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La materialità della razza nei luoghi di lavoro

Brevi riflessioni sul ruolo che razza e genere hanno avuto e continuano ad avere nella storia del capitalismo americano

C’è stato un grande dibattito di recente sul ruolo delle identity politics a sinistra. Viene riproposto un liberalismo post-razziale alla Obama, l’idea cioè che, proprio perché la razza viene costruita, non varrebbe la pena occuparsene. Si sente anche dire che è la classe tutto ciò di cui varrebbe la pena occuparsi.

Provate a organizzare un luogo di lavoro con questo approccio. Fallirete.

La questione fondamentale dell’idea che la razza sia costruita è che in effetti è stata costruita. Ormai è là. E se non la riconosci diventerà ben presto il muro contro cui il tuo processo di organizzazione sindacale andrà a sbattere.

Quando lavoravo a Jimmy John’s (NdT: fast food che vende sandwich a domicilio), il padrone aveva organizzato consapevolmente il luogo di lavoro secondo linee razziali. L’organizzazione sindacale era partita dagli autisti che facevano consegne a domicilio e che erano prevalentemente giovani bianchi che facevano l’università o che erano in attesa di un impiego migliore. Gli autisti prendevano le mance, il che rendeva i nostri salari significativamente più alti di quelli che lavoravano in negozio. I lavoratori che stavano in negozio invece erano soprattutto neri, prendevano il minimo salariale e niente di più. Molti erano appena usciti di prigione o erano senza casa.

Abbiamo provato a colmare questa distanza e a rendere il sindacato più inclusivo per tutti i lavoratori ma siamo riusciti a farlo solo in parte. Quando la nostra campagna è uscita pubblicamente, i padroni hanno usato la questione razziale contro il comitato organizzativo che allora era prevalentemente bianco e hanno reclutato due lavoratori di colore come portavoce di una campagna di attacco al sindacato.

Si è trattato di una strategia anti-sindacale molto efficace. La mancanza di fiducia, di solidarietà e le differenze materiali che c’erano tra lavoratori bianchi e di colore è stata sfruttata dal padrone ed è diventato un fattore decisivo per la nostra sconfitta (per un solo voto) nell’elezione di un sindacato aziendale.

Ora vediamo che c’è una reazione contro le identity politics. Molte delle critiche che però vengono mosse sono completamente antistoriche e non comprendono minimamente il ruolo che la razza e il genere hanno nella costruzione del capitalismo americano. E per di più mancano di qualunque riflessione basata sull’esperienza. Ma in effetti si potrebbe fare lo stesso discorso per molti dei dibattiti che si svolgono a sinistra ultimamente.


*Tratto da The Indypendent

Traduzione a cura di DinamoPress

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