ITALIA

La “Rete di Resistenza Legale”: una risposta collettiva alla torsione autoritaria

La Rete composta da quasi cento avvocate/i promuove sabato 14 marzo a Torino un momento di confronto nazionale sulla repressione del dissenso da parte del Governo e sull’elaborazione di strumenti collettivi per la difesa delle lotte sociali

Promuoviamo e invitiamo a partecipare all’iniziativa organizzata dalla “Rete di Resistenza Legale” sugli strumenti collettivi per resistere all’autoritarismo del Governo Meloni. A fronte dell’ennesimo decreto sicurezza è lo spazio di possibilità del conflitto sociale a essere sotto attacco: nessuno/a si salva da solo/a.

La questione penale e la sua valenza simbolica hanno assunto da tempo un ruolo centrale nell’ordinamento ed in generale nel discorso pubblico dove il diritto penale è progressivamente diventato lo strumento ordinario di governo dei conflitti sociali. La tendenza a legiferare, non in chiave generale ed astratta, ma sulla base di contingenze e presunte emergenze, si traduce oggi in un flusso di incessante e sempre più ravvicinata produzione di provvedimenti legislativi di natura penale, su tutti i decreti sicurezza che attraverso uno sproporzionato e ingiustificato rigore punitivo moltiplicano le fattispecie di reato e aumentano le sanzioni creando un sistema penale altamente diseguale e lesivo dei diritti fondamentali dei cittadini.

La consapevolezza della fase regressiva che stanno subendo i diritti fondamentali, in particolare il diritto a dissenso, ha spinto da circa un anno e mezzo una serie di avvocate e avvocati a coordinarsi e a ragionare collettivamente su come opporsi all’attuale torsione autoritaria in ambito giudiziario, soprattutto in riferimento ai processi legati alla conflittualità e alla protesta sociale.

A partire dallo scambio di informazioni e punti di vista sulle rispettive situazioni territoriali, si sono tenuti incontri e sono stati predisposti degli strumenti, tra cui una piattaforma informatica per la condivisione di materiale di studio, finalizzando il confronto collettivo alla prospettiva concreta di avviare iniziative comuni, prima tra tutte, quella delle questioni di costituzionalità sulle norme dei decreti sicurezza.

La “Rete di Resistenza Legale” comprende ad oggi quasi un centinaio di avvocate e avvocati e ha deciso di promuovere una prima occasione di confronto nazionale a Torino, il prossimo 14 marzo, con un convegno dal titolo “Vecchi e nuovi dispositivi della repressione penale: l’uso dei reati associativi contro i movimenti sociali”. L’incontro, che si sabato 14 marzo dalle 14 alle 19 presso la sede dell’associazione Volere la luna, in via Trivero n. 16, vuole porre a confronto alcuni casi processuali paradigmatici che hanno visto indagati centinaia di attiviste e attivisti: le associazioni, asseritamente a delinquere, finalizzate ad occupazioni di case nel quartiere Giambellino a Milano, quelle in Giudecca a Venezia, quelle romane, ma anche i sindacati di base scambiati per un sodalizio criminoso, i comitati dei disoccupati a Napoli, il reato associativo usato a piene mani contro i circuiti anarchici, fino all’emblematico caso del centro sociale Askatasuna a Torino.

All’incontro parteciperanno, oltre ad alcuni docenti universitari, le avvocate e gli avvocati della rete che hanno seguito i processi e le attiviste e gli attivisti imputati.

Di seguito il programma della giornata:

  • Introduzione e presentazione della “Rete di Resistenza Legale”; Natalia Fuccia, avvocata del Foro di Napoli.
  • La repressione dei movimenti. Una Prospettiva comparata; Donatella Della Porta, direttrice del Centre on Social Movement Studies, Scuola Normale Superiore, Firenze.
  • Il caso Torino: le Operazioni Scintilla e Sovrano; Claudio Novaro, avvocato del Foro di Torino.
  • L’offensiva giudiziaria contro i circuiti anarchici; Flavio Rossi Albertini, avvocato del Foro di Roma.
  • La repressione del diritto all’abitare e della lotta per la casa; Francesco Romeo (Avv. Foro di Roma), Eugenio Losco (Avv. Foro di Milano), Giuseppe Romano (Avv. Foro di Venezia).
  • La questione del lavoro:
    Il processo al movimento dei disoccupati napoletani; Alfonso Tatarano, Avvocato del Foro di Napoli
    Il processo al sindacato di base Si-Cobas; Marina Prosperi, Avvocata del Foro di Bologna
  • Conclusioni; Stefano Zirulia, Professore Associato, Università Statale di Milano.

    Interverranno: Dana Lauriola, Paolo di Vetta, Tommaso Cacciari, Eduardo Sorge ed altr@ attivist@ imputat@ nei processi.

La copertina di Belluno Più (Flickr)

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