ROMA

Il TAR si schiera con Tronca, contro ESC e gli spazi sociali

Il tribunale amministrativo rigetta l’istanza di sospensiva sulla richiesta di sgombero dell’atelier autogestito ESC. Ma non passeranno! #RomaNonSiVende #DecideLaCittà

Apprendiamo con rabbia, ma anche con un certo stupore, che il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha inteso rigettare l’istanza di sospensiva della determinazione di sgombero emessa da Roma Capitale nei confronti di Esc.

Rabbia, perché appaiono evidenti lo sprezzo e l’ignoranza che i giudici amministrativi nutrono nei confronti del valore sociale, altissimo e incontestabile, di Esc e di tutti gli spazi sociali per Roma e per i suoi abitanti: insopportabili sprezzo e ignoranza degli unici spazi in cui chi vive nella città di Roma può trovare socialità, accoglienza, mutualismo e strumenti di difesa contro la povertà, la solitudine, la marginalità, la precarietà. Sdegno, perché la sentenza arriva dopo che il 19 marzo oltre 20mila persone sono scese in piazza per dimostrare complicità e solidarietà agli spazi sociali. Stupore, perché le motivazioni del rigetto appaiono evidentemente scarne, afasiche, insufficienti, capziose, soprattutto incapaci del benché minimo sussulto di garantismo.

Un’ordinanza violenta, oltre che ingiusta, funzionale esclusivamente a scoraggiare altri ricorsi e a spianare la strada all’operazione di pulizia sociale di Tronca. Un atto esemplare, che colloca definitivamente il TAR nel novero dei tanti – commissari, prefetti, magistrati contabili e penali, tecnocrati e guardie di ogni sorta – che, caduta ogni forma di democrazia rappresentativa a Roma, ambiscono senza titolo ad esercitare il potere politico.

Noi che il potere politico intendiamo esercitarlo legittimamente, in forma radicalmente democratica, dal basso, organizzandoci per farlo, informiamo oggi il TAR che chiunque decida di fare politica ha l’onere di rispondere pubblicamente delle sue decisioni, assumendosene le relative conseguenze. Lo informiamo anche perché tanto più aspre arrivano le dichiarazioni di guerra, tanto più solide si fanno l’organizzazione e la pratica della resistenza e del contrattacco.

Consapevoli di avere la responsabilità diretta e quotidiana del ripristino e del mantenimento della giustizia nei nostri territori, da oggi faremo vivere Esc e i suoi progetti con ancora più forza, gioia, rabbia, amore, ostinazione, passione di sempre.

Nel caso in cui si trattasse di un segnale e ci fossero zelanti funzionari così ottusi da voler tentare di privare la città e il quartiere di un’esperienza fondamentale come quella di Esc, il messaggio che vogliamo inviare molto chiaramente resta sempre lo stesso: HIC SUNT LEONES, GUAI A CHI CI TOCCA!