MONDO

Hocus Scotus. In piazza contro l’attacco al diritto all’aborto negli Stati Uniti

Venerdì 24 giugno l’annullamento da parte della Corte Suprema della sentenza Roe vs Wade – che tutelava il diritto costituzionale all’aborto – ha acceso un altro buio capitolo nella storia dei diritti umani e del controllo sul corpo femminile

Hocus Scotus.,ovvero sciocchezzaio costituzionale. Benvenuti nel medioevo, anno 2022, preparate i pop corn al cianuro e la soda più velenosa, siamo noi stessi i protagonisti dell’ennesima nuova puntata distopica di questo triste mondo malato.

Negli Stati Uniti l’aborto diventerà ancora più inaccessibile e limitato facendo aumentare di conseguenza pratiche clandestine dove non solo l’interruzione diventerà più pericolosa ma porterà a una diffusa criminalizzazione della gravidanza. La coercizione riproduttiva è una delle pratiche più disumane che rappresenta l’ennesima forma di controllo sul corpo femminile.

Ora che la Corte Suprema – SCOTUS – ha emesso la sua decisione finale, risulta ancora più faticoso comprendere come le scelte possano essere gestite dall’estremismo della destra e della white supremacy composta da anziani uomini bianchi che decidono sui nostri corpi, i nostri uteri, che vivono nella caverna dell’ignoranza, lontano dalla giustizia civile, in un terreno sgretolato dove il diritto riproduttivo è a favore della giustizia riproduttiva, portandoci indietro nei secoli.

La parola libertà non è mai stata più lontana e frantumata nella sua essenza da quella che è stata per millenni simbolo di speranza in un paese come gli Stati Uniti, con tutte le contraddizioni del caso. Come se non fosse abbastanza, a confermare questo grande abisso di incoerenza, giovedì 23 giugno la Corte Suprema ha sancito che per andare in giro armati non serve un valido motivo anche nello stato di NY che richiedeva una certificazione per portare in giro le armi.

La morale di questa vicenda lega le due problematiche in un tedioso e infausto campo di dibattito narrativo: se da una parte si enfatizza la facilità di girare con un’arma da fuoco, dall’altra si nega la libertà di decidere sul proprio corpo. Due tipi di violenze, una legale e facilmente percorribile, l’altra (il)legale e infelicemente percorribile.

Hocus Scotus, bisognerà fare molto di più che essere spettatori di questo decadimento culturale e umano, e infatti come già scritto, siamo noi i protagonisti pronti a cambiare la storia per un domani meno doloroso. Qui possiamo vedere simultaneamente gli stati dove il diritto all’aborto è illegale.


In questi giorni sono state tantissime le proteste negli Stati Uniti a seguito del ribaltamento della sentenza Roe vs Wade. A New York City, tra Washington Square Park e Union Square si sono radunati in migliaia per le strade a manifestare i propri diritti. Reportage di Mila Tenaglia.