ROMA

Lum, Das Kapital 5: streaming dell’incontro con Carlo Vercellone

Quinto seminario della Libera Università Metropolitana, “Per una critica dell’utopia del comune” presso Esc Atelier

Inizia oggi 14 ottobre il secondo ciclo di seminari organizzato dalla Libera Università Metropolitana (LUM): a inaugurare questa seconda fase di Das Kapital c’è Carlo Vercellone, con l’incontro intitolato “Per una critica dell’utopia del comune”.

Con la formula ‘globalizzazione neoliberista’, per circa un ventennio, è stato descritto il salto d’epoca che ancora ci travolge. Una prima parte euforica, con l’espansione della New Economy. Una seconda delirante, con la combinazione nefasta tra mattone, finanza e indebitamento privato. Infine l’esplosione della bolla e la Grande Depressione, dalla quale non siamo più usciti. In riferimento a quest’ultima, alcuni analisti mutuano un’espressione propria del dibattito degli anni Trenta e parlano di «stagnazione secolare». Altri, che non dismettono mai i panni dell’ottimismo, insistono sulle innovazioni tecnologiche (svolta Social della rete, Industria 4.0, nanotecnologie, intelligenza artificiale, ecc.) e prefigurano un rilassato approdo, tramite l’economia delle App, a una società postcapitalistica. Amen.

Noi proponiamo di riprendere il filo della critica: della critica dell’economia politica come di quella delle ideologie. L’uso capitalistico della crisi è il problema che abbiamo di fronte, quando lottiamo o quando, della crisi, subiamo gli effetti più duri. È bene, di questi effetti, approssimare un primo censimento: compressione del Welfare State, liberalizzazione del licenziamento, riduzione drastica dei salari, espansione del lavoro gratuito, privatizzazione e gentrificazione dei territori urbani, inclusione differenziale e sfruttamento della forza-lavoro migrante. Altrettanto fondamentale, però, tentare di capire come il Capitale sta ridefinendo i suoi assetti: quali sono glispazi dove si esercita il suo «apparato di cattura»; come i tratti sempre più comuni del lavoro e della cooperazione sociale vengono valorizzati; quali retoriche innervano e rafforzano i processi di «sussunzione reale» della società; quale il rapporto tra rendita, moneta e produzione.

Quattro assi dunque lungo i quali rilanciare le armi della critica. Nella consapevolezza che la crisi esplosa nel 2007 sta approfondendo la discontinuità neoliberale che si è imposta a partire dalla seconda metà degli anni Settanta. Di più, diventando cronica, la crisi sta assumendo le caratteristiche di una nuova forma di regolazione. Lottare contro la crisi, e provare a farlo con efficacia, significa afferrare compiutamente questa novità: non c’è un’eccezione (temporanea) da ricondurre alla regola del patto sociale e redistributivo, ma un’offensiva capitalistica che fa della crisi – e in buona parte della guerra – il suo milieu, la sua norma, la sua forza.