OPINIONI

Sceneggiate estive: nuova maggioranza contro ‘o malamente

Elezioni congelate, ma non si capisce che tipo di governo verrà a formarsi. «Una scommessa più che una svolta democratica, un sussulto di sopravvivenza più che di resipiscenza»

Il voto al Senato, che sposta al 20 agosto la discussione sulla mozione di sfiducia della Lega, è:

1) una sconfitta di Salvini;

2) uno schiaffo alla presidente forzista del Senato, che aveva rifiutato di assecondare la maggioranza dei capigruppo;

3) la dimostrazione tangibile della superiorità di una coalizione di parlamentari effettivi sulla maggioranza virtuale dei sondaggi;

4) l’ineluttabile adeguamento dello spensierato Zingaretti (che voleva votare subito) all’astuta manovra dell’avventuriero Renzi, che ha cavalcato la composita ondata anti-Salvini per salvare i suoi gruppi parlamentari e riposizionarsi nel partito.

Ora è possibile un governo di scopo che potrebbe durare tutta la legislatura cercando di sgonfiare la Lega e fagocitare il M5S. Tutte le promesse e i divieti sono scomparsi, a testimonianza dell’infimo livello delle vecchie élites e dei nuovi populismi d’accatto, mentre dilaga il rischio di un crollo economico dell’Italia nel contesto di una grave recessione europea.

Non è chiaro come procederà la crisi dopo che gli impegnati parlamentari delle varie fazioni avranno completato la sudata abbronzatura ferragostana: al momento c’è un governo fantasma tuttora in piedi, con Salvini che si fa riprendere alla scrivania del Viminale nel suo sporco lavoro di sequestrare migranti, malati e minori sulle navi delle Ong, nonché di sgomberare occupazioni abitative, ruspare campi nomadi e daspare zecche e marginali.

La prima cosa è che se ne vadano via lui e tutti gli ministri della Lega e i burattini messi alla testa della Rai e degli apparati economici e di sicurezza. Che siano subito sbloccati i porti, sbarcati e accolti i naufraghi già recuperati dalle Ong e quelli che quotidianamente rischiano la vita nel Mediterraneo per lo smantellamento di tutti i dispositivi italiani ed europei preposti al soccorso in mare.

Esigiamo inoltre che vengano disapplicati i due infami decreti sicurezza con cui si criminalizzano sia l’accoglienza che il diritto di manifestare e di occupare beni pubblici dismessi.

Sarà molto più duro invertire la mutazione antropologica che il razzismo di stato e la guerra contro i poveri stanno cercando di promuovere in Italia. Una mutazione che è un coerente progetto neoliberale e non un trucco mediatico della “Bestia”, un combinato delle due demagogie e delle ingerenze gemelle di Trump e Putin, di Steve Bannon e Dugin. Qualcosa, dunque, che non si fermerà certo tornando ai “bei tempi” del Nazareno e della Leopolda.

Ma sarebbe un primo passo deflazionare e inceppare la corsa a un regime autoritario e a scomporre le stesse forze politiche che hanno preparato la crisi del precedente regime. Una scommessa più che una svolta democratica, un sussulto di sopravvivenza più che di resipiscenza.

Poi forza con la resistenza popolare e l’iniziativa dal basso, con buon senso e immaginazione.