ITALIA

Contro i re e le loro guerre, per il futuro

Dopo l’appuntamento romano di metà novembre 2025, il percorso di mobilitazione ispirato al movimento statunitense “No Kings” si è rivisto a Bologna lo scorso fine settimana. Oggi più che mai è necessario mettersi in gioco per costruire un futuro alternativo a guerre e crisi ecologica. L’elenco dei prossimi appuntamenti

Una riflessione scritta da Marco Bersani (Attac Italia) sul percorso “Contro i Re e le loro guerre” che si è riunito sabato 24 e domenica 25 gennaio a Bologna per discutere dello sviluppo del progetto. Di seguito un calendario provvisorio delle prossime mobilitazioni.

Da qualunque parte si osservi il mondo, siamo di fronte alla fine dell’illusione del capitalismo per tutte e tutti e della favola liberista del mercato come garanzia di benessere.

Il migliore dei mondi possibili è di fatto imploso dentro le contraddizioni da esso stesso create: una disuguaglianza sociale mai così ampia nella storia dell’umanità; una crisi ecologica che mette a repentaglio persino la sopravvivenza della specie umana sulla terra; una democrazia, resa orpello formale dei grandi interessi finanziari, che non solo viene espropriata, ma rischia addirittura di smettere di essere desiderabile per le fasce più svantaggiate della popolazione.

Nasce da qui la scelta sistemica della dimensione della guerra e della militarizzazione. La guerra per ridisegnare i rapporti di forza geopolitici, a fronte della crisi della globalizzazione liberista, e per l’accaparramento coloniale delle risorse primarie, per la prima volta rivendicato come tale, senza più bisogno di giustificazioni ideologiche (“esportazione della democrazia”, “lotta al terrorismo”, “lotta al narcotraffico” e via inventando). La militarizzazione per disciplinare società ribollenti di rabbia, o intrise di disincantata rassegnazione.

Rinascono da questa melma i nazionalismi e i fascismi contemporanei, come ennesimo tentativo di compattamento identitario e di costruzione del nemico esterno e interno, con un unico scopo: nascondere la realtà di una minoranza di persone ricche che sono causa di tutte le crisi in atto.

Come segnala l’ultimo rapporto di Oxfam sulla disuguaglianza sociale, i numeri sono spietati: i 12 miliardari più ricchi del mondo possiedono una ricchezza superiore a quella posseduta dalla metà più povera della popolazione mondiale, ovvero quattro miliardi di persone. Per restare all’Italia, il 91% dell’incremento di ricchezza prodotto negli ultimi 15 anni è andato al 5% dei nuclei familiari più ricchi, mentre la metà più povera delle famiglie italiane ha incamerato complessivamente il 2,7%.

Sul fronte della crisi ecologica, con buona pace di chi sostiene l’ideologia del “siamo tutti sulla stessa barca”, sono ancora i ricchi la causa primaria dei cambiamenti climatici. È sempre Oxfam a documentare la realtà: un individuo appartenente allo 0,1% della parte più ricca del pianeta emette in un giorno più CO2 di quella prodotta in un anno dal 50% della popolazione più povera del mondo.

Sono ormai decenni che ogni anno viene calcolato l’Overshoot Day, ovvero il giorno dell’anno in cui ogni Stato esaurisce le risorse della Terra che avrebbe a disposizione, provocando dal giorno successivo un debito ecologico nei confronti della natura.

Per quanto riguarda l’intera umanità, nel 2025 l’Overshoot Day è arrivato l’8 agosto, mentre per quanto riguarda l’Italia è stato il 6 maggio. Ma se dagli Stati passiamo alle classi sociali, scopriamo che l’1% delle persone più ricche del pianeta ha esaurito le risorse naturali a propria disposizione già il 10 gennaio e l’0,01% degli ultra-ricchi non supera il 3 gennaio.

E chi sono questi ricchi? Sono i possessori dei grandi fondi finanziari che detengono le leve dell’economia e della ricchezza e che influenzano, quando non governano direttamente, le leve del potere.

Sono i re che chiamano al riarmo e alla guerra, che chiedono di marciare contro nemici da loro indicati per non farci pensare che un nemico certamente c’è ed è quello che marcia alla nostra testa.

Siamo entrate ed entrati nell’epoca del dominio dei ricchi contro i poveri, dei re contro i sudditi, degli oligarchi contro la democrazia. Serve una ribellione collettiva, ampia e determinata, convergente e plurale per dire a chiare lettere che non è tutto loro quello che luccica e che in nessun caso consegneremo il nostro futuro ai generali.

Le prossime date di mobilitazione indicate dall’assemblea “O Re o libertà”

  • Sabato 31 gennaio – Torino: con Askatasuna al Corteo nazionale contro governo, guerra e attacco agli spazi sociali
  • Sabato 14 febbraio – Napoli: manifestazione regionale per la difesa degli spazi sociali.
  • Sabato 21 febbraio – Roma: manifestazione antifascista per Valerio Verbano.
  • Giovedì 5 marzo – Germania e Italia: giornata di mobilitazione territoriale contro la guerra, nell’ambito della manifestazione “Guerra alla guerra” contro la leva militare in Germania.
  • Domenica 22/Lunedì 23 marzo – Italia: referendum sulla Giustizia: “No” alla riforma Nordio
  • Sabato 28 marzo: manifestazione nazionale della convergenza “No Kings, in parallelo con la manifestazione di Londra contro l’estrema destra

La copertina è di Attac Italia (Facebook)

SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS

Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno