ROMA

Per la vita, contro l’odio: Nora Cortiñas delle Madres de Plaza de Mayo a Roma

Nora Cortiñas sarà a Roma il 12 aprile per due incontri, la mattina all’università la Sapienza e il pomeriggio al centro sociale Acrobax. Un’occasione per discutere con una donna che ha fatto della sua vita una lotta contro la dittatura, per la memoria e i diritti

Arriva a Roma Nora Cortiñas, esponente delle Madres de Plaza de Mayo, una donna meravigliosa, straordinario esempio di memoria, di lotta, di umanità. Il 12 aprile la mattina, incontrerà le studentesse e gli studenti alla Sapienza, nel pomeriggio sarà al centro sociale Acrobax con le Madri per Roma Città Aperta.

Accompagnata da una straordinaria tenacia, da una grande umanità, da una speciale capacità di  sostenere ed appoggiare lotte e rivendicazioni differenti accomunate dal desiderio di giustizia e di verità, Nora vive fianco a fianco con tutte le lotte, viene abbracciata dalle piazze, amata e sostenuta da migliaia e migliaia di persone, assieme a tutte le altre Madres de Plaza de Mayo. Nora sfoggia un  grande senso dell’ironia, la capacità di difendere l’allegria di fronte alla morte e alla crudeltà, di trasformarla in forza vitale e collettiva, e sorride ancora mentre le piazze omaggiano questa donna che ha appena compiuto 88 anni, poche settimane fa. Pochi giorni prima del compleanno ha partecipato allo sciopero globale femminista, che ha visto ottocentomila persone in piazza a Buenos Aires, affermando di essere femminista e di sostenere la battaglia per l’aborto legale, sicuro e gratuito. Una rivendicazione che risuona in questi anni, e negli ultimi mesi con particolare forza, nelle strade argentine fino a imporsi come progetto di legge in discussione al Congresso proprio in questi giorni. Così Norita, così la chiamano in tanti, è scesa in piazza con il movimento femminista indossando il fazzoletto verde simbolo della lotta per l’aborto legale.

Pochi giorni dopo il suo compleanno Nora era ancora davanti ad uno striscione, con forza e determinazione, assieme all’amore di tutti le donne e gli uomini che sostengono, condividono e rilanciano la lotta per i diritti umani, per la memoria, e contro l’oblio. Norita era di nuovo in marcia nell’immensa manifestazione dello scorso 24 marzo per il 42esimo anniversario del golpe militare che ha invaso le strade della capitale argentina per ridare vita ai 30mila desaparecidos, opporsi alle politiche revisioniste del governo, ai tentativi di liberare i condannati per genocidio e crimini di lesa umanità, a negare quel che è avvenuto durante il genocidio portato avanti con il  Terrorismo di Stato. Con la forza delle Madres la lotta per i diritti umani è diventata in Argentina una potente forza popolare capace di incarnare la radicalità della lotta democratica contro la violenza del potere: possiamo dire infatti che, come scrive Diego Sztulwark  “solo la politica dei diritti umani è stata ed è capace di ergersi come antagonista su entrambi i piani su cui si è espresso il terrorismo di Stato, il primo è lo sterminio, il secondo i processi di costituzione di una soggettività neoliberale (tanto durante la dittatura quanto in democrazia)”

Tutti i giovedì pomeriggio, alle tre e mezza, le Madres scendono in piazza. Tutti i giovedì da ormai quarant’anni, a Plaza de Mayo. Tutti i giovedì Norita prende il megafono e ricorda i 30mila desaparecidos.

E dal ricordo, costantemente rinnovato, dei desaparecidos e dei morti della dittatura, si arriva fino  ai nostri giorni. Nelle piazze delgiovedi si reclama giustizia e verità per Santiago Maldonado, desaparecido otto mesi fa durante una repressione della Gendarmeria nella comunità mapuche Pu Lof Cushamen e ritrovato morto (in condizioni tutt’ora da chiarire) in un fiume in Patagonia, si ricorda Rafael Nahuel, giovane mapuche assassinato con un colpo di fucile alle spalle dai corpi speciali della polizia cinque mesi fa in Patagonia, Berta Caceres, attivista indigena e ambientalista honduregna uccisa dai sicari delle multinazionali, Marielle Franco, consigliera nera, lesbica e femminista assassinata un mese fa a Rio de Janeiro. Norita ricorda tutte queste persone e poi abbraccia le donne mapuche e gli operai di una fabbrica recuperata, accompagna le lotte delle madri delle vittime della violenza poliziesca e delle ragazze sequestrate dalle reti di tratta e del narcotraffico. Norita non si ferma mai, ha sempre una parola di conforto, e uno sguardo di comprensione. Conclude sempre i suoi discorsi sempre con una frase, ripetuta in coro da tutti quelli che la accompagnano: «Hasta la victoria siempre, venceremos». Dalla sua voce, suona come una promessa, una speranza, una forza incredibile che non smette di fare paura al potere.

