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ITALIA

Stadi, basi militari e grandi opere: il sistema bipartisan di potere di Massimo Sessa

Da più di un decennio i principali progetti infrastrutturali sono affidati a Massimo Sessa, presidente del CSLP e garante del sistema delle grandi opere con il costante ricorso a poteri straordinari

Trovare delle sue dichiarazioni pubbliche è difficilissimo, nonostante da anni abbia un ruolo determinante nei principali progetti infrastrutturali del nostro paese. Il personaggio in questione è Massimo Sessa, attuale Presidente del Consiglio Superiore Dei Lavori Pubblici (CSLP).

L’ascesa di Sessa ai vertici del CSLP avviene nel 2014 con il governo Renzi. È, infatti, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, in quota Nuovo Centro Destra allora guidato da Angelino Alfano, a nominarlo reggente ad interim in questo ruolo strategico senza procedere alla nomina definitiva. Mantiene l’incarico come facente funzione per circa due anni mentre Lupi si dimetterà nel 2015 in quanto coinvolto nella inchiesta sullo scandalo “Grandi Opere”, anche se non indagato.

Cambia il Ministro, ma Sessa resta al suo posto. Nell’aprile del 2016 sempre con il governo Renzi, su proposta questa volta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio del Partito Democratico, Sessa viene confermato nell’incarico di Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

A distanza di dieci anni Massimo Sessa è sempre lì, figura irrinunciabile per tutti i governi (centrosinistra, centrodestra, larghe intese, unità nazionale) che si susseguono: da Gentiloni (12 dicembre 2016 – 1º giugno 2018) a Conte sia il primo (1º giugno 2018 – 5 settembre 2019 Movimento 5 stelle e Lega ) che il secondo (5 settembre 2019 – 13 febbraio 2021), passando per Draghi  (13 febbraio 2021 – 22 ottobre 2022) fino a Meloni.

E più passano gli anni più il potere di Sessa cresce.

Commissario straordinario per la nuova base militare nel Parco di San Rossore a Pisa

Nel maggio del 2022 con un Dpcm il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici viene nominato, infatti, “Commissario straordinario” per la realizzazione della nuova sede dei reparti di eccellenza dell’Arma dei Carabinieri (GIS e Tuscania) nell’area del CISAM a San Piero a Grado nel cuore del Parco di San Rossore, Migliarino Massaciuccoli (Pisa) e a Pontedera.

La motivazione è che si tratta, come si legge nei documenti governativi di nomina, di un intervento caratterizzato da «un elevato grado di complessità progettuale, da una particolare difficoltà esecutiva o attuativa, da complessità delle procedure tecnico- amministrative, ovvero che comportano un rilevante impatto sul tessuto socio-economico a livello nazionale, regionale o locale». 

Insomma, Meloni e Crosetto mettono chiavi in mano a Sessa la costruzione di questa nuova base da oltre mezzo miliardo di euro, che devasterà con una colata di cemento armato” il Parco di San Rossore, con la piena approvazione della Regione Toscana, guidata dall’esponente del Partito Democratico Eugenio Giani e dello stesso Presidente dell’Ente Parco, Lorenzo Ban (anche lui del Partito Democratico), da cui proviene la proposta di collocazione di questa nuova infrastruttura militare all’interno di una area protetta.

La decisione di nominare un commissario straordinario e di scegliere proprio Sessa non è casuale:  è funzionale sia ad accelerare l’iter dell’opera rendendo più difficile qualsiasi forma di controllo sia  ad alzare una vera e propria cortina di ferro sul piano della informazione pubblica e dell’accesso agli atti, come ripetutamente denunciato in questi anni dalla coalizione Diritti in comune di Pisa (Una città in comune – Rifondazione Comunista) e dal Movimento No base, che da anni lotta contro questo progetto.

Commissario straordinario per gli stadi e il conflitto di interessi

Nell’aprile del 2026 Sessa viene nominato anche Commissario straordinario per gli stadi di “Euro2032”. La proposta di nomina era stata avanzata dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi nel settembre del 2025, per poi ricevere il via libera definitivo e l’operatività nei primi mesi del 2026. Una nomina che però lascia numerose perplessità e pone pesantissimi interrogativi.

In un articolo del 13 ottobre del 2025 pubblicato su “Lettera 43” a firma di Marco Zini dal titolo Il caso Sessa spacca il governo, si pone il tema del conflitto di interessi di Sessa nel ricoprire questo incarico.

Scrive Zini: «Può il presidente del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici essere anche commissario per gli stadi? (…) Oltre al recente incarico calcistico conferitogli da Abodi col plauso del presidente della Figc Gabriele Gravina, l’onnipresente Sessa è anche commissario straordinario per l’acquedotto Peschiera-Capore, l’infrastruttura che deve garantire l’approvvigionamento idrico a Roma e nel Lazio.

Tre poltrone di peso, tre centri di potere, tre ruoli in palese conflitto di interessi nelle mani di una sola persona. La stessa che promuove e propone i progetti dei nuovi stadi in vista dell’Europeo del 2032 sarà anche quella chiamata a giudicarli e approvarli come presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici. In pratica, arbitro e giocatore, controllore e controllato».

