ROMA
Difendiamo la città pubblica!
Il diritto a difendere la vita degli spazi sociali della città è strettamente connesso alla lotta contro la speculazione edilizia e contro la privatizzazione dello spazio pubblico operata da grandi gruppi economici in città. A Roma, giovedì 30 luglio alle 8.30 al Casale Garibaldi, un nuovo appuntamento per unire queste resistenze messe gravemente a rischio.
Pubblichiamo l’appello sottoscritto lanciato dal Collettivo di Casale Garibaldi e promosso da decine di collettivi e associazioni della città per un momento di lotta e condivisione a difesa di uno spazio sociale che vede ancora una volta messa a rischio la sua storia.
Giovedì 30 luglio, ore 8.30
COLAZIONE SOLIDALE a Casale Garibaldi
A un anno dalle elezioni comunali, il governo della città si trova davanti a un bivio: da una parte, gli interessi dei grandi gruppi economici che vogliono una città vetrina, turistificata, dove lo spazio pubblico diventi semplice accessorio dei profitti privati; dall’altra, un’idea di sviluppo urbano che metta al centro il diritto all’abitare, la difesa ed estensione dei servizi pubblici, la gestione democratica del patrimonio, il riconoscimento delle esperienze diffuse di mutualismo, produzione culturale e autogestione.
In questo corpo a corpo tra valore d’uso e valore di scambio – che nei mesi scorsi è stato segnato da diverse operazioni di sgombero – si gioca il destino di due importanti delibere, relative al Piano casa e al patrimonio pubblico (104/2022), entrambe frutto di un lungo percorso di confronto e conflitto tra i movimenti e la giunta Gualtieri. Nello specifico, la delibera 104, aveva due obiettivi: riconoscere e “sanare” quel ricco tessuto di realtà sociali e autogestite attive da quasi 40 anni; avviare una gestione “sociale” del patrimonio pubblico vuoto e abbandonato.
A oggi l’applicazione della delibera non è stata minimamente all’altezza degli obiettivi dichiarati. Spesso si è tradotta in procedure punitive, assedi burocratici ed economici, gestioni opache, canoni previsionali folli: atti che hanno colpito e rovesciato la mission della norma.
La recente istituzione della “task force” da parte dell’assessore Zevi vorrebbe essere un segnale di risposta a queste criticità; per esserlo veramente occorre aprire le porte e le finestre di questo spazio di confronto, misurarlo sulle necessità concrete della città, ascoltare chi nei territori vive, partecipa e lavora. Ma soprattutto riaffermare con atti amministrativi coerenti il valore sociale e politico della delibera 104.
Giovedì 30 luglio, a Casale Garibaldi, ci sarà la prima occasione per misurare questo cambio di passo: la direzione tecnica del Municipio V vorrebbe operare un “sopralluogo tecnico” che ha il sapore di un’operazione di polizia mascherata, che mette a rischio quasi 40 anni di storia. L’ultimo capitolo di una vicenda surreale nata alla scadenza della concessione, nel 2017, e conclusa con un avviso pubblico e relativa graduatoria fallace e illegittima.
In questo passaggio si giocherà un pezzo decisivo della credibilità della delibera 104: chiamiamo la città solidale alla mobilitazione e, allo stesso tempo, invitiamo le forze politiche e le istituzioni a prendersi le loro responsabilità davanti a questo scempio politico e amministrativo.
Appello promosso da:
A Sud, Arci Roma, Anpi Centocelle, Angelo Mai, Borgata Gordiani, Casa delle Donne Lucha y Siesta, Casale Garibaldi, Casetta Rossa, C.s. Brancaleone, C.s La Strada, C.s. Spartaco, Celio Azzurro, Cemea del Mezzogiorno, Cip Alessandrino, Clap – Camere del lavoro autonomo e precario, Cnca Lazio, Collettivo studentesco Francesco d’Assisi, Communia, Confederazione Cobas, Cooperativa Autorecupero TECLA, Esc – atelier autogestito, Gap bio XV, La Maggiolina, Loa Acrobax, Lsa100celle, Made in Jail, Mo.V.I. Roma Metropolitana Odv, Quarticciolo Ribelle, Rete eco-socialista romana, Rete #nobavaglio, Spazio libero Aps, Senza confine, Spin Time labs
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