luogo, vorremmo concentrarci e porre l’accento sull’altra questione sopracitata, forse anche più urgente: contrastare il meccanismo delle sanzioni OFAC. Questo funziona, come abbiamo detto, in maniera extra-legale, sulla base delle pressioni che gli Stati Uniti d’America possono esercitare verso tutti gli intermediari dei servizi offerti all’ente sanzionato. Gli USA hanno il controllo del governo del circuito finanziario globale, e degli snodi principali di Internet; gli intermediari sono finanziarie, banche, provider di hosting, gestori dei domini, enti certificatori, eccetera. La pressione, o addirittura il ricatto verso questi enti assicura l’efficacia del meccanismo, per timore di conseguenze secondarie sugli stessi in caso di non-compliance, di inadempienza. Alcune voci autorevoli si sono già pronunciate per una vertenza europea a partire dal caso A/I.

È proprio contro questa architettura che invitiamo a lottare, sollecitando tutti gli intermediari coinvolti.
Come primo passo, chiediamo a Banca Etica:

  • di restituire operatività bancaria all’associazione legata ad A/I, quantomeno per recuperare i propri fondi (circa 60mila euro, a oggi “congelati” a tempo indeterminato),
  • di aprire un conto a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.

Chiediamo inoltre che gli enti nazionali e internazionali di coordinamento e gestione di Internet di esprimersi pubblicamente, come ha già fatto il capitolo italiano della Internet Society, e attivarsi per tutelare la pluralità e la libertà di espressione in rete, per evitare la ripetizione di una situazione analoga a quella della censura globale sul dominio .org di Autistici.

Le questioni che abbiamo esplorato qui sopra sono altrettanto politiche che tecniche, e in quanto hacklab non vogliamo pensare l’una senza l’altra.

Lanciamo la campagna Nel mirino, che punta al contrasto dell’imperialismo statunitense e delle complicità delle attuali istituzioni politiche-economiche italiane che fanno il gioco delle sanzioni OFAC, ma anche al contrasto di un’egemonia della Rete che riguarda tuttx.

Ci auspichiamo un coinvolgimento vasto, che coinvolga realtà piccole e informali dai chiari principi politici, ma anche organizzazioni e strutture della società civile che potrebbero essere il prossimo bersaglio di ripercussioni sul piano amministrativo o commerciale.

Per questo, dopo una prima assemblea pubblica di confronto in solidarietà ad Autistici/Inventati, indiciamo una manifestazione a Roma per questo venerdì 25 settembre 2026 ‒ data simbolica perché era il termine ultimo per l’entrata in vigore delle sanzioni contro il collettivo, ormai sciolto.

Salutiamo e ringraziamo A/I per questi 25 anni di lotta e di cura dei nostri spazi digitali resistenti, ricondividendo un estratto dal loro ultimo comunicato:

Andate e moltiplicatevi, dunque. Copiateci. Copiate quello che abbiamo fatto. Copiate il codice che abbiamo usato. Copiate l’idea a cui abbiamo cercato di dare forma. Oppure prendete i pezzi che vi piacciono e inventatevi un vostro remix. Se c’è qualcosa che può mettere in difficoltà i nostri avversari, oggi, ieri, sempre, è la nostra capacità di diffondere il virus dell’autogestione e dell’autodeterminazione, di moltiplicare in maniera frattale le infrastrutture del dissenso. 

Autistici/Inventati non siamo solo noi. Autistici/Inventati muore ma altri mille ne sono già nati e altri mille ne devono nascere ancora.

Ma non basta: quella a cui assistiamo è una strategia coordinata di escalation repressiva che cerca di cambiare radicalmente le regole del gioco e il suo stesso terreno. Questo significa che il problema non riguarda solo un piccolo gruppo di persone, ma è un tema che va socializzato e assunto collettivamente nel senso più ampio del termine, dagli individui, passando per i progetti autogestiti fino ad arrivare alla società nel suo complesso. 

In gioco ci sono la libertà d’espressione, informazione e associazione, l’esistenza di infrastrutture che resistano alle smanie di dominio degli autocrati (statunitensi o meno) e la volontà senza confini di sottrarre quelli che si considerano beni di tutti – come le infrastrutture di comunicazione – all’imperialismo di qualcuno. 

Sono temi molto al di là di noi, riguardano tutti coloro che non vogliono vivere sentendosi merce da manipolare, ma che vogliono determinare autonomamente la propria vita e le proprie relazioni.

Per rispondere all’avanzata del tecno-fascismo è necessario un ampio schieramento comune, solidale e internazionale, per costruire argini che proteggano luoghi e infrastrutture autonome da qualsiasi volontà autoritaria.

Quindi, per tornare alle domande da cui siamo partite: grazie per aver raccontato quello che sta succedendo, per la solidarietà e per la capacità di molti di capire che quello che è successo a noi è un granello che potrebbe diventare valanga, nel male ma forse anche nel bene. 

Sono cose che ci riempiono il cuore, ma adesso è il momento di fare un passo in più, di spingere la nostra immaginazione oltre il ristretto orizzonte imposto da questi tempi bui. La nostra speranza è che questo attacco alla libertà delle reti scateni una resistenza collettiva forte e creativa. Che mille piattaforme sboccino, che mille collettivi hacktivist si formino, che mille server nascano! Che la fine di A/I dia vita a una miriade di infrastrutture del dissenso mai immaginate prima. 

Andate e moltiplicatevi, dissero le cavallette! E mentre vi moltiplicate, provate a immaginare un mondo di lotta, resistenza e autogestione come non lo avete visto mai. 

Immagine di copertina dalla locandina di lancio del corteo del 25 settembre a Roma


Questo articolo è gratuito, ma produrlo richiede tempo e impegno. Per mantenere la nostra informazione libera e accessibile, abbiamo bisogno del tuo contributo, anche piccolo. Trasforma la tua lettura in un atto di sostegno, clicca sul banner qui sotto per fare una donazione.
Puoi anche donare il tuo 5X1000, CF: 96405560580