Il tempo che ci separa dalla più feroce dittatura militare che l’Argentina abbia mai conosciuto è un tempo battuto dal ritmo delle lotte per i diritti umani: un giorno le Madres hanno cominciato a protestare contro i militari per le desapariciones dei propri figli, e non si sono più fermate. Il 15 aprile del 1977, i militari sequestrarono Gustavo, uno dei due figli di Norita, che lavorara all’INDEC (Istituto Nazionale di Statistica) e militava in un’organizzazione peronista.

«Io sapevo che lui militava all’università e nei quartieri» racconta Nora, «lui non nascondeva nulla. Lo hanno sequestrato a 24 anni, mentre andava al lavoro, dopo aver terminato gli studi di Economia, viveva con la moglie e avevano un figlio piccolo. Hanno perquisito la casa di mia nuora, solo per miracolo non hanno sequestrato anche lei. Così abbiamo iniziato a girare per commissariati, caserme, tribunali, ministeri. Abbiamo scritto al Papa, ci siamo riunite con altre madri e altre donne che lottavano per sapere dove erano finiti i propri figli. Di lui non abbiamo saputo mai più nulla». Il lutto e il dolore diventano lotta collettiva. «I nostri figli non sono morti, sono desaparecidos. Non abbiamo mai incontrato i loro corpi, per poter vivere il lutto e consumare il dolore. Così siamo diventate tutte Madri dei nostri 30mila figli, quelli che sono scomparsi perché lottavano per cambiare questo mondo, perché lottavano contro le ingiustizie, contro lo sfruttamento».

Quarant’anni dopo, nelle piazze che resistono all’austerità e alla violenza di questa nuova offensiva neoliberale in Argentina e in America Latina si compongono temporalità, storie, esperienze umane e politiche diverse tra loro ma capaci di connettere molteplici resistenze contro uno stesso modello economico.

In America Latina il neoliberismo si affermò nell’ambito del Plan Condor e delle dittature sostenute e finanziate dagli Stati Uniti d’America. In Argentina, tra il 1976 e il 1983 si instaurò una feroce dittatura militare che utilizzò come pratica repressiva fondante quella della desaparición di un’intera generazione di giovani militanti che si opponevano ad essa. Nel silenzio del mondo solo le loro Madri, conosciute come Madres de Plaza de Mayo per la loro determinazione a occupare la Plaza de Mayo, dove ha sede il governo del paese, insieme a pochi alti, lottarono per porre fine alla dittatura e reclamare in vita quei giovani. Negli anni ’90 la loro lotta per la ricerca di verità e giustizia fu accompagnata dagli Hijos, i figli di quella generazione desaparecida.

Nel maggio 2017 le Madres de Plaza de Mayo incontrarono le Madri del Comitato Madri per Roma Città Aperta a Buenos Aires. Fondato da Stefania, la mamma di Renato Biagetti, ucciso 12 anni fa da due fascisti in un’aggressione, il Comitato Madri per Roma Città Aperta lotta ogni giorno contro il fascismo al fianco dei movimenti. Dopo il primo incontro a Buenos Aires, questa settimana sarà in Italia e il 12 aprile a Roma Nora Cortiñas, co-fondatrice delle Madres de Plaza de Mayo-Linea Fundadora, una donna che ha dedicato la sua vita alla lotta contro la dittatura, alla ricerca della verità. In questo giorno le Madri per Roma Città Aperta e le Madres de Plaza de Mayo torneranno a incontrarsi.

La visita di Nora sarà l’occasione per ascoltare direttamente l’esperienza di queste donne protagoniste della storia e del presente dell’Argentina, e di come il loro impegno e la loro lotta sia necessaria ancora oggi nell’Argentina di Macri contro le sue politiche di privatizzazioni, concentrazione dell’economia nelle mani di pochi e repressione del dissenso sociale.

Assieme a Nora potremo riflettere su ciò che della sua storia risuona anche qui, a partire dalla pericolosa deriva razzista, sessista e autoritaria cui stiamo assistendo in Italia e in Europa nel contesto di un’importante crisi económica e sociale.

Nel pieno di questo ciclo politico reazionario globale crediamo che ascoltare e imparare dalle lotte delle Madres de Plaza de Mayo possa essere davvero un’occasione importante, per rimettere in discussione categorie inadeguate e cercare risonanze utili alla nostra urgenza di lottare per difendere la vita ncontro l’odio e la crudeltà, in Argentina come in Italia.