TERRITORI

Nuovo tentativo di sgombero a Ventimiglia

Nuovo tentativo di sgombero a Ventimiglia: respinto dai migranti

Come apprendiamo dalle attiviste e dagli attivisti del progetto 20K, attivo dal 2016 nella città di frontiera con servizi di assistenza e sostegno ai migranti, questa mattina alle ore 8 è cominciato l’ennesimo sgombero del campo informale di via Tenda.  La ditta di pulizie Docks Lanterna, incaricata dal comune di Ventimiglia, ha cominciato a spazzar via – con tanto di ruspe – le tende e i rifugi dentro i quali dormivano le persone sotto il ponte della tangenziale, sulle sponde e nel letto quasi prosciugato del fiume Roia. Come segno di protesta contro il provvedimento in corso, alcuni migranti hanno dato fuoco ai propri rifugi.

Sgombero di Ventimiglia

VENTIMIGLIAVIA Progetto20kQuesta mattina alle ore 8:00 la ditta di pulizie Docks Lanterna, incaricata dal comune di Ventimiglia, ha iniziato ad effettuare con le ruspe l'ennesimo sgombero del campo informale di via Tenda. Da parte dei pochi ragazzi presenti non c'è stata particolare resistenza: l' unico segno di protesta è stato l'incendio divampato da alcuni dei rifugi costruiti. Ancora una volta il sindaco e l'amministrazione comunale sperperano migliaia di soldi pubblici in sgomberi forzati e controproducenti, degradando le problematiche sociali a mere questioni d'ordine pubblico

Pubblicato da DINAMOpress su mercoledì 18 aprile 2018

Ventimiglia è da anni un territorio in cui si gioca la partita fondamentale di occultamento dei migranti. Il sindaco targato Pd Enrico Ioculano, insieme alle forze dell’ordine locali, hanno impostato il loro operato su una politica di invisibilizzazione dello spazio occupato da quanti, ogni giorno, tentano l’attraversamento della frontiera italo-francese. Ai provvedimenti “persuasivi”, come quello di non concedere i bagni chimici o di vietare la distribuzione di cibo ai migranti, si sono alternate azioni di forza come gli sgomberi, le deportazioni, le “caccie all’uomo” tra le strade della città, la stazione dei treni e la frontiera fisica, con l’obiettivo di “ripulire” la città dall’umanità migrante in transito. I tentativi attuati dalle autorità comunali, anche a seguito delle pressioni da parte degli abitanti della città, di far spostare i migranti dalle zone residenziali e dal centro, non hanno avuto successo. Ancora una volta la scelta del sindaco e dell’amministrazione comunale è stata quella di usare la forza e i soldi per uno sgombero controproducente e non risolutivo, degradando le problematiche sociali a questioni d’ordine pubblico.