ROMA

ContraBBando #3: Con permesso, Don Raffaè

Continuiamo a raccontare il viaggio del ContraBBando con le interviste alle compagnie che sono e saranno in residenza artistica al Nuovo Cinema Palazzo fino al prossimo settembre.

Venerdì e sabato presenteremo “Con permesso Don Raffaè”, opera che si rifà alla tradizione della Commedia dell’arte: abbiamo intervistato il regista Federico Moschetti per chiedere cosa vuol dire fare teatro oggi e quali alternative è possibile costruire.

 

Quali elementi impediscono l’emergere di un nuovo nel fare teatro?

La realtà teatrale attuale è fortemente escludente e la nascita del nuovo è legata necessariamente alla riscoperta di uno spazio altro, fuori dalle mura del teatro. La Commedia dell’arte nasce come forma popolare di fare teatro e vede la piazza come punto fondamentale per poter diffondere un messaggio nel modo più inclusivo e trasversale possibile. Noi (TradirEfare Teatro, ndr) continuiamo a proporre questa modalità di fare teatro, cercando di diffonderlo a tutti senza esclusione, ricercando un linguaggio che sia a tutti comprensibile e contaminando nuovi spazi, dagli spazi pubblici -come i parchi o i corsi all’interno delle scuole-  agli spazi sociali.

 

Come gli spazi sociali possono mettere in crisi il modello dominante, esclusivo ed escludente?

Le modalità di produzione sono essenziali. In opposizione ai teatri spesso chiusi in loro stessi, lo spazio sociale apre le porte alla collettività e porta un metodo di lavoro e di fruizione collettiva da cui il teatro dovrebbe imparare, una modalità di creazione spalla a spalla che supera le categorie e i ruoli e coinvolge tutti e tutte. Far parte di una produzione di questo tipo permette l’incontro, travalica le differenze e favorisce quel senso di collettività a cui si rifà esattamente la Commedia dell’Arte, nata come arte popolare e che ha visto per la prima volta le donne protagoniste di ruoli femminili.

 

Come nasce il vostro progetto? Si può parlare ancora di ‘funzione sociale’ del teatro?

La funzione sociale del teatro, arte emancipatrice e di denuncia c’è sempre stata e sempre ci sarà.
Questo spettacolo è un tentativo di far incontrare i soggetti classici della Commedia dell’Arte con una realtà più vicina al pubblico, più precisamente prendendo come spunto la canzone di De Andrè Don Raffaè. La Commedia dell’Arte si serve di maschere grottesche per fare caricature di figure sociali ben definite: Arlecchino è il servo sfruttato, Pantalone è il potente padrone con i soldi. Riprendendo la canzone, il rapporto di potere si capovolge: qui Don Raffaè, in carcere, diventa Pantalone, mentre il secondino prende le sembianze di Arlecchino. La volontà è narrare delle storie che portino a riflettere sui rapporti malati del potere, sul servilismo e sulla violenza delle gerarchie, tramite rappresentazioni ironiche a tutti e tutte accessibili.

 

Con permesso, Don Raffaè

Regia: Federico Moschetti

Drammaturgia: Irene Scialanca

Interpreti: Federico Moschetti (Pantalone) – Irene Scialanca (Arlecchino)

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