ITALIA

Campagna a sostegno di Acad, l’Associazione Contro gli Abusi in Divisa

Questo è un appello con il cuore in mano rivolto a chi, in questi anni, ha contribuito alla lotta contro gli abusi e vuole continuare a farlo: mai come in questo momento sarà la solidarietà popolare a salvare la lotta agli abusi, è davvero l’arma più potente che abbiamo per sconfiggere il virus dell’indifferenza e mantenere attivo il contributo di Acad

ACAD, Associazione Contro gli Abusi in Divisa nasce da un’idea nuova di mutualismo, dalla volontà di fornire uno strumento a disposizione delle famiglie colpite dalla violenza in divisa e, grazie al numero verde, di chiunque ritenga di aver subìto un abuso da parte di appartenti alle forze di polizia.

Acad, quando possibile, si è costituita parte civile, come nel caso del processo relativo alla morte di Riccardo Magherini, e in altri casi è intervenuta offrendo sostegno economico e/o legale a molte famiglie, in particolare tanta è stata la solidarietà popolare per coprire onerose perizie nella morte di Davide Bifolco e Arafet Arfaoui, e incessante l’impegno di uno dei nostri avvocati attivisti nel processo per Sekine Traore. Battaglie processuali tutt’ora in corso.

ACAD però non solo è uno strumento, ma anche uno spazio pubblico a disposizione di movimenti, cittadini, studiosi per mettere in atto una battaglia più ampia possibile per la costruzione di un senso comune solidale che, rivendicando diritti, verità e giustizia, sia capace di sconfiggere la paura con cui il neoliberismo imprigiona milioni di donne e uomini.

ACAD affonda le sue origini nei movimenti, in quelle esperienze che passarono da Genova nel 2001. Si ritrova in quelle storie che hanno attraversato la Storia di questo paese negli ultimi 20’anni, durante i quali si è assistito a un consolidamento della pratica abusiva.

Dalla sua fondazione ACAD ha studiato quanto avviene sul territorio nazionale, senza perdere di vista anche quanto accade nel resto del globo. A tal proposito abbiamo realizzato dossier e campagne, tradotto documentari (es. quello su Santiago Maldonado) e realizzato incontri anche internazionali con realtà affini. Ha inoltre portato avanti campagne di sensibilizzazione e denuncia (es. sulla vicenda di Dino Budroni, o con l’audizione al Parlamento Europeo).

 

 

Sostieni la campagna: “ANCHE IO SONO ACAD”

L’emergenza pandemica: appello alla solidarietà

Questo è un appello con il cuore in mano rivolto a chi, in questi anni, ha contribuito alla lotta contro gli abusi e vuole continuare a farlo.

Nell’emergenza sanitaria per la Covid-19, ci troviamo a vivere un periodo storico senza precedenti, un periodo fatto di isolamento per cui le relazioni e i momenti di aggregazione sociale sono totalmente azzerati lasciando un vuoto difficile da colmare per associazioni senza scopo di lucro che, come la nostra, provano a costruire relazioni dal basso e si autogestiscono grazie al contributo di coloro che decidono di sostenerci soprattutto partecipando alle iniziative dal vivo di autofinanziamento come cene sociali e serate benefit. Sono queste pratiche che da anni permettono di sostenere le spese legali ed aiutare le vittime di abusi.

Tutto questo a oggi è bloccato, date sospese, saltate o rinviate. Per noi come per il resto delle autogestioni, del mutualismo e dell’associazionismo. Ma gli abusi non si fermano, anzi, nel corso della cosiddetta fase 1 siamo stati investiti da una ulteriore ondata di segnalazioni di abusi – morti in carcere, multe assurde, pestaggi, uso del taser, spray al peperoncino, aumento dei TSO – determinati «dall’arbitrio interpretativo di forze dell’ordine non sempre impeccabili nell’assennata valutazione dei fatti» (cit.).

 

L’emergenza sanitaria ha causato una forte stretta repressiva e di controllo sociale acuto e mirato alle fasce più deboli e marginali.

 

Noi sentiamo l’obbligo morale di esserci sempre, di essere una sorta di dispositivo di protezione sociale. Per questo lanciamo questa nuova campagna di raccolta fondi per finanziare le spese più importanti ed urgenti dei prossimi mesi.

 

Mai come in questo momento sarà la solidarietà popolare a salvare la lotta agli abusi, è davvero l’arma più potente che abbiamo per sconfiggere il virus dell’indifferenza e mantenere attivo il contributo di Acad.

 

Non vi nascondiamo la difficoltà economica: il conto nazionale dell’associazione è stato stressato dalle spese per le consulenze medico legali, oltre 5000 euro solo negli ultimi mesi, che sono servite in processi importanti.

Obiettivo di questa campagna di autofinanziamento è raccogliere almeno 10.000 euro per dare respiro e continuità alla nostra azione. Il solo mantenimento del nostro Numero Verde delle emergenze, pilastro fondamentale per la lotta agli abusi in tempo reale, è un costo notevole che supera i milleduecento euro l’anno. E poi ci sono i processi dei quali ci siamo fatti totalmente carico anche dal punto di vista economico, come quelli relativi alla morte di Arafet Arfaoui e Sekine Traore. Entrambi sospesi con l’esplosione della pandemia, ma ripresi a ridosso dell’estate.

Per tutti questi motivi, con la massima sincerità e la gola stretta per il periodo di impedimenti che stiamo vivendo, ci troviamo a chiedere l’aiuto di coloro che credono in queste battaglie, incentivando il tesseramento on-line e le donazioni tramite conto corrente e paypal con la causale “ANCHE IO SONO ACAD” o partecipando al crowdfunding qui su Produzioni dal Basso. Grazie a chi si sentirà di farlo.

Vai al sito: ACAD Onlus

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