ROMA

20 sfumature di schifo. Le inesistenti risposte di Romafaschifo alla nostra inchiesta.

All’inchiesta di Luther Blissett Cosa fa davvero schifo a Roma? è seguita la replica scomposta (e controproducente) di RomaFaschifo. Che rafforza, invece di confutare, le omissioni del blog “anti-degrado”. Ecco perché.

Leggi anche Indagine su un cittadino di Dinamopress.

1.

“Come dite? La linea C della metro non è ancora aperta ed è in terribile ritardo? Ma vaaaa. E’ aperta eccome: guardate qui come è aperta e che fine fanno i treni che con enormi sacrifici dei contribuenti lo stato ha acquisito”. Questo è il testo con cui Roma Fa Schifo accompagna su Facebook (https://www.facebook.com/romafaschifo/posts/178179285667503) la pubblicazione di un video in cui vede un membro della Smcrew graffitare un vagone della Metro C ancora in deposito.

Ci vuole davvero un estremo ardimento ermeneutico per considerare questo post una dura critica al terribile ritardo nell’apertura della nuova linea della metropolitana di Roma. Ci vuole un grande coraggio a sceglierlo come primo link a riprova della discordanza del blog verso il consorzio dei costruttori della Metro C. Ma invece è questo il tenore medio dei post segnalati (nella evidente speranza che nessuno clicchi sopra i link) nella risposta alla nostra inchiesta.

Avevamo scritto che saremmo stati ai fatti, soltanto ai fatti. Ed è questa la ragione per cui non abbiamo preso in considerazione i contenuti pubblicati sui profili Twitter e Facebook di Romafaschifo. Ma se questo è il livello di innocenza dei post più agguerriti viene da chiedersi cosa sia possibile scoprire leggendo gli altri. Invece, ci siamo attenuti unicamente al blog, l’unico spazio in cui crediamo che il signor Tonelli abbia potuto esercitare al meglio il suo ruolo di responsabile dei contenuti. Abbiamo creduto che l’enorme volume di tweet e post su Facebook non fosse compatibile con la responsabilità di una persona che per lavoro è impiegato strutturalmente in almeno altre due attività alle dipendenze dell’ingegner Paolo Cuccia di Astaldi. Se così non fosse avremmo dovuto ipotizzare un datore di lavoro straordinariamente accomodante verso gli hobby dei suoi dipendenti.

Dal momento in cui questi cinguettii ci vengono elencati come elementi a discolpa di una mai evocata ipotesi che esista un Patto di Varsavia tra Astaldi e Tonelli, evitiamo altre considerazioni e vediamo tutti i post successivi al primo segnalati nell’ultima replica – uno per uno – in rigoroso ordine di apparizione. Lo sappiamo, sarà noioso leggerli tutti.

2.

http://www.romafaschifo.com/2013/01/il-grande-cantiere-della-metro-c-al.html

Secondo Romafaschifo qui “si parla di prolungamento dei tempi e di “lestofanti” dell’amministrazione comunale”. Infatti si parla con grande competenza tecnica di lestofanti dell’amministrazione comunale – e mai del General Contractor – quali responsabili per le scelte sui flussi automobilistici durante l’apertura del cantiere Colosseo. Un solo passaggio fa riferimento ai tempi dei lavori: “lasciando il Colosseo in mezzo ai casini per 7 o 10 anni (tanto ci vorrà a realizzare la stazione della Metro C)”. Ci pare una constatazione priva di qualsiasi indicazione di responsabilità.

3.

http://www.romafaschifo.com/2011/04/ancora-non-si-sa-quando-aprira-ed-e-gia.html

Secondo Romafaschifo qui parlavano di Metro C “facendo riferimento ai tempi prolungati di cantiere”. Titolo: “Ancora non si sa quando aprirà ed è già distrutta dai writers” Testo: “Alcune foto della costruenda Metro C… Ancora non è aperta ed è gia vittima di writers bastardi. Ecco com’era due mesi fa e guardate la seconda immagine com’è adesso. Che ne pensate???” Anche qui c’è solo una semplice constatazione sul fatto che non vi sia data certa. Il problema sono i graffitisti.

