MOVIMENTO

Ciao Benedetto

Ci ha lasciati Benedetto Vecchi, giornalista e compagno di strada. A lui il nostro saluto e il nostro ricordo. A Laura, sua moglie, e Marianna, sua figlia, il più grande abbraccio

Stanotte se ne è andato Benedetto Vecchi. Ha lottato come pochi in questi anni di malattia, senza mai arrendersi, senza mai smettere di scrivere, di farci capire, di guardare attraverso e oltre il nostro tempo. Molti di noi hanno conosciuto Benedetto all’università, in quelle libere e in quelle occupate, nelle assemblee e nelle riviste. Certo, Benedetto era un giornalista del manifesto, ne curava da anni e in modo coraggioso e grande le pagine culturali. Ma Benedetto era un animale politico, un ragazzo del Settantasette, curioso – come pochi – di conoscere i movimenti, quelli che ovunque straripano, quelli ancora sotterranei, molecolari.

Nei tanti progetti editoriali condivisi in questi anni (“POSSE”, “Global Magazine”), nelle ricerche collettive, nei seminari (della LUM, di EuroNomade), Benedetto ci ha indicato il passaggio d’epoca: la rete informatica, il suo uso capitalistico; di contro, quello sovversivo. Sì, stava nel futuro Benedetto, sguardo mai distratto sulla mutazione antropologica del soggetto connesso, intendendo la comunicazione come terreno di conflitto, né eden del dialogo né semplice apparato di cattura. Né integrato né apocalittico, dunque: nel tertium datur c’era Benedetto, e lì ci insegnava.

Con Ben (così amava firmare email e messaggi) abbiamo avuto la fortuna di discutere spesso, negli ultimi mesi. Nonostante il male che non lascia tregua, era lì, puntuale, innovativo. Oggi, per noi e per tanti, è un giorno tristissimo. Benedetto ci mancherà, infinitamente. A Laura, sua moglie, e alla figlia Marianna, l’abbraccio forte da parte di tutti noi.

Ciao Ben!