ROMA

Acrobax, una scommessa vinta

Acrobax è minacciato di sgombero dal governo fascista di Meloni e Piantedosi, che vogliono cancellare gli spazi sociali liberati dai movimenti per far posto a un deserto. “Non si sgombera un’idea”, dichiarano le attiviste e gli attivisti dell’ex-Cinodromo, e invitano tutte e tutti il 25 marzo alle 18.00 a una assemblea pubblica, e il 28 e 29 marzo a partecipare a due giornate a porte aperte

Alla fine degli anni ’20 del secolo scorso nello stadio della Rondinella al Flaminio i levrieri diventarono protagonisti della stagione mondana romana. Le corse che si svolgevano al cinodromo e le scommesse legate a quelle corse, piacquero molto ai romani e alle romane. Il popolo insieme alla borghesia, padri e madri di famiglia accanto alla malavita, e persino l’aristocrazia romana, si riversavano in massa intorno alla pista dove i poveri animali erano costretti a correre dietro una falsa preda. I levrieri appartenevano a una razza canina di gran moda all’epoca, soprattutto tra le ricche signore dell’alta borghesia e dell’aristocrazia romana.

Per quasi trent’anni quelle corse distribuirono gioie e dolori a chi giocava piccole o grandi somme, fino a quando furono sfrattate per fare posto alle strutture sportive per i giochi Olimpici previsti nel 1960. La nuova sede fu trovata nella zona di Ponte Marconi dove furono realizzate le piste per i levrieri e i campi da gioco all’interno del circuito. L’impianto continuò ad attirare spettatorə e scommettitorə di ogni tipo e fu scelto per girare alcune scene di film come Il commissario diretto da Luigi Comencini nel 1962.

La storia del cinodromo di via della Vasca Navale finisce nel 2002, quando la società che lo gestiva abbandona quell’attività, che aveva perso oramai l’interesse del pubblico.

Un collettivo di giovani studentə e lavoratorə precarə pensarono subito che quella struttura non meritasse di essere abbandonata e condannata a diventare uno dei tanti ruderi urbani di Roma e decisero di prendersene cura per farla diventare quella che è oggi. In quel luogo si è scommesso ancora e stavolta la scommessa è stata vinta.

L’occupazione avviene nel novembre del 2002 e da allora un lungo lavoro trasforma quel posto in uno spazio aperto alla città, dove è possibile praticare attività sportive, ascoltare e produrre musica, partecipare ad attività culturali. Ma anche un luogo di elaborazione politica, dove si analizza la trasformazione urbana e sociale della città. Nasce Acrobax project.

In quell’ansa sulla riva destra del Tevere accanto agli immensi edifici che ospitano le facoltà di Roma Tre e gli alloggi per chi le frequentano, continua a vivere una realtà che è stata capace di realizzare quei servizi pubblici e sportivi, che il piano regolatore approvato nel 2008 prevedeva fossero costruiti in quell’area di proprietà pubblica. Sappiamo bene però che l’amministrazione preferisce affidare le aree pubbliche a promotori immobiliari privati che le utilizzano per produrre enormi profitti, come vorrebbero fare nell’area degli ex-Mercati generali.

Acrobax, come altri spazi sociali è nella lista degli sgomberi ritenuti urgenti dal Viminale dal 2016. Da allora la minaccia di sgombero non gli ha impedito di continuare nelle attività. La squadra di rugby con i suoi cento e più tesseratə ha continuato ad allenarsi nel campo realizzato alle spalle dell’edificio. La palestra con i corsi di boxe, kick boxing, ginnastica, yoga è funzionante e frequentata da adultə e giovanissimə. La sala musica Renoize Project, sala prove e studio di registrazione, che ha il nome di Renato Biagetti assassinato dai fascisti sulla spiaggia di Focene nel 2006. 

Acrobax è promotore ogni anno di centinaia di assemblee e momenti di confronto tra collettivi della città ed è l’anima di Renoize, un festival politico culturale antifascista per ricordare Renato, che al termine di ogni estate riempie di migliaia di persone il vicino Parco Schuster.

