ITALIA

La società della cura sabato manifesta in 30 città italiane

Richieste, proposte e appuntamenti della mobilitazione nazionale dislocata che andrà in scena domani

L’esplosione della pandemia ha messo in luce la fragilità di un sistema che ha ignorato quanto sia delicata la relazione con la natura, come sia precario l’equilibrio che lega i diversi sistemi ecologici e ha costretto l’intero pianeta a combattere un nemico invisibile.

Sono immediatamente apparse le falle del sistema sanitario, colpito da decenni di tagli ai bilanci e privatizzazioni e la crisi sociale è esplosa in tutta la sua drammaticità.

Di fronte alla tragedia che stava esplodendo, durante il lockdown, gruppi, associazioni, reti sociali si sono messe insieme per costruire un progetto di società alternativa, che abbia come fondamento la cura del pianeta dove viviamo e di tutti i suoi abitanti. Le adesioni, più di mille, sono cresciute durante il percorso ed è stato possibile arrivare a indire una prima giornata di mobilitazione nazionale con le parole d’ordine «Nessun* si salva da sol*! Nessun* può essere lasciat* indietro» per sabato 21 novembre.

Si è arrivati fin qui con un intenso lavoro di scambio e raccolta di proposte fra chi ha aderito e partecipato agli incontri, che ha consentito di stendere un piano di radicale conversione ecologica, sociale, economica e culturale della società.

Il Manifesto per la società della cura indica la necessità di una conversione ecologica della società, alla luce della crisi climatica e della distruzione degli ecosistemi naturali, che sono state tra le cause dell’esplosione della pandemia. È necessaria la riappropriazione sociale delle riserve ecologiche e della filiera del cibo, l’utilizzo di sorgenti pulite per l’energia, occorre rivedere il sistema tecnologico e industriale, per decidere cosa e come produrre.

Un Manifesto che affronta la questione dei beni comuni e del welfare pubblico, indicando che devono essere sottratti al mercato e gestiti in maniera decentrata, comunitaria e partecipata, con risorse adeguate a disposizione. Rimarca l’importanza della riproduzione sociale intesa come tutte le attività e le istituzioni necessarie per garantire la vita, nella sua piena dignità, contro le profonde diseguaglianze sociali.

Il Manifesto raccoglie in sette punti un progetto ambizioso che guarda al di là dell’immediato, ma per il presente ha alcune proposte precise da mettere in atto:

• reddito per tutt* e aiuti adeguati fino alla fine dell’emergenza sanitaria;

• vigilanza costante sul rispetto delle misure di prevenzione, salute e sicurezza in tutti i luoghi di lavoro;

• investimenti e assunzioni per garantire sanità e istruzione pubbliche, infrastrutture sociali, accoglienza, casa, trasporti;

• un piano di prevenzione primaria a tutela di salute, vita, beni comuni e territorio.

Per fare questo si indicano anche dove prendere le risorse economiche necessarie:

• tassa straordinaria su tutti gli alti redditi, patrimoni e rendite;

• riduzione drastica delle spese militari;

• abrogazione dei sussidi ambientalmente dannosi, tasse sulle emissioni di gas climalteranti e sulla plastica monouso;

• blocco delle opere -grandi e piccole- dannose per l’ambiente, il clima e la salute;

• utilizzo fondi di Cassa Depositi e Prestiti per gli investimenti pubblici sui servizi.

Per le difficoltà dovute alla crisi sanitaria la manifestazione nazionale si svolgerà in presenza dove è possibile, virtualmente nelle zone sottoposte a restrizioni. Sono 30 le città italiane che hanno aderito.

A Roma l’appuntamento è a piazza del Popolo dove, dalle 10 alle 14, si incontreranno le realtà che hanno animato il percorso e saranno raccolti aiuti per distribuirli alle famiglie che sono in difficoltà.

L’evento si concluderà con un’assemblea e un’azione di twitter storm per sollecitare il Governo a intraprendere le iniziative necessarie per costruire «una società che metta al centro la vita e la sua dignità, che sappia di essere interdipendente con la natura, che costruisca sul valore d’uso le sue produzioni, sul mutualismo i suoi scambi, sull’uguaglianza le sue relazioni, sulla partecipazione le sue decisioni».

In piazza del Popolo convergeranno anche i movimenti sociali riuniti nel percorso “Roma in piazza” che ha animato già due cortei, sabato 7 e 14 novembre. Si vedranno la mattina alle 10.30 in piazza Barberini.