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Gli occhi della foresta: il popolo Yanomani al Festival del Cinema di Venezia

In occasione della 80esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, si terrà il 4 di settembre presso la Sala Laguna una giornata dedicata al cinema Yanomami

Gli Occhi della Foresta” è una iniziativa promossa dal progetto Edipo, una realtà culturale che realizza attività artistiche e culturali prevalentemente nella laguna di Venezia, in collaborazione con Giornate degli Autori e Fondation Cartier pour l’Art Contemporain. Presenti in sala il regista Indigeno Yanomami Morzaniel Ɨramari, la produttrice Gabriela Carneiro da Cunha, il regista Eryk Rocha, figlio del celebre Glauber Rocha, qua in veste di produttore, e l’antropologa Ana Maria Machado che alle ore 10 – in seguito alla proiezione del film Urihi haromatimapë (I guaritori della foresta) di Ɨramari – terranno una lectio magistralis sulla produzione cinematografica indigena Yanomami in Brasile.

L’uso del cinema – della ‘immagine viva’ come spesso viene chiamato – ha una lunga storia in Brasile. Graciela Guaranì, regista, curatrice di cinema e formatrice audiovisuale del popolo Guaranì, intervistata per il progetto A South-North Dialogue on Afro-indigenous Art condotto dall’autrice, afferma che “oggi la comprensione del processo e dell’importanza dell’immagine all’interno del territorio è cambiata molto all’interno delle comunità indigene […]  Se all’inizio vari popoli, essendo molto spirituali, erano sospettosi nei confronti di una “immagine viva, una immagine che cammina” di cui non capivano i misteri, ora invece se ne sono appropriati come strumento di visibilità e di lotta”. In questo senso Graciela afferma “per me lavorare con cinema è capire la mia propria esistenza, e far valere questo mio posizionamento che è politico”.

Alle ore 18 è prevista la presentazione di altri quattro cortometraggi: Mãri hi (L’Alberto dei sogni) e Xapiripë Yanopë (La casa degli Spiriti). Il primo racconta la conoscenza dei sogni e vede la partecipazione di Davi Kopenawa, mentre il secondo è una collaborazione con il figlio del noto sciamano, Dario, presidente della associazione Hutukara Associação Yanomami promotrice tra le varie iniziative della importante campagna Fora Garimpo.  Thuë pihi kuuwi (Il pensiero della donna) cortometraggio di Aida Harika e Roseane Yariana, e Edmar Tokorino segue una donna yanomami che osserva uno sciamano preparare la yãkoana, il cibo per gli spiriti. Il film offre un’osservazione femminile su ruoli e rituali spesso limitati agli uomini, come splendidamente descritto da David Kopenawa nel libro A queda do Céu (La Caduta del Cielo) pubblicato in Italia da Nottetempo.  Gli stessi registi hanno prodotto il cortometraggio Yuri u xëatima thë (A pesca com Timbó) sulla pratica della pesca con il timbó, una sostanza utilizzata per paralizzare i pesci.

Tutti i registi fanno parte di un collettivo di cinema impegnato nella formazione audiovisiva all’interno di comunità indigene. Il progetto, avviato nel 2018 da Hutukara Associação Yanomami, mira ad espandere la lotta per i diritti dei popoli indigeni e diffondere la conoscenza ancestrale tra i giovani per garantire che questa non vada persa. Questo elemento di autoconservazione diventa fondamentale, alla luce dell’enorme perdita di anziani durante gli anni della pandemia e della politica di genocidio di Bolsonaro contro gli indigeni, ma anche a seguito di un processo di allontanamento dei giovani dalle loro comunità di origine. Iramari, a sua volta, ha sempre lavorato come operatrice comunitaria, nonché come interprete e coordinatrice della comunicazione presso la associazzione Hutukara Yanomami, e oggi viaggia per il mondo presentando i suoi film e promuovendo il patrimonio e i diritti degli Yanomami. È anche uno degli artisti selezionati per la 35esima Bienal de Arte de São Paulo, che inaugura il 6 settembre

I film hanno fatto parte della programmazione della mostra The Yanomami Struggle ( Febbraio-Aprile 2023), curata da Thyago Nogueira, tenutasi al The Shed di New York, in cui è stata ritratta la collaborazione e l’amicizia tra la fotografa Ungherese, naturalizzata Brasiliana, Claudia Andujar e il popolo Yanomami. Alcuni di essi possono essere visti alla mostra Siamo Foresta (22 giugno – 29 ottobre 2023), organizzata da Fondation Cartier pour l’Art Contemporain negli spazi di Triennale Milano.

Immagine di copertina e nell’articolo tratte dal documentario Casa dos espiritos