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Burlesque: l’arte di essere donna

Riappropriazione di sé e del proprio corpo, nudità e performance: viaggio nel panorama romano del burlesque

Sono passati oramai circa 10 anni da quando il burlesque ha fatto la sua comparsa sulle scene italiane. Una forma d’arte e d’intrattenimento di cui è stato detto tutto e il contrario di tutto. Nonostante ciò, non sono pochi quelli che ancora del burlesque hanno un’idea poco chiara e che non hanno mai assistito a uno spettacolo. Che cos’è il burlesque?

È un’arte nata nella seconda metà dell’800 e giunta fino ad oggi che vede protagonista la donna e la sua sensualità. La nudità, fino ad allora permessa solo nelle opere d’arte come dipinti e sculture o più avanti nei famosi Tableaux vivants vittoriani, inizia a farsi largo all’interno degli spettacoli di varietà e vede protagoniste soprattutto artiste donne che, rifiutando il ruolo remissivo e docile imposto dalla società dell’epoca, conducono sul palco e nel privato delle vite emancipate diventando dei veri esempi di indipendenza femminile. Il burlesque quindi come celebrazione della nudità e teatralizzazione dello strip-tease.

Come spiega Giorgio Agamben, «Lo strip-tease, cioè l’impossibilità della nudità è, in tal senso, il paradigma del nostro rapporto con questa. Evento che non raggiunge mai la sua forma compiuta, forma che non si lascia cogliere integralmente nel suo accadere, la nudità è, alla lettera, infinita, non finisce mai di avvenire. In quanto la sua natura è essenzialmente difettiva, in quanto non è che l’evento del mancare della grazia, essa non può mai saziare lo sguardo a cui si offre e che continua avidamente a cercarla anche quando la più piccola particella di veste è stata rimossa, quando tutte le parti nascoste sono state sfacciatamente esibite».

 

Per chi è realmente interessato alla storia del burlesque, può essere facile rintracciare testi e materiali, anche in lingua italiana, al riguardo.

Ciò che trovo particolarmente interessante è il ruolo che il burlesque sta assumendo oggi. Oltre ai siparietti, alle paillettes, ai sorrisi maliziosi e alle piume, diventa sempre più centrale l’idea del burlesque come mezzo per esprimere libertà.

Il burlesque diventa un’occasione per riappropriarsi del proprio corpo e per migliorare o risolvere il difficile rapporto che spesso in quanto donne ci troviamo ad instaurare con esso. Un modo per smettere di essere dei semplici oggetti sessuali e diventare invece soggetti capaci di esprimere una propria femminilità e sensualità che non debba necessariamente corrispondere agli standard del momento o accontentare a tutti i costi l’immaginario erotico maschile.

È un voler dichiarare e ribadire che si può essere nude, sexy e intelligenti allo stesso tempo. Una donna può scegliere di essere tutte queste cose insieme e, se decide di utilizzare il proprio corpo per fare arte o anche semplicemente per fare soldi, ha tutto il diritto di farlo e di essere rispettata per questo. All’estero le nostre colleghe stanno già portando avanti battaglie legate al riconoscimento dei diritti e alla tutela delle sex-workers e trovo che, sotto questo punto di vista, noi performer avremmo tanto da dire e da fare qui in Italia.

Il burlesque è la possibilità di riscoprirsi, di potenziare la fiducia in se stesse e porsi al centro della propria vita con leggerezza e creatività.
Del resto ci sarà un motivo se l’arte del burlesque è amata principalmente dalle donne e se i corsi di burlesque diventano sempre più una normalità!

Le donne devono osare di più, liberarsi e non rinunciare a nessun aspetto di sé stesse. Se scatenarsi su un palco mezze nude, ricoperte da piume e lustrini, può servire a ricordare loro quanto sono favolose e a trovare la forza per combattere con maggiore energia le loro battaglie – ben venga!

A Roma gli spettacoli di burlesque fanno ormai parte integrante della programmazione teatrale e di vari club di cui alcuni di altissimo livello – basti citare il Burlesque café by Micca club al Salone Margherita o La conventicola degli ultramoderni e il Cabaret domestique.

Fra i prossimi appuntamenti si segnalano il 24 gennaio 2018 Tableaux vivants, Caput Mundi il 9-10 febbraio e infine, il 13 aprile, il Burlesque riot, festival indipendente di burlesque presso Esc atelier.

 

*La foto in copertina è di Mario Caponi