ITALIA

Ci risiamo, il CSOA Lambretta è sotto sgombero

A Milano il CSOA Lambretta è nuovamente sotto sgombero. Lo spazio oggi è anche sede di Mutuo Soccorso l’associazione nata nel 2020 per aiutare centinaia di persone durante la Pandemia. Hanno bisogno di uno spazio per portare avanti i loro progetti internazionalisti, le attività mutualistiche e di solidarietà verso le comunità più fragili, sempre più asfissiate dal carovita

All’undicesimo anno di esistenza in una città che viene sempre più privata di spazi sociali, il CSOA Lambretta è nuovamente sotto sgombero.  Lo spazio oggi è anche sede di Mutuo Soccorso Milano, l’associazione nata nel 2020 per aiutare centinaia di famiglie e singoli in difficoltà a seguito dello scoppio della Pandemia, e il conseguente lockdown.

Riportiamo qui sotto il comunicato:

A fronte dello sgombero del Lambretta comunicato dagli organi competenti, Mutuo Soccorso Milano lancia un appello per trovare una sede, senza cui saranno compromesse le attività di mutualismo e solidarietà alle comunità in situazione di fragilità.

Milano, 03/07/2023– La nostra comunità rischia di essere cancellata. Quest’estate saremo sgomberati dalla nostra attuale sede, il Csoa Lambretta in via Edolo 10, senza aver ancora trovato una nuova casa. Abbiamo aperto un confronto con il Comune di Milano negli anni passati, cercando di ottenere uno spazio stabile e adeguato per le nostre attività, senza però ricevere una risposta concreta.


In un contesto in cui aumentano esponenzialmente le disuguaglianze sociali, ci troviamo a dover affrontare una sfida senza precedenti per il futuro delle attività mutualistiche e di solidarietà verso le comunità più fragili, sempre più asfissiate dal carovita e dall’aumento esponenziale della povertà.

In questi tre anni abbiamo fornito oltre 70mila pacchi alimentari a famiglie marginalizzate e altrettanti pasti caldi a persone senza fissa dimora, recuperando all’Ortomercato 68 tonnellate di cibo che altrimenti sarebbe stato sprecato. All’interno del nostro spazio sono presenti una cucina industriale, una cella frigorifera da ristorante, due furgoni, e un magazzino di 120 mq per lo stoccaggio dei prodotti alimentari e dei capi di vestiario provenienti dalle donazioni.
Per questo abbiamo bisogno di spazio.

Collaborando con Emergency, Croce Rossa, enti istituzionali e territoriali portiamo avanti i nostri progetti basati su un modello di solidarietà dal basso e sulla creazione di comunità orizzontali, in cui tutt sono coinvolti attivamente nelle attività, diversificate e articolate su varie problematiche sociali. Con Botellon creiamo spazi di socialità e divertimento gratuiti e accessibili a tutte, che coinvolgono decine di migliaia di giovani in eventi culturali e organizzati dal basso.
Il mutualismo crea legami forti, comunità che valicano i confini e che favoriscono lo scambio culturale. La nostra natura internazionalista ci vede coinvolti in progetti quali Gazafreestyle, nella striscia di Gaza, Smashing the Borders in Ucraina e El Otro Soy Yo in Argentina, tramite i quali negli anni abbiamo svolto importanti progetti di cooperazione internazionale.
Senza una sede, tutto questo si fermerebbe.

Rischiamo di assistere all’ ennesimo fallimento delle politiche sociali,che rendono le città come Milano inaccessibili a fasce della popolazione sempre più ampie. In questo contesto le realtà territoriali, gli spazi sociali e le collettività organizzate dal basso hanno messo in campo esempi virtuosi di cooperazione in risposta alle crisi del nostro tempo, costruendo baluardi di solidarietà e democrazia.

Negli ultimi 6 mesi, tuttavia, sono stati sgomberati Baronata, 20092 Cinisello, Proprietà Pirata e via Siusi, e altri spazi sociali oltre al nostro sono a rischio.
Realtà che si sono dedicate attivamente al contrasto delle disuguaglianze e che hanno subito un trattamento vergognoso, frutto delle direttive sulla “sicurezza” del Governo Meloni e del Ministro degli Interni Piantedosi.
L’ultimo anno ha visto emergere numerosi movimenti per il diritto all’abitare nella città di Milano, come quello degli studenti in tenda davanti alle università e dei diversi comitati di quartiere. Le loro lotte hanno spianato la strada a modelli e proposte di gestione abitativa della città più equi e sostenibili, trovando il supporto di molte figure accademiche e un’ approvazione, per ora solo verbale, dell’amministrazione cittadina.

Diventa quindi necessario mettere in campo strumenti immediati per invertire la rotta, ora che la bolla è esplosa e le soluzioni sono davanti agli occhi di tutte

Strumenti che favoriscano le persone, le comunità e i movimenti dal basso che si adoperano alla creazione di mutualismo e solidarietà.
Mutuo Soccorso Milano ha bisogno di spazio.

Non per noi ma per tutte.

Abbiamo bisogno di una tua firma, un mattoncino con il quale costruiremo la nostra nuova casa, la casa per il quartiere. Aiutaci firmando la Petizione

Articolo originariamente pubblicato su Milano in movimento