ROMA
A Roma le fontane sono itineranti
Una lunga tradizione romana è quella di rimuovere le fontane dal sito originario e spostarle altrove, per esigenze di ogni tipo, ma non era mai successo che una fontana nella nuova sede assegnatale perdesse il suo zampillo
Sono tante le fontane romane che sono state spostate dalla sede originaria per motivi diversi. Alcune a seguito degli sventramenti come quella di piazza Scossacavalli ora davanti la Chiesa di Sant’Andrea della Valle o la fontana rionale nei pressi del Vaticano ora sulla via Cassia.
C’è poi la fontana dell’Acqua Paola di Sisto V, oggi a piazza Trilussa, che era a via del Pellegrino, alla fine di via Giulia. E anche la fontana di piazza del Popolo che prima della sistemazione del Valadier fu spostata al Gianicolo a San Pietro in Montorio per finire definitivamente installata a Piazza Nicosia dove finalmente zampilla in pace.
La fontana del Leone costruita nel 1579 e collocata in via di Panico oggi si trova in piazza San Salvatore in Lauro. Lo spostamento fu dovuto agli sventramenti e al riassetto urbanistico della zona. La fontana che oggi vediamo a via Goffredo Mameli un tempo era nei giardini della distrutta villa Montalto all’Esquilino.
Ma lo spostamento recente di una fontana nel centro di Roma ha una particolarità.
Siccome le offese fatte alla città non vengono mai sole, e anzi l’una tira un’altra come le ciliegie, al grande obbrobrio della distruzione di piazza della Chiesa Nuova se ne è aggiunto un altro, un obbrobrio minore ma collegato.
Si trovava sulla piazza una cinquecentesca fontana, opera di Giacomo della Porta: francamente non una fontana bellissima, anche perché dovette subire già in tempo antico l’aggiunta di un “coperchio” per impedire che il popolo del mercato la usasse per mettere in fresco la frutta (non sia mai!); così la fontana ebbe dal popolo romano il meritato appellativo di “terrina” (o zuppiera).
Fu spostata nel 1889 da piazza Campo de’ Fiori, per far posto alla statua di Giordano Bruno. Degli scalini scendevano sotto il livello della strada per consentire l’afflusso dell’acqua (esattamente come la Barcaccia) e la fruizione comoda dell’acqua da più bocchettoni per gli assetati.
Ebbene ora anche questa fontana non c’è più: per far luogo alla devastante fermata della Metro C, è stata spostata a piazza dell’Orologio, una piccola bella piazza con un prezioso lato borrominiano, che risulta a sua volta devastato da questa ingombrante intrusione.
Ma ecco la particolarità che la rende forse unica fra tutte le fontane itineranti: la fontana “terrina” è una fontana senz’acqua!
Ora è innalzata sopra la piazza, con i bocchettoni ancora visibili ma otturati, e nessuna acqua da nessuna parte. Ora è veramente solo un brutto monumento a una Terrina.
Si potrebbe dire che una fontana senz’acqua è un po’ come la città del sindaco Gualtieri, senza che nessuno ne controlli e ne blocchi le devastazioni.
Comunque chi volesse bere può sempre rivolgersi ai bar a pagamento, che hanno occupato con i dehors e trasformato in spazio privato ciò che un tempo era marciapiede pubblico e passaggio.
la copertina è di Rossella Marchini
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