Al riguardo nel febbraio del 2026 i Comitati “No stadio” di diverse città, da Roma a Milano, avevano anche inviato una formale diffida alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministro dello Sport proprio sul tema del conflitto d’interessi, poiché il controllore (il Presidente del CSLP che deve esprimere pareri tecnici neutrali) coinciderebbe di fatto con il controllato o promotore (il Commissario che ha il mandato politico di spingere e velocizzare le medesime opere).

E i nodi su questo doppio ruolo di Sessa vengono al pettine proprio in questi giorni con il via libera da parte della Conferenza dei servizi alla realizzazione del nuovo stadio della Roma a Pietralata, conferenza presieduta proprio da Sessa nel suo ruolo di commissario straordinario.

Emblematico è il commento dello stesso Ministro per lo sport e i Giovani, Andrea Abodi, su come si è arrivato a concludere questo iter: «Oggi in tempi record si chiude la conferenza dei servizi decisoria per lo Stadio della AS Roma a Pietralata, grazie al lavoro concreto, inequivocabile ed efficiente del commissario di governo, l’Ing. Massimo Sessa, e della sua struttura che ha operato in stretta collaborazione con il sottoscritto e il collega Salvini, con il Presidente della Regione Rocca e il Sindaco Gualtieri. Solo grazie alla scelta lungimirante del governo Meloni che ha deciso di nominare un commissario che ha permesso questa accelerazione burocratica, peraltro a disposizione di tutti i progetti per gli stadi candidati per Euro2032, oggi possiamo dire che i tifosi giallorossi potranno sognare una loro casa».

Come nel caso del progetto della base militare a Pisa, Sessa si afferma così sempre più come “garante” di quel sistema delle grandi opere che in maniera bipartisan si stanno portando avanti da Nord a Sud, conferendogli “poteri straordinari” ed espropriando così territori ma anche istituzioni locali dell’esercizio della democrazia.

E non poteva mancare…il Ponte sullo Stretto

E ovviamente non poteva mancare il Ponte sullo Stretto. Anche in questo caso Sessa va oltre il suo ruolo di Presidente del Consiglio dei Lavori Pubblici, che proprio lo scorso 6 agosto in un’assemblea generale sotto la sua presidenza ha dato il via libera all’unanimità al progetto definitivo del Ponte.

Al riguardo è necessario tornare qualche anno indietro. Nel 2023, infatti, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, sostenitori da sempre di questa grande opera, costituisce un gruppo di lavoro “per fornire il proprio contributo” al progetto. A coordinare questo gruppo è il Consigliere Edoardo Cosenza che a conferma della linea ultras per il Ponte dichiara: «sul retro delle banconote in euro sono presenti immagini di ponti, a simboleggiare la comunicazione e lo scambio culturale tra i Paesi europei e tra l’Europa e il resto del mondo. Non lasciamo la Sicilia e il Meridione fuori da questa comunicazione. La tecnologia moderna è in grado di realizzare quest’opera e il gruppo contiene professionalità del massimo livello in tutti i campi dell’ingegneria coinvolte nel progetto». Ma è in tutti questi anni che il Presidente di questo gruppo di lavoro non fa mancare occasione pubblica per sostenere il progetto e la necessità di andare avanti.

E tra i membri di questo gruppo di lavoro che deve fornire un contributo al governo per l’opera partecipa anche il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Massimo Sessa.

Ma non è finita: anche tanti altri incarichi…

Ma ci sono solo i “poteri straordinari” per opere faraoniche che trovano l’opposizione di Comitati, Movimenti e associazioni. Come ricostruito in una inchiesta pubblicata sull’Espresso nel 2025 sui collaudi e altri incarichi ai dipendenti del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti il Presidente il nome di Sessa compare come figura di spicco.

Infatti da questa inchiesta emerge che:  «Nel 2022 il Comune di Milano indica proprio il presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, a capo del Collegio consultivo tecnico per un appalto della metro M4: 400mila euro di compenso. Sempre nel 2022 Sessa riceve l’incarico di commissario per un’opera nel porto di Livorno: 200mila euro. L’anno seguente tocca a Rete ferroviaria italiana, società infrastrutturale delle Ferrovie dello Stato, affidargli il Collegio consultivo tecnico per l’appalto del passante dell’alta velocità di Firenze: 400mila euro. E nel 2024, oltre alla presidenza di un Collegio consultivo tecnico decisamente più modesto (15mila euro) dell’Aci per l’autodromo di Monza, gli vengono assegnati due collaudi. Il primo per la linea tramviaria di Bologna, compenso dichiarato di un euro; il secondo per il nuovo Campus mind nell’ex-area Expo di Milano, e qui il compenso dichiarato è ben diverso: 357mila euro. Totale per questi incarichi, dal 2022 al 2024, un milione 372mila euro.

Governi di diverso colore, opere diverse, lo stesso nome al centro delle decisioni. La continuità degli incarichi di Massimo Sessa racconta un sistema nel quale il ricorso ai commissari e ai poteri straordinari è diventato una prassi ordinaria per garantire grandi interessi economici e speculativi. Ogni nuova nomina viene presentata come una garanzia di rapidità ed efficienza, ed è su questo terreno che si misura il costo democratico delle grandi opere, quello che nei quadri economici dei progetti non compare. Resta quindi la domanda: mentre si accorciano i tempi delle decisioni, come si allargano gli spazi per controllarle, contestarle e bloccarle?

la copertina è di Daniele Napolitano, il bosco di Pietralata ove si vuole costruire lo stadio della AS Roma

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