ITALIA

Prato come Tavazzano: proseguono gli attacchi padronali ai picchetti dei lavoratori in sciopero

A Prato, vertici di Textprint hanno aggredito il presidio permanente dei lavoratori, in sciopero da più di cinque mesi. È l’ennesima reazione fortemente aggressiva: per questo motivo, SI Cobas ha lanciato lo sciopero nazionale di oggi, venerdì 18 giugno

Il presidio permanente dei lavoratori Texprint, in sciopero da più di cinque mesi, è stato ieri soggetto all’ennesima aggressione preparata ed effettuata dai vertici dell’azienda. Gli operai in picchetto, all’arrivo di un camion diretto presso lo stabilimento, sono stati aggrediti da una quindicina di persone tra capi e dipendenti di Texprint.

Il sindacato Si Cobas Prato e Firenze ha pubblicato un video su Facebook accompagnato da questo testo: «Nel video si vedono Hong Bo (socio della Texprint) con un mattone contro Gondal, un lavoratore Sicobas, e Sang Yu zhang (direttore con rapporti con l’ndragheta) in primo piano prenderlo a pugni. Hanno distrutto il presidio e rubato i tanti striscioni che i solidali avevano appeso qui al presidio». Mentre alcuni assalitori inseguivano e picchiavano con veemenza i partecipanti al picchetto, il resto dei dipendenti crumiri ha iniziato a spaccare tavoli, gazebo e sedie ed a strappare e portare via gli striscioni.

Sono tre i lavoratori feriti e portati in ospedale. Fra questi, un lavoratore a cui è stato rotto un dito mentre filmava l’aggressione a cui sono stati dati 30 giorni di prognosi.

L’aggressione padronale avviene nel momento in cui sindacato e larga parte degli operai erano impegnati in un presidio davanti alla Top Line – azienda in cui si lavora 300 ore al mese. L’obiettivo degli imprenditori del distretto è quello di stroncare la mobilitazione portata avanti dai SI Cobas per il riconoscimento della giornata lavorativa di otto ore per cinque giorni – da cui lo slogan 8×5. Assunta questa consapevolezza i lavoratori moltiplicano le lotte, rompendo la gabbia di silenzio costruita attorno alla retorica dell’eccellenza del distretto tessile pratese.

L’intervento della polizia è avvenuto solo dopo le chiamate di soccorso effettuate dai lavoratori malmenati. In serata sono state eseguite perquisizioni all’interno dello stabilimento Texprint e alcuni tra operai e dirigenti sono stati portati via dalla polizia per accertamenti sui fatti.

Subito dopo l’aggressione sono accorsi decine di lavoratori e solidali, decisi a rinfocolare il presidio e rimettere in sesto quanto distrutto dagli assalitori.

La lotta procede con la consapevolezza di non fermarsi alle prime minacce di serrata o agli sgomberi ordinati dai padroni ed eseguiti dalle forze dell’ordine. In questo contesto conflittuale, è sorta anche la necessità dei rappresentanti delle istituzioni di scegliere da che parte stare: o con gli operai o con i padroni. Mentre il Sindaco della città di Prato, Matteo Biffoni (in quota PD), si è mostrato indifferente dinanzi alla questione, non aprendo nessuna interlocuzione e accusando i lavoratori che lo hanno raggiunto di aver organizzato un blitz, il deputato di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e alcuni esponenti locali del Movimento 5Stelle si sono recati al presidio in segno di solidarietà.

Allargando poi il quadro della situazione oltre la vicenda Textprint, emergono le condizioni materiali con cui il terzo distretto tessile più grande d’Europa riesce ad attrarre imprenditori. Il caso specifico per quanto esemplificativo, infatti, non è unico. I rapporti tra imprenditoria locale e mafie – Texprint è sottoposta ad interdittiva antimafia confermata da sentenza del Consiglio di Stato – sono la normalità, condizioni di lavoro più che precarie e assenza di controlli sulla sicurezza nei posti di lavoro. D’altronde è così che si fonda un’eccellenza, sulla massimizzazione dei profitti a scapito della forza-lavoro e del territorio.

Quel che è accaduto nella giornata di ieri a Prato ha molto in comune con quel che è successo alla Zampieri Logistica di Tavazzano con Villavesco. È evidente che laddove lavoratrici e lavoratori chiedono il rispetto dei propri diritti si ha una reazione fortemente aggressiva dei padroni, quasi che sia un reato di lesa maestà lottare per un lavoro e una vita degna di essere vissuta. Intanto a Prato continua la protesta: si avvicendano gli incontri in vista della mobilitazione nazionale lanciata dai SI Cobas con lo sciopero nazionale del 18 giugno e la manifestazione nazionale del 19 giugno a Roma.

Tutte le foto di Luca Congiamatti.