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Il leader dell’opposizione Capriles accusa Guaidó di usare il popolo come “carne da cannone”

Henrique Capriles, due volte candidato dell’opposizione alla presidenza, ha avvertito alcuni giorni prima del colpo di stato che la presa del potere è impossibile senza il sostegno dell’esercito, e che un giuramento affrettato causerebbe la perdita di un’opportunità storica e renderebbe Maduro più forte.

Dieci giorni prima che il mondo conoscesse il nome di Juan Guaidó, uno dei principali leader dell’opposizione al chavismo, Henrique Capriles, ha avvertito in un articolo sul suo sito web, che una “autoproclamazione” frettolosa avrebbe leso gravemente gli interessi dell’Assemblea Nazionale e rafforzato il governo di Nicolás Maduro.

Il candidato di destra, che nell’aprile 2013 si era trovato a poche migliaia di voti dallo strappare la presidenza al successore di Hugo Chávez, ha affermato che tra i «nemici dell’Assemblea Nazionale» non c’è soltanto il governo di Maduro.

 

Alcuni gruppi si comportano come se sognassero il crollo della AN, pretendendo di assumere il Governo senza avere il potere materiale per poterlo fare. Il vero ruolo del Parlamento è di trovare soluzioni concrete per il cambiamento politico nel paese.
http://henriquecapriles.com/quien-es-el-enemigo-de-la-asamblea-nacional/

 

A prima vista, sostiene, si potrebbe pensare che le principali parti ad essere interessate al «fallimento degli sforzi dell’istituzione» sono la Corte Suprema di Giustizia, tacciata di essere uno strumento nelle mani del chavismo, e l’«Assemblea Costituente illegittima».

Fino a qua, tutto scontato. Ciò che “sorprende” l’ex governatore dello Stato di Miranda, è «il comportamento politico di alcuni individui e gruppi che si dicono essere dalla parte della democrazia, ma che agiscono come se anche loro sognassero il fallimento, l’implosione e la dissoluzione dell’Assemblea Nazionale».

E non solo è sorpreso, dice, ma anche «preoccupato» dalle iniziative di un gruppo che si è dedicato a stimolare «fratture all’interno della coalizione politica» e che hanno limitato le possibilità di «un’unione per rendere possibile un cambiamento nel Paese».

Capriles, candidato alla presidenza in due occasioni, nella sua rubrica ha lanciato un appello per «parlare [alle persone] con verità e rispecchiando la realtà, senza retorica o slogan vuoti che logorino il paese annunciando un imminente crollo che non si manifesta perché, in fondo, non hanno altro piano se non quello di distruggere l’opposizione stessa, compresa l’Assemblea Nazionale».

Chiede anche che questo gruppo spieghi ai venezuelani «come intendono strappare il Potere a coloro che lo esercitano illegittimamente senza il supporto delle Forze Armate». La presa del governo, per Capriles, è impossibile «senza generare un’importante frattura all’interno di quella struttura che oggi raggruppa coloro che detengono il monopolio della potenza di fuoco. In parole povere, pretendono di poter governare senza avere il potere materiale per farlo».

 

«Hanno una bacchetta magica? Credono ancora ai messia e a chi li segue ciecamente?», chiede il leader del partito Primero Justicia. «Oppure hanno intenzione di usare il Popolo come carne da macello, per poi non assumersi la responsabilità del caos che ne conseguirebbe?».

 

Capriles mette seriamente in discussione la strategia di questa parte dell’opposizione che, a suo parere, sta perdendo un’occasione storica affinché il governo di Maduro caschi da solo: «Ci sono i dati di Torino Capital [banca americana di investimenti e intermediazioni finanziarie – ndt], che prevedono un’iperinflazione nel 2019 pari al 23.000.000%. A chi giova, quindi, il rinvio della crisi politica e la pacificazione sociale?».

Capriles non potrebbe essere più chiaro: «Per questo la fretta di alcuni nel cercare un giuramento, senza calcolare il momento strategico o leggere gli eventi politici come azioni tattiche, sembra essere spinta più dall’interesse per un altro fallimento o per lo scioglimento del Parlamento invece che dalla ricerca di un’uscita dalla crisi politica».

 

Articolo apparso sul sito elsalto

Traduzione a cura di Michele Fazioli per DINAMOpress