ROMA

Spin Time: un’altra idea di città prende forma

Dopo lo sgombero del palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme avvenuto, con l’inganno, la notte del 29 luglio la comunità di Spin Time non si arrende. Il presidio continua fino al 19 settembre quando una manifestazione nazionale per il diritto alla casa arriverà sotto la sede di Investire SGR. Il 20 settembre ci sarà un’assemblea per costruire una battaglia comune per un’altra idea di città

Nonostante le condizioni climatiche romane la notte del 29 luglio, come abbiamo raccontato, uno sgombero ha costretto  gli e le abitanti di Spin Time a uscire dall’edificio che per tredici anni era stata la loro casa.

Quella che stiamo vivendo è l’estate più calda di sempre. Un “picco” dietro l’altro con la temperatura percepita che ha superato spesso la soglia dei  40°. Tutti i sanitari sconsigliano alle persone più fragili di uscire di casa, le invitano a rifugiarsi dove c’è l’aria condizionata. A Roma l’iniziativa comunale “Il Grande Freddo” ha offerto  proiezioni gratuite in sale cinematografiche climatizzate per difendersi dalle ondate di calore. Le biblioteche sono rimaste aperte con la stessa funzione. Invece quasi 400 persone, di ogni età e condizioni fisiche, si sono ritrovate in mezzo alla strada a passare notte e giorno su quell’asfalto rovente che raggiungeva punte di 60 gradi.

Erano lì senza potersi lavare, cambiare gli abiti, rimasti dentro l’edificio, senza acqua e cibo. Solo l’attivazione della società civile, l’enorme solidarietà dimostrata dalla città intera ha consentito la sopravvivenza di tanti e tante.

Sono arrivati beni di prima necessità, generatori per fornire energia elettrica, tende e teli per creare zone d’ombra, giochi per bambini e bambine, incapaci di capire cosa stesse succedendo. La Protezione Civile ha dato un piccolo contributo con l’allestimento di alcuni punti per l’assistenza. Tutto questo però non ha impedito che si vivessero giorni drammatici.

Da anni pendeva la minaccia di sgombero (nel 2019 avevamo raccontato del distacco della luce) nonostante il valore di questa esperienza fosse stato riconosciuto dall’amministrazione capitolina, tanto da inserire nel Piano Strategico per il Diritto all’Abitare 2023-2026, Spin Time, insieme a Metropoliz-MAAM, fra gli immobili da acquisire e riproporre quello che è già avvenuto per l’occupazione di Porto Fluviale per la quale, dopo l’acquisto, è stata compiuta la ristrutturazione utilizzando i fondi del bando europeo Pinqua. E oggi le case sono di nuovo abitate!

Ma di nuovo nell’ottobre 2023 si manifesta l’intenzione del Ministro degli Interni Matteo Piantedosi di voler sgomberare il palazzo, per renderlo disponibile alla proprietà che non ha mai nascosto la volontà di trasformarlo in un albergo, uno dei tanti “cinque stelle” che stanno sorgendo a Roma. Lo sgombero è infine avvenuto, con l’inganno, la notte del 29 luglio.

Ci sarebbero potute essere conseguenze drammatiche. Il 4 agosto un bambino di un anno e mezzo è stato trasportato in ospedale in codice rosso per crisi respiratoria. Non è stato l’unico caso di emergenza, più volte è stato necessario l’intervento di ambulanze per assistere anziani, malati cronici, donne in gravidanza, tutti e tutte colpiti da disidratazione e colpi di calore.

Sarebbe bastato far rientrare le persone nelle loro case, come chiedeva la comunità di Spin Time, ma la proprietà ha opposto un irremovibile rifiuto sia alla proposta avanzata dall’amministrazione Gualtieri di acquisire l’immobile, sia  alla concessione temporanea di quegli spazi per garantire il rientro delle famiglie nello stabile dopo alcuni interventi di messa in sicurezza.

Ma chi è questa potente proprietà dello stabile di via Santa Croce in Gerusalemme?

