ROMA

Piamo Casa monta le tende alla Sapienza

Studentə montano le tende davanti alla statua della Minerva, alla Sapienza. Contro la speculazione e i fondi d’investimento che trasformano Roma in fonte di rendita immobiliare e parco a tema per turisti, le attivistə rivendicano case e il diritto alla città

Alla Sapienza, giovani e student3 montano le tende e occupano gli spazi della Città Universitaria, dando vita a una mobilitazione che mette al centro il diritto alla casa, il costo della vita e la precarietà che attraversa le esistenze di un’intera generazione.

Lo striscione appeso di fronte alla Minerva recita «IL LAVORO PAGA POCO LA VITA COSTA TROPPO: SENZA CASA NESSUNA DIGNITÀ PER CHI STUDIA E CHI LAVORA»

È da questa rivendicazione che prende forma la protesta: riappropriarsi di uno spazio simbolico come l’Università significa riportare al centro una contraddizione sempre più evidente, quella di chi si trova a dover conciliare studio e lavoro in un contesto in cui il costo della vita continua ad aumentare e il diritto all’abitare diventa un privilegio sempre più inaccessibile. L’ Università, luogo di formazione e di costruzione collettiva del sapere, è anche uno degli spazi in cui si sperimentano direttamente gli effetti della precarietà economica e sociale.

In un contesto internazionale segnato dall’aumento delle spese militari e dalle politiche di austerità, il progressivo definanziamento dei servizi pubblici si traduce in una riduzione delle possibilità concrete di emancipazione per chi studia e lavora. «Le priorità politiche del governo Meloni sono spietate: solo nel 2026 sono stati stanziati 34 miliardi di euro in spese militari, azzerando i fondi per l’istruzione, l’edilizia pubblica e il welfare», scrivono le attivist3 sul loro comunicato pubblico. Intanto, le città vengono trasformate dagli interessi dei grandi fondi immobiliari e delle società di investimento, che puntano sempre più su studentati di lusso, affitti brevi e turismo, ridisegnando il tessuto urbano secondo le logiche del profitto. Il risultato è una progressiva espulsione di chi abita, studia e lavora nei quartieri, mentre gli spazi della città vengono sottratti alla loro funzione sociale per diventare occasioni di rendita.

A Roma, questo processo è evidente anche nei quartieri che gravitano attorno ai poli universitari, da San Lorenzo a Ostiense, dove la pressione immobiliare incide sulle condizioni di vita di student3, lavorator3 e residenti. Il caro affitti non è un fenomeno isolato, ma il sintomo di un modello urbano che antepone la valorizzazione economica degli spazi ai bisogni di chi li attraversa e li vive quotidianamente.

La mobilitazione alla Sapienza vuole quindi essere l’inizio di un percorso collettivo capace di costruire strumenti di organizzazione, inchiesta e conflitto, partendo dai bisogni reali e dalla possibilità di trasformarli in rivendicazioni comuni. Una lotta che non riguarda soltanto il costo di una stanza, ma la possibilità stessa di scegliere dove vivere, studiare e costruire il proprio futuro.

«Oggi siamo qui per avviare, dal basso, un percorso collettivo fatto di inchieste, vertenze reali, azioni concrete, per rivendicare i nostri diritti sociali. Ma non siamo soli in questa battaglia: dalla Spagna alla Francia fino alle nostre piazze, c’è un’intera generazione in mobilitazione che rifiuta le strette autoritarie e le politiche di guerra e austerità, pronta a rimettere al centro i propri bisogni»


Per dare voce alle rivendicazioni della mobilitazione e rilanciare la necessità di una risposta collettiva all’emergenza abitativa le attiviste rilanciano con un’assemblea cittadina da svolgersi la prossima settimana. Una presa di parola che parte dall’università e si estende alla città, contro la speculazione immobiliare e la trasformazione degli spazi urbani in merci, per rivendicare il diritto di abitare e vivere dignitosamente.

Tutte le info su @PIAMO CASA – ASSEMBLEA PER IL DIRITTO ALLA CITTÀ.

La copertina è dell’autrice

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