MONDO

Cina, iSlave: lavoratori denunciano lo sfruttamento nelle fabbriche Apple

Una campagna globale contro le condizioni di lavoro imposte da Apple.

È stata aperta nel mese di novembre, in occasione del lancio ufficiale dell’iPhone X, la campagna internazionale “iSlave”, per denunciare le condizioni di lavoro nelle fabbriche cinesi che hanno gli appalti di Apple.

SACOM, una ONG con base ad Hong Kong, e una serie di organizzazioni e attivisti nelle Filippine, negli Stati Uniti, in Inghilterra, Francia, Germania, Austria e altre regioni del mondo hanno partecipato il 3 novembre al lancio della campagna iSlave, nell’ambito del Global Action Day contro gli abusi sul lavoro di Apple negli ultimi dieci anni di produzione dell’iPhone.

Gruppi di attivisti hanno protestato di fronte ai negozi di Apple in diverse città esigendo un cambiamento immediato delle condizioni di lavoro. Nella metropoli di Hong Kong, SACOM, assieme ad altre organizzazioni ed esperienze di lotta per i diritti sul lavoro e con alcuni studenti universitari, ha messo in campo un’azione di protesta al mattino di fronte all’Apple Shop, Festival Walk, Kowloon Tong, Hong Kong.

In base al report “Betrayed: No Democratic Representative Trade Union for Foxconn Workers in China” e ad altre interviste ai lavoratori realizzate da SACOM, i principali abusi sul lavoro commessi da Apple possono essere così sintetizzati:

  1. Sindacati corrotti: i sindacati nelle fabbriche che lavorano per Apple sono corrotti. I lavoratori sono stati costretti a votare uno specifico candidato durante un voto pubblico. Inoltre, il sindacato ha annullato le richieste dei lavoratori durante i conflitti sindacali.

  2. Abusi di tirocini studenteschi: le aziende che lavorano per Apple impiegano tirocinanti-studenti di sedici anni, invece di lavoratori regolari. Gli studenti sono iscritti in gran parte a facoltà che non hanno nulla a che vedere con le attività svolte e viene loro impedito di ottenere il diploma nel caso in cui rifiutino di lavorare.

  3. Salari estremamente bassi: il salario minimo è aumentato a malapena dal 2012, mentre l’inflazione è cresciuta molto rapidamente. I lavoratori sono costretti a fare straordinari eccessivi per poter sopravvivere.

Constatando queste violenzioni chiediamo ad Apple di:

  1. garantire pieni diritti sindacali;

  2. fermare la flessibilizzazione del lavoro;

  3. raddoppiare i salari per garantire una vita degna ai lavoratori.

Per maggiori informazioni, fate riferimento al sito iSlave.

Pubblicato su sacom (SACOM, Students and Scholars Against Corporate Misbehaviour)