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La scienza delle barricate è come quella della libertà: ognuno è maestro

Il comunicato degli occupanti di Alexis, che questa mattina sono riusciti a resistere allo sgombero imponendo al Comune di Roma e alla questura una trattativa per tutelare il progetto di autorecupero dello stabile e il diritto all'abitare di chi ci vive dentro.
Roma, Alexis resiste: "Fare le barricate serve ancora a qualcosa"

Stamattina alle 7.30 un impressionante dispiegamento militare di polizia di Roma capitale, Digos e forze dell’ordine (camionette e idrante), volanti dei carabinieri e quant’altro, prendendo a calci il cancello, ci ha svegliati e intimato di uscire. La motivazione non era un’importante operazione di antiterrorismo, tanto meno una grande azione contro la criminalità organizzata ma, semplicemente, lo sgombero di Alexis occupato. A motivazione di tutto ciò una richiesta di sequestro preventivo da parte del Gip, su richiesta di Atac.

Alexis è una occupazione socio-abitativa in cui da quattro anni precari, studentesse e disoccupati hanno trovato casa e in cui hanno preso vita diversi progetti culturali come la libreria Piuma di Mare. Ma non tutto è andato come sperato dai tutori dell’ordine.

Le barricate hanno retto e presto sono accorsi centinaia di solidali che hanno permesso a noi occupanti di gestire la trattativa dal piano superiore dello stabile. Sono infatti due anni che abbiamo presentato il nostro progetto di autorecupero per la trasformazione dello stabile in dieci appartamenti di edilizia residenziale pubblica e un piccolo spazio sociale.

Proprio per questo, il 2 dicembre scorso, abbiamo organizzato un importante incontro pubblico, qui ad Alexis, in cui sono intervenuti Paolo Berdini, assessore all’Urbanistica e infrastrutture del Comune di Roma, l’assessorato alla casa della Regione Lazio e il presidente del VIII Municipio, Paolo Pace, ovvero tutte le istituzioni competenti per l’avvio di un tavolo inter-istituzionale per l’attuazione del progetto.

Nell’incontro tutti si sono detti disponibili e favorevoli, ma evidentemente un processo che parla di riappropriazione di case per le fasce popolari, giovanili, precarie, in assenza di welfare, contro la speculazione e la grande rendita immobiliare è un progetto che fa paura a chi deve gestire l’ordine pubblico e garantire che continui l’ormai oleato sistema di corruzione, malaffare, criminalità e politica.

Quindi stamattina sono venuti a sgomberarci. Ci hanno provato perlomeno, perché come detto siamo riusciti a impostare un’interlocuzione con l’assessore Paolo Berdini che ha svolto un ruolo centrale di mediazione visto l’impegno che si era preso poco più di un mese fa. Ad ora, siamo giunti a questo stato della trattativa, sottoscritta congiuntamente in un protocollo firmato da comune di Roma, Atac e i futuri assegnatari del recupero dello stabile: tra due giorni ci verrà consegnato come soluzione temporanea abitativa l’ex deposito atac Ninci Sestilio di San Paolo, vuoto e inutilizzato dopo essere stato sgomberato, per ben due volte, negli ultimi anni.

Contemporaneamente, entro 7 giorni partirà anche il tavolo con le istituzioni competenti che si occuperà di avviare in forma concreta il progetto di recupero. Da oggi inizieremo a portare i nostri primi effetti personali e da venerdì in poi il resto necessario per garantire una dignità abitativa in questa fase di transizione come le numerose attività socio-culturali nate e cresciute in questi anni.

Vogliamo ribadire che questa trattativa non sarebbe stata possibile senza le centinaia di solidali accorsi fin dai primi minuti dello sgombero. Un risultato che è dovuto alla prova di resistenza degli occupanti di Alexis e ai percorsi che insieme alla città abbiamo portato avanti. Finalmente dopo diversi sgomberi siamo riusciti sia a resistere che a intavolare una trattativa con cui siamo riusciti a strappare un degno risultato.

Vediamo da ormai qualche anno la totale inconsistenza della politica in questa città e il potere in mano alle amministrazioni, alle burocrazie, agli apparati, su cui non vogliamo dilungarci in analisi di fase, ma sottolineare e segnalare la discontinuità che oggi si sta dando, momento in cui al centro torna la politica, non quella dei partiti, ma la politica del conflitto, della partecipazione e della città solidale.

Tutto ciò che avverrà da oggi non è per noi, è per tutti e tutte, per questo ci terremo a comunicare e a far partecipare tutti quanti ai prossimi passaggi.

Senza fare mai un passo indietro.

PS: mentre scriviamo il comunicato constatiamo l’infamità e la meschinità di apparati e polizia che hanno fatto sparire 2000 euro dalla cassa della libreria indipendente Piuma di mare, al piano terra di Alexis. La nostra ricchezza, oggi, parla di altro e non saranno i soprusi a fermarci. Niente di nuovo sotto questo cielo.


Fonte: indipendenti

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