EUROPA
Espropiare i fondi immobiliari: a Berlino vince Die Linke
Die Linke punta tutto su affitti bloccati ed esproprio dei grandi proprietari immobiliari e vince le elezioni a Berlino. La candidata Elif Eralp, avvocata di origine turche, si prepara a guidare la trattativa per formare la coalizione di governo. Mentre in Mecleburgo-Pomerania vince ancora il razzismo dell’AfD. La CDU crolla, e la Germania è sempre più divisa e sull’orlo di una crisi istituzionale
La questione centrale a Berlino è l’accesso alla casa, il carovita e i trasporti. E questo è al centro del programma elettorale della Die Linke. Un programma radicale che parla di esproprio delle grandi società immobiliari, calmierazione degli affitti, congelamento dei prezzi del trasporto pubblico, miglioramento della raccolta dei rifiuti, poltiche sociali ed educative.
«Rendere Berlino accessibile» lo slogan principale della campagna elettorale della candidata sindaca Elif Eralp. L’hanno chiamata la Mamdani berlinese, i genitori sindacalisti sono scappati dalla Turchia dopo il colpo di stato del 1980 per arrivare a Berlino, Elif Eralp è un’avvocata, militante, ha portato al centro della competizione elettorale l’aumento esponenziale del prezzo degli affitti, in una città dove l’85% delle persone non ha una casa di proprietà, e negli utlimi dieci anni ha visto raddoppiare il canone di locazione.
«Der Kampf für ein bezahlbares Berlin endet nicht am Wahlabend. Dann fängt er erst richtig an». La lotta per una Berlino accessibile non finisce la sera delle elezioni — è allora che inizia davvero. Così è scritto nel programma di Die Linke.
Più di trecento pagine divise in 17 sezioni tematiche, dall’urbanistica ai traspoti, dalle politiche femministe e queer alle politiche sociali, da cultura e scienza alle politiche per l’inclusione e la diversità. Mentre lo stato federale tedesco, guidato da un governo di grande coalizione a trazione cristiano-democratica, promuove il ritorno alla leva militare obbligatoria, aumenta le spese nella difesa e taglia le politiche sociali, la Die Linke a Berlino punto tutto su un programma sociale, chiaro, semplice e senza compromessi.
Punto centrale l’attuazione del referendum popolare tenutosi in città nel settembre del 2021 “Deutsche Wohnen & Co enteignen” per l’esproprio dei grandi proprietari immobiliari. L’idea di fondo è riportare in mano pubblica gli alloggi di fondi immobiliari o imprese commerciali con più di 3.000 appartamenti a Berlino, concedendo un indennizzo minore del prezzo di mercato, con l’obiettivo di ridurre la speculazione e calmierare il mercato degli affitti, tornando ad avere un buon numero di appartamenti di proprietà pubblica, ma senza costruire troppe cubature. Accanto a questo, si vuole creare un’autorità per il controllo degli affitti illegali, il blocco del canone per i prossimi sei anni, ed eliminare gli aumenti programmati nei contratti.
L’obiettivo è aumentare il controllo pubblico sul mercato immobiliare che negli ultimi dieci anni è stato al centro di mire speculative dei grandi fondi immobiliari internazionali, trasformando una città “povera ma sexy”, in una capitale gentrificata, cara e dove le persone non riescono più a vivere.
In più i tagli alla cultura a livello regionale e nazionale stanno mettendo in crisi tutto il settore culturale e musicale della città, e mentre i club della musica techno, che hanno reso famosa la città, iniziano a chiudere, anche la Berlino delle start-up è in crisi, sotto la stretta dell’intelligenza artificiale, della competizione cinese, e del costo dell’energia sempre più alto.
A Roma, la scelta di Die Linke risuona forte e chiara. Siamo appena scese in piazza per Spin Time, palazzo pubblico, praticamente regalato a un fondo immobiliare grazie alle cartolarizzazioni del governo Berlusconi, fondo che lo aveva lasciato vuoto, fino all’occupszione per tredici anni. In agosto, nel pieno di un’ondata di calore, è stato sgomberato, e il Sindaco – dopo un fallimentare tentativo di trattativa – invece di espropiare il palazzo, ha parlato di “fondi immobiliari senza cuore”. Intanto la destra tuona contro le persone migranti, prepara le ronde anti-degrado nelle periferie, e schiera i suoi youtubber in prima fila.
Per sconfiggere il programma della destra incentrato su degrado e razzismo, bisogna denunciare la speculazione urbana, lo sfruttamento nel mercato del lavoro, limitare la turistificazione e costruire la possibilità di tornare a vivere nei centri storici delle nostre città.
Lo scontro è aperto, ed è profondo. E mentre la Die Linke convince a Berlino proprio grazie al suo programma socio-economico per una vita accessibile, ragionato per parlare alle fasce più deboli della popolazione, e in particolare migranti, madri sole e persone queer, succede esattamente il contrario in Mecleburgo-Pomerania, dove il primo partito è l’AfD, con il suo programma di odio contro le persone migranti e di origine straniera. La SPD è poco al di sotto, ed è probabile che riesca a formare un governo con Die Linke e Verdi.
In ultimo, in Germania per come è strutturato il sistema politico e grazie a una legge elettoriale mista, si governa in coalizione, sia a livello federale che regionale, Die Linke Berlino ha già dichiarato durante la campagna elettorale che non parteciperà a governi che promuovano privatizzazioni dei servizi essenziali o tagli al welfare. Quindi non è contraria ad alleanze con l’SPD o con i Verdi, ma ha creato le condizioni per essere il partito più importante della coalizione e ha posto le basi per un lavoro comune trasparente. Alcune dichiarazioni dei Verdi fanno comprendere che la composizione del governo del lander non sarà semplice e che ci sarà molto da negoziare. Ma per ora una cosa è chiara: con un programma radicale la sinistra può tornare a vincere. Deve solo provarci.
Immagine di copertina dal facebook di Die Linke novembre 2025
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