4.

In questo tweet si segnala un attacco a Caltagirone. “Ora che ha ottenuto la ripartenza dei cantieri della Metro C, @ilmessaggeroit la pianterà con la patetica campagna contro i Fori ‘pedonali’?”. Il Messaggero sarà anche proprietà di Caltagirone, Caltagirone sarà anche nel consorzio Metro C con il gruppo Vianini ma, a rigor di logica, Caltagirone è un concorrente contro cui Astaldi si scontra in diverse gare di appalto. O no?

5.

http://www.romafaschifo.com/2014/03/non-ci-sono-sicurezze-sullapertura.html

Anche questo post dovrebbe segnalare “i tempi dilatati dell’apertura” e di “come i costruttori non siano in grado di tenere in sicurezza il manufatto appena realizzato, lasciandolo alla mercé dei vandali”. Leggiamo.

Titolo: “Non ci sono sicurezze sull’apertura della Linea C della metro. L’unica sicurezza è che la nuovissima infrastruttura è già tutta devastata di graffiti”.

Testo: “Ricordatevi che le cose che non funzionano, le buche che non si riparano, l’inefficienza, l’asilo nido che aumenta sono dovuti anche, in parte, ai costi che l’amministrazione sostiene per star dietro al vandalismo. Ricordatevelo quando pensate che “i probbblemi so arrtri”. E tutto al netto del grumo atroce di violenza che sta dietro a queste scritte”. Un vago riferimento ai ritardi nel titolo e nessun riferimento ai costruttori da nessuna parte.

6.

Un tweet che recita: “Non ci fasciamo la testa per lo slittamento dell’apertura della metro C in considerazione del fatto che il tratto aperto non serviva A NULLA”. Qualunquismo allo stato puro: le cose vanno così.

7.

Altro tweet: “Il primo treno della Metro C si rompe e non arriva al capolinea. Il servizio è gestito da Atac dunque dove sta la notizia?”. La Metro non funziona nel primo giorno di attività ma la colpa non è del costruttore, è del gestore! Curioso.

8.

Questo tweet viene definito “Un attacco diretto al General Contractor: extra costi e infiltrazioni della malavita”.

Leggiamolo con gli strumenti dell’analisi logica del periodo: “Sulla metro C hanno speso 370 milioni in più, hanno fatto infiltrare la mafia e ciononostante gli esterni delle stazioni sono da Terzo Mondo”.

Un attacco diretto al General Contractor? Semmai un attacco diretto al Comune.

Proposizione principale: “hanno speso 370 milioni in più”. Il soggetto implicito è evidentemente il Comune che ha speso 370 milioni, non certo il costruttore che quei soldi li ha presi.

Proposizione coordinata: “hanno fatto infiltrare la mafia”. Evidentemente il soggetto è sempre lo stesso.

Proposizione subordinata: “ciononostante gli esterni delle stazioni sono da Terzo Mondo”. Insomma il problema sono sempre le stazioni di superficie.

9.

“Non contenti di chiamare in causa la mafia nel 2014, chiamammo anche in causa la ‘Ndrangheta”.

Il testo del tweet recita: “’Ndrangheta nei lavoro della metro C su benestare di Riccardo Mancini e dunque di Gianni Alemanno. Seratina niente male da @reportrai3…”. Qui si fa riferimento a un servizio giornalistico di larga diffusione andato in onda in prima serata con l’unico scopo di ascrivere le responsabilità a Riccardo Mancini (il sostituto di Paolo Cuccia nel ruolo di Presidente di Eur Spa) e a Gianni Alemanno. È il 14 aprile 2013 e siamo in piena campagna elettorale. Cosa pensare?

10.

