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giovedì 28 febbraio 2019, La città dell'Utopia

Info: giovedì 28 febbraio 2019 giovedì 28 febbraio 2019 19:30 22:30 La città dell'Utopia
Via Valeriano 3F Roma

Social Cafè: La memoria non ci inganna

ore 19.30: apericena
ore 20.00: dibattito con Elia Rosati (autore del libro CasaPound Italia. Fascisti del terzo millennio), Viola Santi (ricercatrice storica), Giovanni Pietrangeli (Storie in Movimento

La campagna elettorale per le elezioni del 4 Marzo 2018 ha riaperto un confronto culturale ampio e variegato sul fascismo, accentuato dalle politiche del governo Lega-Movimento 5 Stelle formatosi in seguito. Un dibattito che si snoda intorno ad alcuni aspetti per mettere in relazione le vicende del passato con quelle attuali: le condizioni storiche specifiche legate all’economia, alla cultura, alla società; linguaggio e gestualità; reti locali e internazionali; scelte politiche.
Il quesito di partenza, trasversale a tutti gli aspetti del confronto, è il seguente: possiamo definire “fascismo” il periodo storico che stiamo attraversando? Le risposte – e quindi le analisi – sono varie tanto quanto il background geografico, sociale, culturale e politico di chi prova a darle.
Al netto di chi si è inserito nel confronto solo per aver fiutato un trend – tutte quelle forze politiche che hanno contribuito alla fase politica attuale -, tutti i contributi permettono, nelle loro differenze, di fare un passo in più nella costruzione di una cassetta degli attrezzi antifascista più che mai necessaria.

Come La Città dell’Utopia ritorniamo quindi a parlare di fascismo e antifascismo, con un ciclo di incontri che vuole affrontare alcuni di questi aspetti: la battaglia sulla memoria storica dell’Italia tra la II Guerra Mondiale e gli anni ’70; le trame e i legami delle destre europee, nonchè l’individuazione dei nuovi “nemici”; uno sguardo globale oltre l’Europa.
Inizieremo il 28 febbraio parlando della battaglia sulla memoria storica insieme ad Elia Rosati (autore del libro “CasaPound Italia”) e Viola Santi (ricercatrice storica), per approndire quanto il revisionismo storico ripreso negli anni ’90 abbia contribuito alla formazione di un tessuto socio-culturale non più antifascista ma solamente a-fascista, con tutte le conseguenze che questo comporta.
Proseguiremo il 28 marzo con Andrea Palladino (autore del libro Europa Identitaria), Annalisa Camilli (giornalista di Internazionale) e finiremo ad aprile/maggio per discutere degli elementi di affinità tra le vicende italiane, ungheresi, brasiliane e statunitensi.