Oggi Acrobax torna a essere minacciato e la minaccia viene dal governo fascista che sa come gli spazi sociali rappresentino l’opposizione determinata a impedire che sia cancellato ogni spazio di libertà. Come è avvenuto a Milano con lo sgombero del Leoncavallo e a Torino con quello di Askatasuna si vuole colpire a Roma una delle realtà più vive e attive.

Tutto questo non avviene a caso, ma in un preciso momento, quello in cui le flottiglie per Gaza stanno per ripartire e Acrobax è il perno attorno al quale molta della solidarietà costruita nel settembre scorso ha ruotato e sta tornando a ruotare. Lo stesso momento in cui con una pioggia di denunce e di teoremi giudiziari sta colpendo chi era in prima fila in quelle manifestazioni in autunno.

Nel comunicato di lancio delle prossime attività il collettivo di Acrobax scrive: «Articoli di giornale con illazioni su presunte indagini giudiziarie, la lista degli immobili da sgomberare (redatta dall’allora prefetto Piantedosi ora ministro dell’interno) che ricompare su giornaletti e giornalacci; influencer prezzolati che ci dedicano i loro sproloqui; giornaliste d’assalto alla ricerca di scoop che si insinuano di nascosto; pattuglie in borghese fuori dallo spazio; pressioni relative alla gestione dell’ordine pubblico in vista delle prossime mobilitazioni nazionali e della ripartenza della Global Sumud Flotilla. In questo quadro, una realtà come Acrobax, diventa di slancio una priorità da colpire. Una realtà che ha spinto e continuerà a spingere sempre in direzione ostinata e contraria al Governo neo- fascista di Fratelli d’Italia. E lo facciamo con determinazione insieme a tutto quel tessuto sociale che ha riconosciuto e combatte un indirizzo nazionale e internazionale che vuole fascistizzare la società. Da Israele all’Ungheria, dall’Italia all’Argentina, fino ad arrivare agli Stati Uniti».

In uno scenario così complesso l’alternativa rimane quella di costruire convergenza, dentro e fuori l’ex- Cinodromo, perché la Roma antifascista degli spazi sociali, della democrazia diretta, dell’autonomia, della solidarietà dell’autorganizzazione non è disposta a cedere i suoi spazi, a rinunciare quell’idea di città e quel tessuto di relazioni che ha costruito negli anni.

Continua il comunicato: «Ma noi acrobatɜ da anni abbiamo imparato a camminare sul filo, da anni abbiamo chiaro il nostro di obiettivo che è costruire e non distruggere: costruire una comunità larga, solidale e accessibile, fatta di relazioni, di sport popolare, di musica, di cultura, di elaborazione e riflessione politica, di condivisione. Capace di trasformare, persino migliorare e supportare la vita di chi lo attraversa. Capace di mettersi in rete con altre realtà per dare corpo e sentimenti alla possibilità, oltre l’utopia, di un mondo dove il fascismo non abbia più ragion d’essere.[…] “Non si sgombera un’idea” dicevamo qualche anno fa. E, a distanza di più di cinque anni, lo confermiamo convintamente perché avevamo e abbiamo chiara l’indicazione degli zapatisti: Niente per noi, tutto per tutti! Pensiamo che non si possa accettare di cadere unə alla volta, sarebbe ferita troppo profonda per noi stessɜ e per la nostra città. Sappiamo invece quello che ci hanno insegnato le maree: possiamo trasformare Roma, e non solo, avanzando tuttɜ insieme».

Gli appuntamenti finora organizzati per mobilitarsi contro l’attacco in corso sono due:

Mercoledì 25 marzo alle 18.00 per una assemblea pubblica

Sabato 28 e domenica 29 marzo per Acrobax città aperta, due straordinarie giornate dentro e fuori l’ex-Cinodromo.

La copertina è di Andrea Cuomo (Flickr)

SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS

Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno