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Denunciati per le critiche a Minniti: Amnesty smentisce la fantasiosa versione della questura

La questura di Roma - che è andata avanti con diverse denunce dopo l'identificazione di un legale e di diversi attivisti durante una manifestaziome al Pantheon - parla di "estremisti" e afferma di aver agito dopo la richiesta di Amnesty International, promotrice della piazza. Ma l'associazione smentisce categoricamente.

Dopo l'esplosione di un vero e proprio caso mediatico, attorno alle denunce arrivate a seguito delle identificazioni in piazza lo scorso 20 giugno al Pantheon, la questura di Roma in un comunicato parla di "estremisti", e nega che a scatenare l'azione degli agenti siano state le critiche mosse da un legale e attivista di Resistenze Meticce al ministro degli Interni Marco Minniti e ai suoi ormai famigerati decreti contro poveri e immigrati.

Questo il comunicato della Questura di Roma battuto ieri sera dalle agenzie:


Sono stati inoltrati, il 28 giugno, all’autorità giudiziaria, gli atti dell’identificazione di alcuni estremisti che, nel corso di una manifestazione regolarmente preavvisata da Amnesty International, avevano arbitrariamente diffuso, attraverso un altoparlante, posizioni non condivise dagli stessi promotori, che infatti, avevano chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Sulla base della documentazione della polizia scientifica, gli autori sono stati denunciati per aver minacciato le forze dell’ordine di ritorsione, pronunciando inoltre “espressioni oltraggiose nei confronti delle istituzioni ed in particolare della Polizia di Stato”. Nessun riferimento nell’informativa, viene fatto alle posizioni critiche nei confronti del decreto che reca il nome del Ministro dell’interno.

Questa invece la precisazione di Amnesty International pubblicata questa mattina:

In merito alla nota diffusa dalla Questura di Roma il 13 luglio sulla denuncia degli “estremisti” identificati durante una manifestazione di Amnesty International Italia, l’organizzazione precisa di non aver richiesto l’intervento delle forze di polizia in relazione al discorso pronunciato da un attivista di Resistenze Meticce durante la mobilitazione del 20 giugno, come riportato nella nota della Questura di Roma.

Così si era espresso ieri il portavoce nazionale di Amnesty Riccardo Noury: «L’episodio ripropone con urgenza una riflessione sulla tendenza in crescita di criminalizzazione di atti che hanno connessioni remote con reali reati penali. Amnesty International è preoccupata dell’impatto sulla società di queste restrizioni al diritto alla libertà di espressione, che comportano la compressione dello spazio disponibile per sostenere e promuovere opinioni controverse o impopolari».

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