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La colpa ne «Il mistero Nora Ricci»
Le recensione de “Il mistero Nora Ricci” (ed. Manni), romanzo scritto da Pierluigi Sullo, riporta l’evoluzione di un sentimento negli anni, che dentro la maturità della vita continua a cercare risposte nei ricordi di una figura del passato
Il protagonista dell’ultimo romanzo di Pierluigi Sullo, “Il mistero Nora Ricci” (ed. Manni), è un uomo adulto che racconta, in prima persona, un episodio della sua vita di ragazzo. Un episodio che nasconde un mistero, per l’appunto. Ma questo mistero è veramente la Nora Ricci del titolo, o non bisognerebbe cercarlo altrove? Non è un caso, io credo, che il romanzo cominci con la frase: “In principio c’era la colpa”. Ma di chi è questa ‘colpa’? Il narratore l’attribuisce a sé stesso: sua è la ‘colpa’, a Nora appartiene invece il ‘mistero’. Ma è davvero così? La storia si dipana utilizzando la suspence tipica del ‘racconto d’indagine’, benché l’investigazione sia quasi involontaria e le scoperte spesso avvengano fortuitamente.
Il bisogno di capire e catturare il vero ‘volto’ di Nora Ricci è ciò che muove l’indagine, ma lo svelamento di Nora talvolta appare come un pretesto per andare oltre. Per scoprire un altro ‘mistero’. La verità che il protagonista insegue sembra essere più profonda. Più personale. Ed è qualcosa che riguarda i tremori della gioventù. Le speranze, i desideri e le ‘colpe’ del tempo giovane della vita.
La scelta dello stile asseconda questa interpretazione. La scrittura stessa è dolce, un po’ trasognata, con punte improvvise di amarezza. O di sdegno politico, come nella scena che rievoca i fatti di Genova e l’uccisione di Carlo Giuliani: “Ero paralizzato dall’orrore, fissavo lo straccio che era stato un ragazzo…”. Del resto, l’impegno civile e il ricordo degli anni della giovinezza sono tematiche costanti di Pierluigi Sullo.
Anche nei suoi precedenti romanzi (“Uccelli nella tempesta” e “La rivoluzione dei piccoli pianeti”, entrambi editi da Lastaria) amore e politica, gioventù e voglia di cambiamento sociale vanno di pari passo. In quest’ultimo romanzo però sono più intrecciati. Fanno, per così dire, corpo comune. E dunque la scrittura si fa più dolce, più meditata. Anche, forse, per non scottarsi con il fuoco della sessualità, ossia con il ‘mistero’ dei misteri.
La forza di questo libro sta proprio, a mio parere, nell’intimo intreccio di sentimenti di natura diversa, che però convergono sulla figura emblematica di una donna che reclama il suo spazio fin dal titolo.
Così, alla fine, scopriremo che Nora Ricci ha davvero una vita turbinosa, che va di pari passo con le vicende politiche dell’epoca. Una vita oscura che le impedisce di avere un’esistenza pacificata e che mette in pericolo chi le si avvicina troppo.
La ‘colpa’ che turba il nostro narratore tuttavia non ha a che fare con dilemmi di natura politica, bensì proprio con il fuoco della sessualità. Con la scoperta dei propri impulsi e con l’improvvisa consapevolezza che non sempre è facile tenerli a bada, renderli più ‘civili’ e adeguati all’immagine che si ha di sé stessi. Ha infatti la sensazione di aver abusato di Nora, durante la loro prima, unica e indimenticabile vacanza nei mari di Puglia e Calabria. Di essersi mostrato troppo rapace. E anche se lei, nei loro casuali e sporadici incontri, non glielo rinfaccia mai, lui si sente in colpa per aver ceduto a quell’impulso predatorio.
Ma, a differenza di Nora, il narratore-protagonista del romanzo ha infine trovato il suo equilibrio amoroso. Ora è sposato e anche se il rapporto con Livia, la moglie, non cancella quell’antica ‘colpa’, tuttavia lo rassicura: l’amore sembra essere l’antidoto giusto per curare la tentazione della violenza. “Livia e io”, dice, “dopo quasi vent’anni ci svegliavamo la mattina contenti di incontrarci di nuovo, qualunque cosa ciascuno avesse sognato o quali che fossero gli incubi in agguato.”
“Il mistero Nora Ricci” ci parla, in sostanza, di rivoluzioni e cambiamenti che avvengono fuori, ma anche dentro di noi. Ci parla soprattutto, in modo sommesso e nient’affatto ideologico, di quell’impulso rapace che cova dentro l’animo degli uomini. Anche dei più miti, come il protagonista di questo libro.
La copertina è di Valter Cirillo (Pixabay)
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