ROMA

Piazza dei Sanniti, supereroi contro la municipale

Dopo il taglio del tiglio, un florilegio di attacchi a fiori e fioriere. I vigili portano via i vasi in fretta e furia poco dopo le prime luci dell’alba. Presto, però, ricompaiono alberi, piante, tavoli, sedie, bandiere, striscioni, persone

A Roma è in corso una guerra, o meglio una guerriglia. Si combatte da alcune settimane, colpo su colpo. Non riguarda l’aumento dei mezzi pubblici per garantire il trasporto in sicurezza, non ha nulla a che fare con ospedali e sanità territoriale e neanche con le necessarie misure contro la povertà emergente.

La trincea sono alcuni metri quadrati di cemento in piazza dei Sanniti, nel quartiere San Lorenzo. Mentre la città è al collasso e la curva del contagio cresce in modo esponenziale, i vigili capitolini non hanno di meglio da fare che prendersela con uno spicchio di terra sottratto al cemento, a cinque parcheggi a pagamento, e restituito al quartiere sotto forma di spazio di incontro e studio aperto e sicuro: il «giardino Sanniti».

Tutto si svolge davanti al Nuovo Cinema Palazzo (Ncp), l’occupazione che ha sventato la nascita di un casinò nel quartiere studentesco, che ha portato cultura invece di fiche e slot machine. Da un lato ci sono i vigili urbani che si presentano la mattina prestissimo e se la prendono con piante e fiori. Dall’altra i supereroi, gli abitanti della zona, che ogni volta, con pazienza, ripristinano il verde violato dalle forze del male.

Il 14 ottobre c’è stato il taglio del tiglio, l’unico albero di piazza dei Sanniti, piantato e cresciuto letteralmente in mezzo al cemento. Questa mattina alle 6 è toccato a vasi e fioriere. «Hanno una strategia mordi e fuggi. Per eliminare l’albero scesero dal furgoncino furtivi, con la motosega già in mano. Oggi hanno fatto tutto tra le 6.30 e le 6.33. Hanno portato via piante e fiori», racconta un’attivista del Ncp.

Alle 7, però, nell’angolo della piazza era già ricomparsa una nuova flora colorata. Erano tornati anche gli scacchi, disposti sui grandi quadrati disegnati per terra. Meno di un’oretta dopo sul muro si è materializzato lo striscione: «Ci tolgono gli alberi, ci riprendiamo la piazza». E poi i cartelli: «Aula studio aperta» e «Diritto allo studio, diritto al verde pubblico, diritto allo sport». Intanto proprio dove è stato ucciso il tiglio, si è seduto un grande vaso con dentro un ulivo e una bandiera rossa della Libera Repubblica di San Lorenzo.

Il giardino Sanniti dal lato degli scacchi

Verso le 9 l’area che vorrebbero destinata al riposo di cinque macchine, era piena di tavoli, sedie, ragazze e ragazzi con i libri aperti, per studiare distanziati e in sicurezza.

«Abbiamo presentato al municipio il progetto di pedonalizzazione “a petali” della piazza: le macchine potranno continuare a circolare, ma tutto intorno gli spazi saranno restituiti al quartiere, come questo davanti al Cinema Palazzo – afferma Andrea, attivista della polisportiva popolare Atletico San Lorenzo – Ci hanno detto che si farà in tempi brevi. Intanto però continuano gli attacchi».

Che problemi avranno al comune per fare la guerra a uno spazio aperto nel bel mezzo di una pandemia non è dato saperlo.