Il palazzo di dieci piani nel quartiere Esquilino era stata sede dell’Inpdap, l’Istituto nazionale di previdenza e assistenza dei dipendenti dell’amministrazione pubblica, poi confluito nell’Inps. La chiusura degli uffici dell’ente avviene fra il 2003 e il 2010, dopo che lo stabile è diventato oggetto di un processo di cartolarizzazione per opera della cosiddetta “finanza creativa” del ministro Tremonti. Viene acquisito dal fondo di investimenti immobiliari Investire SGR consentendo al Gruppo Banca Finnat Euroamerica S.p.A. di incassare oltre 1 miliardo di euro

Investire SGR, per il sindaco Gualtieri è “senza cuore” ma in compenso ha un portafoglio gonfio di 7 miliardi di euro distribuito su 60 fondi suddivisi nelle macro-categorie: abitare, infrastrutture sociali, uffici,  commerciale e ospitalità. Insomma ovunque! Sono sue molte operazioni immobiliari in tutta Italia, portate avanti sempre in accordo con le amministrazioni locali..

A Roma ha trasformato un grande complesso immobiliare in via Cavour in un nuovo «“eco-luxury lifestyle hotel», naturalmente 5 stelle. Per farlo ha usufruito di un permesso di costruire in deroga motivato da “interesse pubblico”. Adesso non c’è più bisogno di “andare in deroga” per queste operazioni. L’amministrazione ha modificato le Norme Tecniche del Piano Regolatore consentendo la crescita sulla redditività degli investimenti privati e facilitando le procedure. Contro ogni interesse pubblico!

A Milano, a Firenze, a Torino e non solo, SGR dispone di un grande patrimonio immobiliare attraverso il quale crea valore per gli investitori, i clienti e le istituzioni che gli affidano i loro capitali.

Coprono l’intera filiera immobiliare dalla pianificazione urbanistica, che a Roma dovrebbe essere in mano all’assessore Maurizio Veloccia, al posizionamento commerciale, alla gestione del progetto per valorizzare il patrimonio. Così gli urbanisti delle città sono diventati i fondi immobiliari. Si sono impadroniti del patrimonio pubblico dismesso dallo Stato, per fare cassa. Saranno loro a rimodellare le città.

Questa gestione urbana neoliberale dipendente dai capitali finanziari è facilitata da incentivi e deroghe urbanistiche concesse da tutte le amministrazioni, senza distinzione di colore politico. Anche da quella romana. Grandi spazi urbani, come l’area degli Ex Mercati generali, sono diventati mezzi di produzione di profitto privato.

Come poteva pensare il sindaco Gualtieri che vendessero il loro immobile ispirati da una forte sensibilità etica e umana? 

È toccato all’amministrazione trovare una soluzione, seppur temporanea, per tutte quelle famiglie. Alloggi lontani dal quartiere Esquilino dove avevano vissuto per 13 anni, con i bambini che frequentavano le scuole di zona, costringendo una comunità a disgregarsi e rendendo ancora più fragili le persone coinvolte. È stato riconosciuto il diritto ad avere una casa popolare a chi ha i requisiti, ma la lista di chi ne ha diritto è molto lunga e le case popolari non ci sono.

Intanto attorno all’esperienza di Spin Time continua la mobilitazione, in via di Santa Croce in Gerusalemme sono stati montati alcuni gazebo dove poter svolgere le attività che erano nell’edificio che non era solo la casa per tante persone ma una realtà sociale in grado di configurare un’altra idea di città.

Per il 19 settembre è stata lanciato un appello per una manifestazione nazionale con un corteo che partirà da Santa Croce in Gerusalemme per arrivare in via Po dove è la sede di Investire SGR. Il giorno dopo si terrà un’assemblea per il diritto alla casa fuori del palazzo dove fino ad allora ci sarà un presidio permanente.

Si scende in piazza contro il modello repressivo del governo Meloni, che continua a sgomberare, criminalizzare e svuotare i luoghi del dissenso e gli spazi in cui si costruiscono pratiche e visioni alternative di società.

Si scende in piazza anche perché le amministrazioni delle città ripensino totalmente le politiche urbanistiche, di rigenerazione urbana e abitative abbandonando l’idea che attrarre investimenti che garantiscono profitti a privati sia la soluzione.

Le tante battaglie che si sviluppano nel nostro paese devono riconoscersi, unirsi e diventare una battaglia comune per un’altra idea di città che sia in grado di rispondere ai bisogni di chi la città la abita.

Il 19 e il 20 sarà l’occasione per confrontarsi.

la copertina è di Renato Ferrantini

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