ROMA
GenderX: «non è un episodio isolato, è una violenza ripetuta con schemi ben precisi»
Gravi e ripetuti attacchi alla sede di GenderX a Roma, anche oggi è stata trovata una svastica sulla porta. Sabato 11 aprile l’associazione che lotta per il riconoscimento dei diritti delle persone trans invita a scendere in piazza alle ore 18.00 a piazza Malatesta per rispondere collettivamente contro questa violenza transfobica e fascista
La sede di GenderX si trova tra i quartieri Pigneto e Tor Pignattara, a Roma, una zona in grande trasformazione e fermento. Da un lato spinge la gentrificazione, già largamente avviata al Pigneto, che si espande a macchia d’olio nelle zone limitrofe, dall’altro lato la nuova e vecchia povertà urbana si mescolano tra le vie di questi quartieri, diventati casa per tante comunità migranti, che rischiano di essere spinte sempre più ai margini della città. Qui corre la nuova linea della metro C, facendo diventare queste zone semi-centrali, perché facilmente raggiungibili. La fermata più vicina alla sede di GenderX è piazza Malatesta, una colata di cemento, una rotonda per le auto, capolinea degli autobus, e dove si incontrano tante comitive di persone giovani, nelle panchine tra una fermata e l’altra. Qui dietro tre anni fa ha aperto la nuova sede di questa associazione, a via Dulceri, diventando un luogo di incontro e supporto per tutta la comunità trans di Roma e provincia. Infatti GenderX «offre un servizio peer-to-peer svolto da persone trans e organizza gruppi di empowerment effettuati da persone transgender per adolescent* e adult* finalizzati a creare momenti di aggregazione e informazione». Attivismo e divulgazione per un mondo più inclusivo, come leggiamo nel sito.
Abbiamo sentito Gioele il Presidente dell’associazione per farci raccontare gli attacchi subiti in queste settimane e mesi alla loro sede. Purtroppo, questi non sono attacchi isolati, negli ultimi anni si sono moltiplicati episodi di violenza razzista e omolesbobitransfoica in tutta questa zona della città: a luglio del 2024 c’è stata un’aggressione razzista nel parco San Galli di Tor Pignattara, a capodanno del 2025 una coppia gay è stata aggredita violentemente a pochi passi da via Dulceri, perché si teneva mano nella mano, nell’estate del 2025 sono state diverse le aggressioni a negozianti e passanti da parte di giovani e giovanissimi nella zona pedonale del Pigneto, e a febbraio è comparsa una scritta razzista dietro il Parco San Galli, dopo la festa antirazzista dellla scuola primaria. E questi sono solo gli episodi che hanno raggiunto la stampa, potremmo poi aggiungere di altre scritte fasciste, adesivi per segnare il territorio, cori, e tante altre micro-aggressioni quotidiane nei mezzi pubblici e nelle strade.
Ci vuoi raccontare che cosa è accaduto la settimana scorsa presso la vostra sede?
Non era la prima volta che delle persone venivano a dare fastidio alla sede, e venerdì sera verso le sette o otto di sera, quando dietro la porta a vetri opaca abbiamo visto delle sagome di un gruppo di persone, abbiamo pensato «ah ci risiamo». Quindi io ho spalancato la porta, e appena la porta è stata aperta queste persone sono scappate via. Erano almeno otto persone, si sono divisi in due gruppi e sono corsi uno da una parte e uno dall’altra. A quel punto, siamo stati un po’ fuori dalla porta per monitorare la situazione e abbiamo sentito che si facevano dei segnali con dei fischi e li vedevamo correre da una parte all’altra della strada.
Più tardi nella serata ho accompagnato due persone alla metro in macchina perché non si sentivano sicure a tornare da sole, e ripercorrendo la strada ho visto delle persone che si dirigevano verso la sede, e mi sono fermato con la macchina, e sono riuscito a fare il video che poi abbiamo messo online, dove ci gridavano delle frasi violentissime. Quando hanno visto che stavo registrando sono scappati.
E questo non era il primo episodio…
No, dopo questo ultimo episodio, ci è chiaro che c’è uno schema preciso. Sono almeno quattro o cinque mesi che abbiamo avuto problemi. La prima volta, sono venuti due ragazzini a chiedere di una persona che gli aveva dato delle informazioni, poi sono venuti in quattro dicendo che volevano delle informazioni per il “cambiamento sessuale”. Ho capito subito che mi stavano prendendo in giro così gli ho chiesto quale pronome utilizzassero e loro sono scoppiati a ridere e sono scappati. Inizialmente abbiamo pensato fosse semplicemente uno scherzo stupido. Ma poi le aggressioni sono continuate, per settimane abbiamo ricevuto botte alla porta vetri, e una volta l’hanno anche rotta. Fino alla scorsa settimana quando si sono ripresentati in otto. Insomma c’è uno schema ripetuto, vengono sempre alla stessa ora, utilizzano segni di riconoscimento come i fischi, e azioni ripetute, come le botte alle porte.
Che cosa avete fatto in seguito a questa ultima aggressione?
Abbiamo fatto il comunicato e il post pubblico con i video per denunciare la situazione. E poi siamo stati al commissariato, e abbiamo trovato il solito poliziotto che ha sminuito la situazione. «Eh, ma sono ragazzi… che cosa volete che facciamo? Mica vi possiamo piantonare la sede. Magari vi conviene mettere le telecamere». Quindi non abbiamo ricevuto alcun supporto, la situazione è stata sminuita. Non c’è alcuna volontà di supporto. Eppure questa non è una questione che riguarda soltanto le persone trans, è una una violenza che può essere scagliata contro tutto le comunità più fragili di questo quartiere. Sono persone giovani, che si mettono insieme, che non si rendono conto, che non vengono messe di fronte alle loro responsabilità, e poi fanno cose gravi e aggressive, magari contro chi in quel momento non è in grado di difendersi: persone più piccole, animali, persone sole. Come abbiamo scritto anche nel comunicato pubblico sono le persone che a scuola bulizzano le persone trans, che gli rendono impossibile continuare il percorso scolastico, che le inducono all’isolamento, o al suicidio. E non è un episodio isolato, è una violenza ripetuta con schemi ben precisi.
Per questo sabato 11 aprile avete convocato una piazza…
Esatto, l’11 aprile alle ore 18.00 saremo a piazza Malatesta, proprio perché vogliamo dare una risposta al quartiere, questa è anche la nostra piazza, il nostro territorio, speriamo nella partecipazione di tutti i gruppi, collettivi e associazioni antifasciste, antirazziste, pro-pal, insieme alla comunità LGBTQIA* di questo quadrante della città e di tutta Roma. Perché dobbiamo essere chiari: questi sono attacchi fascisti, chi si comporta in questo modo agisce e ripete schemi fascisti. Dobbiamo far vedere che ci siamo, la piazza è aperta, il microfono pure, perché oggi è stata attaccata la comunità trans, ma questa è una questiona che riguarda tutt*.
La copertina è tratta dalla pagina Facebook di GenderX
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