MONDO

Brasile, la bancada ruralista all’attacco delle terre indigene

Scavalcando la decisione della Corte Suprema, il Senato ha approvato una norma anticostituzionale che limita al 1988 il riconoscimento delle terre indigene. Entro quindici giorni la decisione del Presidente Lula, è già iniziata la campagna per fermare questa legge

Il 27 settembre, il Senato Federale ha scavalcato la decisione del Tribunale Supremo STF e ha approvato la PL 2903/23, che trasforma in legge la tesi del Marco Temporal, proposta, difesa dai latifondisti e investitori della agroindustria, secondo la quale gli indigeni avrebbero diritto solo alla terra che era in loro possesso il 5 ottobre 1988, data di promulgazione della Costituzione federale mettendo a rischio le terre indigene già delimitate e rendendo quasi impossibili nuove demarcazioni.

Mentre la Corte Suprema STF, nell’ambito del Ricorso Straordinario (RE) 1017365, ha dichiarato, con 9×2, l’incostituzionalità del Marco Temporal e ha respinto la tesi di utilizzare la data di promulgazione della Costituzione Federale del 1988 come arco temporale per la delimitazione delle terre dei popoli originari, con 43 voti favorevoli e 21 contrari, il progetto di legge 2903/23 crea un quadro temporale per la delimitazione delle terre indigene non solo contraddicendo la decisione della Corte Suprema Federale (STF) ma anche della Costituzione brasiliana. Il disegno di legge prevede anche l’allontanamento forzato degli indigeni dalle loro terre, la realizzazione di basi militari, autostrade, impianti e centrali idroelettriche sulle terre indigene e il contatto forzato con le popolazioni isolate. Tutto questo senza la necessità di consultare preventivamente le comunità o la Funai, ente governativo preposto alla tutela dei diritti indigeni.

Usando un termine coniato dall’allora ministro dell’ambiente del governo bolsonarista, Ricccardo Sales, la bancada ruralista (i rappresentanti politici dei latifondisti e aventi interesse nella agroindustria ) ha tentato passar a boiada  (aggiornamento delle leggi al fine di promuovere la flessibilità degli standard ambientali per far avanzare l’agroindustria).  Il progetto (PL 2903/23) è infatti proseguito al Senato (dove è stato approvato dal presidente Sergio Pacheco) con una discussione parallela – sostenuta della bancada ruralista e l’opposizione governativa –  a quella del STF evidenziando non solo il clima ostile e combattivo tra legislativo e giudiziario ma la complessa situazione che il governo affronta al Congresso. Lula fronteggia, infatti, Pacheco al senato e Arthur Lira alla Camera dei Deputati. Ogni cosa che Lula vuole deve essere negoziata con questi signori e gli interessi che essi rappresentano e questo vuol dire cedere milioni o miliardi della spesa Statale a deputati o senatori che li spenderanno in progetti utili per la loro rielezione e, sovente favoriscono il proprio portafoglio, la propria impresa.

Secondo Luís Roberto Barroso presidente del STF, non esiste alcuna proprietà sulle terre tradizionalmente appartenenti alle comunità indigene. Secondo José Antonio Dias Toffoli, che ha rivestito la stessa carica nel 2018-20, «la tutela costituzionale dei diritti originari sulle terre che tradizionalmente occupano non dipende dall’esistenza di un quadro temporale, il 5 ottobre 1988, o dalla configurazione dell’esproprio persistente, come conflitto fisico o controversia giudiziaria [ …] ma dalla concezione stessa che i popoli originari hanno del proprio territorio, per consentire che l’occupazione si stabilisca secondo i loro usi, i loro costumi e le loro tradizioni».

Il progetto ha ora un periodo di 15 giorni per essere sanzionato o bloccato con il veto – come sicuramente succederà vista la sua incostituzionalità – dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva. In rete la petizione #marcotemporalnao invita a firmare una lettera indirizzata al presidente per mantenere viva l’allerta sulle continue battaglie che i popoli indigeni in Brasile devono affrontare malgrado il grande avanzamento portato dal nuovo governo in carica e lo stabilimento del Ministério dos Povos Indígenas.

Immagine di copertina di Nacho Yuchark (La Vaca.org)