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Matrioske di tutto il mondo unitevi!

Loghi, banner,manifesti, ma... come mai le Matrioške? Una interpretazione della Rete Io Decido. Verso il 26 novembre a Roma per un grande manifestazione nazionale contro la violenza di genere

Forse è capitato a tante e tanti di vedere da bambine/i delle bamboline allineate sui comò delle nonne o delle zie, vestite e impolverate nell’angolino un po’ kitsch di una casa. Queste bamboline dai mille vestiti, da mille paesi diversi, souvenir dei viaggi di nipoti e figlie, spesso affiancate da altre figurine colorate allineate in legno, più durature delle altre, in rigoroso ordine decrescente, le Matrioške.

Lucide, colorate, sorridenti, panciute, dal visetto simpatico e rubicondo.

Quante volte le abbiamo aperte di nascosto, facendo leggermente scricchiolare il legno, sotto l’occhio attento della nonna che temeva di veder persa la statuina più piccola, mentre ruotavamo via via le varie sculture alla scoperta del loro contenuto. Curiose di scoprire quante piccole Matrioške si trovavano all’interno. Sempre sorprese di capire e contare quante erano. Eh si una Matrioška sola può contenere dalle 3 alle 60 piccole-grandi donne.

Un oggetto che proviene dalla tradizione russa, apparsa alla fine del XIX secolo, anche se per alcuni proveniente in origine dal Giappone (isola di Honsu). Matrioška indica immediatamente una simbologia dell’universo femminile, letteralmente matrëška è il diminutivo – vezzeggiativo di matrëna, diffuso nome proprio russo derivante dal latino mater, ma è anche un modo per dominare lo spazio, perché contraddice il fatto che uno stesso luogo non possa essere occupato da più di un oggetto, e rimanda alla molteplicità dell’io. L’idea di qualcosa contenuto in qualcos’altro, che a sua volta contiene qualcosa di più piccolo e così via, richiama l’idea della reductio ad infinitum. Quello che una Matrioška potrebbe esprimere è dunque l’idea di infinito. Una Matrioška infinita non l’abbiamo mai vista, se non nella nostra immaginazione.

Immaginiamo: quante donne in Italia, in Europa, America Latina, tutte insieme, una forza potenzialmente infinita, uno spazio e una parola da riprendere. L’una insieme all’altra. Quante donne siamo!

Il 26 novembre a Roma, proviamo a guardarci in faccia, ad occupare uno spazio, a riempirlo di contenuti. Matrioške di tutte le età prenderanno forma e vita. La nostra forza, la nostra autodeterminazione contro la violenza che vorrebbe abbatterci e renderci mute statue. Tutte insieme facciamo paura!

*Articolo apparso originariamente sul blog NonUnaDiMeno


Foto di copertina di: Mademoiselle e tratta da qui

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