Uno status su Facebook riporta:“La metro C ancora non ha aperto ma è già allagata. Che dire?”. Difficile fare finta di nulla quando ne parlano tutti i giornali. “Che dire?”. Niente, appunto.

11.

http://www.romafaschifo.com/2014/11/metro-c-inaugurata-oggi-e-gia-devastata.html

Il titolo è: “Metro C inaugurata oggi e già devastata dall’acido dei vandali”. Dice Romafaschifo: “un post in cui si parla di “distruzione” dell’infrastruttura per mezzo dei vandali”. Infatti è tra i post segnalati nel nostro articolo proprio per sottolineare l’interesse solo sulle stazioni di superficie.

12.

http://www.romafaschifo.com/2014/06/pigneto-e-non-solo-pessime-notizie.html

TITOLO: “Pigneto (e non solo). Pessime notizie dalle sistemazioni superficiali delle nuove stazioni della Metro C. All’esterno saranno stazioni assolutamente alla romana”.

Altro post segnalato nel nostro articolo proprio per sottolineare l’interesse solo sulle stazioni di superficie. A poco vale dire che è un “un attacco al General Contractor e dunque ad Astaldi” se Paolo Astaldi ha raccontato a Radio24 di pensarla allo stesso modo sulle stazioni di superfice

13.

Altro cinguettio: “Metro C farà una fermata a P. Venezia e poi la successiva a San Pietro. Senza fermare in centro. Una follia trasportistica unica al mondo”. Purtroppo però era proprio il progetto di Astaldi a prevedere fermate intermedie tra Piazza Venezia e San Pietro. Fu il comune a decidere di sopprimerle per motivi archeologi e di costi.

14.

Questo post su Facebook è un capolavoro: “La nuova Metro 5 a Milano la dotano di accurate tecnologie antievasione. La nuova Metro C a Roma no. Punto”. Questo sarebbe un altro “attacco duro all’opera e chi l’ha realizzata”. Il confronto è impietoso. Chi sta realizzando la Metro 5 a Milano è proprio Astaldi.

15.

http://www.romafaschifo.com/2014/12/disastro-metro-c-la-fermata-lodi-e.html

Dice Romafaschifo: “in risposta a questo lettore segnaliamo “incapacità, corruzioni e ruberie”. Cosa dice la risposta?”. Leggiamo: “un giorno si scoprirà che i soldi stanziati per fare le stazioni in maniera civile se li mangiava chissacchì: è francamente del tutto evidente”. Anche questo articolo era presente nell’articolo di Dinamo in quanto il lettore segnalava il problema delle sistemazioni di superficie. La risposta conferma il problema sottolineando qualunquisticamente (“chissachì”) possibili ruberie.

16.

http://www.romafaschifo.com/2014/12/ma-quanto-sono-brutte-le-stazioni-della.html

“Ma quanto sono brutte le stazioni della Metro C? Riflessioni a margine di alcune foto della fermata Pigneto”. Un altro articolo a “discolpa” segnalato nel nostro articolo per sottolineare come il focus è sempre e soltanto sulle sistemazioni di superficie.

17.

http://www.romafaschifo.com/2014/12/il-problema-della-metro-c-e-in.html

Titolo: “Il problema della Metro C è in superficie, non sottoterra. Lo schifo dell’arredo urbano fuori dalle stazioni: il caos resterà intatto, come se la metro non ci fosse mai stata”.

Articolo segnalato nel nostro articolo in cui si parla esclusivamente del problema delle sistemazioni di superficie.

18.

http://www.romafaschifo.com/2014/12/i-grillini-aprono-marino-il-movimento-5.html

Secondo Romafaschifo “un passaggio interessante è quello del 1 dicembre 2014. In quella data riceviamo e pubblichiamo una nota diretta a noi del Movimento 5 Stelle che smonta pezzo per pezzo il sistema del General Contractor di cui fa parte Astaldi”.

Se siete arrivati fino qui stenterete a crederlo ma è vero!

