ITALIA

Napoli, la polizia carica gli studenti di Fridays for future

Stamattina a Napoli c’è stata una reazione violentissima da parte delle forze dell’ordine nei confronti degli attivisti di Fridays for Future che avevano cercato in maniera pacifica, di bloccare l’apertura dei lavori della Cop21. Tra i manifestanti presenti alla protesta vi erano molti adolescenti di 14 e 15 anni

«Stop talking act now». Basta parlare, è l’ora di agire. Con questo claim comunicativo gli attivisti e le attiviste aderenti ai Fridays for Future di Napoli hanno cercato di bloccare questa mattina i lavori della Cop 21, la Conferenza delle Parti della Convenzione di Barcellona che riunisce i governi dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. L’incontro si apriva oggi nella città partenopea, nella sede di Castel dell’Ovo, contestualmente alla Cop25, la Conferenza sul cambiamento climatico organizzata dalle Nazioni Unite in corso da oggi a Madrid. In apertura dei lavori, lo stesso segretario generale dell’ONU António Guterres ha dichiarato a proposito dell’emergenza climatica che tutto il mondo si trova ad affrontare che «nei prossimi 12 mesi sarà essenziale garantire impegni nazionali più ambiziosi, in particolare da parte dei principali produttori, per iniziare immediatamente a ridurre le emissioni di gas serra a un ritmo coerente con l’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050».

«Stanchi delle promesse, dei tentativi di accordi, delle proposte di accordi, dei vertici tra i governi, con una protesta pacifica di disobbedienza civile ci siamo seduti per terra davanti agli ingressi di Castel dell’Ovo e abbiamo cercato in questo modo di interrompere i lavori della Cop 21 – racconta Davide Dioguardi dei Fridays for future Napoli – Per tutta risposta abbiamo ottenuto una reazione violentissima e insensata da parte delle forze dell’ordine, che non solo ci ha manganellato non curandosi minimamente della presenza di minorenni, di 14 e 15 anni, ma ha anche sottoposto in stato di fermo, per diverse ore e in maniera immotivata due attivisti».

🗣️Stamattina le ragazze e i ragazzi di FridaysforFuture Napoli hanno bloccato pacificamente l'ingresso di Castel dell'Ovo dove da oggi si terrà la Cop Mediterranea, un convegno che non porterà ad azioni concrete per contrastare la crisi climatica!🔴La reazione delle forze dell'ordine a questo presidio pacifico è stata violenta e repressiva! I e le manifestanti riportano di essere stati respinti con scudi e manganelli e sono stati fermati due attivisti. ❌Questa è la reazione per aver protestato in modo non violento di fronte all'inattivismo della classe politica che invece di attuare soluzioni concrete contro le emissioni di CO2 e contro le grandi multinazionali inquinanti, spreca il tempo con chiacchiere e proclami insoddisfacenti. Mostriamo solidarietà a Fridaysforfuture Napoli!

Pubblicato da Fridaysforfuture-Roma su Lunedì 2 dicembre 2019

In seguito ai fatti della mattina gli studenti si sono riuniti nella sede della facoltà di lettere e filosofia a Porta Massa. Prosegue Dioguardi: «Siamo stanchi di sentire i soliti refrain di questi eventi, le solite parole vuote che escono da questi vertici, mentre è l’ora del nostro protagonismo, di decidere ora dei temi e di come cambiare i nostri territori avvelenati». «Stop talking act now», appunto.

Sulla stessa lunghezza d’onda è Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia, il quale ha dichiarato che «se anche i ragazzi avessero bloccato la Cop, la differenza probabilmente non si sarebbe sentita». La Ong ha espresso solidarietà «per una protesta pacifica di ragazzi, adolescenti o poco più di ventenni, che è stata repressa dalle forze dell’ordine che hanno avuto una reazione esagerata». Ha aggiunto Gianni: «I governi del Mediterraneo hanno fatto ben poco per salvare i nostri mari, non c’è più tempo da perdere».