Nella lettera effettivamente i grillini attaccano duramente e con un certo dettaglio il sistema Metro C e difendono l’assessore Morgante costretta alle dimissioni per aver cercato di vederci chiaro sui lavori. Cosa risponde proprio su quel passaggio Romafaschifo: “alle volte, come rimproveravano alla Morgante, un po’ di “politica”, anzi di Realpolitik, ci vuole eccome” e poi “il vero potere forte di questa città non sono solo i costruttori famelici che la stanno realizzando, sono, ancor più di loro i 3 milioni di veicoli che rendono impossibile a Roma una vita normale”.

19.

http://www.romafaschifo.com/2015/01/stazioni-della-metro-c-unimperdonabile.html

Titolo: “Stazioni della Metro C, un’imperdonabile occasione sprecata per riqualificare davvero la città. Piazza dei Mirti? Fa più schifo di prima”. E con questo altro riferimento, Romafaschifo ha praticamente ribattuto quasi tutti gli articoli che avevamo segnalato nella nostra indagine per sottolineare come l’interesse critico del blog sulla Metro si sia sempre rivolto alle problematiche di riqualificazione di superficie.

20.

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Dopo questa serie inoppugnabile di controprove Romafaschifo sottolinea: “La cosa incredibile è che l’ultimo post sul nostro Facebook che rilancia le inchieste su Metro C”. Il post effettivamente pubblica l’immagine illeggibile di un’interessante inchiesta in doppia pagina su Repubblica di Bonini e Tonacci. Sembra una scusa per prendersela con il Movimento 5 Stelle: “Il punto, cari grillini dei nostri stivali, non è combattere contro le opere pubbliche e le infrastrutture che sono l’unico nostro percorso verso la civiltà e la qualità della vita, il punto è semmai combattere la corruzione affinché le opere pubbliche costino il giusto e si realizzino puntualmente. È chiaro o no il semplice concetto?”. Il concetto per una volta sebbene generico è chiaro, ma perché non mettere i lettori in condizione di leggere un articolo liberamente disponibile online inserendo il link? Eccolo qui.

Se queste sono le attenuanti scovate sui social, figuriamoci quali possono essere le aggravanti. Venti sfumature di nulla la cui sola pubblicazione induce a confermare piuttosto che smentire le nostre ipotesi.

Venti sfumature di schifo che forse spiegano la ragione per cui Romafaschifo è l’unico blog non peruviano al mondo ad esaltare la metro di Lima di Astaldi http://www.romafaschifo.com/2013/12/che-differenza-passa-tra-la-metro-b-e.html (ok, non è stato il solo, prima di loro lo aveva fatto il candidato della Lista Marino David Nicodemi, famoso per una campagna elettorale segnata da quel senso civico che tanto piace a Romafaschifo.

Venti sfumature che non spiegano anche l’entusiasmo con cui si esalta il modo in cui vengono condotti i lavori della metropolitana di Varsavia. Lavori che sono costati la poltrona del sindaco di Varsavia a causa dei ritardi accumulati da un consorzio guidato da Astaldi. Clicca qui

Prendiamo atto che oggi Romafaschifo possa disporre di informazioni che gli consentono di dire che “chi costruisce la Metro C si è imbertato (ci si perdoni la semplificazione) i soldi destinati alle strade, ai marciapiedi, alle stazioni: proponendo realizzazioni in economia e scadenti a danno della città”. Ma perché non lo ha mai fatto prima?

Perché infine non abbiamo letto nemmeno una risposta altrettanto vaga relativa alle posizioni di Romafaschifo sulla costruzione della Nuvola di Fuksas, di cui l’editore di Tonelli, ingegner Paolo Cuccia, Consigliere d’amministrazione di Astaldi, ha diretta responsabilità in quanto ex-presidente di Eur Spa?

Evidentemente su ciò di cui non si può parlare, si fa meglio a tacere. E forse meglio avrebbe fatto il blog di Tonelli a evitare queste venti risposte ridicole, inconsistenti e controproducenti.