ITALIA

Casapound a Bolzano come Alba Dorata in Grecia caccia i poveri dall’ospedale

Ecco chi sono gli “eroi” di Casa Pound che a Bolzano hanno cacciato poveri, senza casa e migranti dalla sala d’aspetto dell’ospedale pubblico.

La sera di lunedì 5 febbraio un gruppo composto da diciannove militanti neofascisti di Casapound fa irruzione nel pronto soccorso dell’ospedale di Bolzano. La motivazione del blitz sarebbe giustificata dal testo presente sui manifesti e volantini che hanno avuto modo di affiggere alle colonne e ai muri del pronto soccorso, lasciandone diversi sparsi su alcune barelle vuote.

“Luogo riservato a pazienti e malati e a visitatori di pazienti e malati”, così recita il volantino scritto in quattro lingue: italiano, tedesco, arabo e rumeno.

 

Casapound, visto che manca meno di un mese alle elezioni del 4 marzo, decide di portare la propria campagna elettorale anche all’interno dell’ospedale, di cui denunciano il presunto “schifo”, dovuto secondo loro alla presenza di una decina di senzatetto che costringerebbero “infermieri e dottori a lavorare in situazioni orribili”.

Queste alcune delle parole pronunciate da Andrea Bonazza nella diretta Facebook di Casapound. Bonazza, consigliere comunale e volto più esposto a livello mediatico dei fascisti altoatesini, è candidato alla Camera dei deputati sia a Bolzano che come capolista in Veneto.

L’azione illegittima di Casapound è analoga a quella messa in atto diverso tempo fa dai neonazisti greci di Alba Dorata, che nel 2013 e per molti mesi, invasero gli ospedale di Nikaia e Kalamata ad Atene, distribuendo volantini contro gli immigrati irregolari. Nel primo caso con la complicità della direttrice della struttura, mentre nel secondo caso vennero avvertite le forze dell’ordine.

 

I diciannove si sono presentati muniti di pettorina rossa con la riconoscibilissima testuggine stampata sul petto. Hanno voglia di essere riconosciuti e di farsi conoscere ancora di più, anche se le pagine di cronaca di nera hanno spesso dedicato spazio agli esponenti del movimento di estrema destra. Si può partire dallo stesso Bonazza, indagato a 23 anni per l’omicidio di Fabio Tommaselli, fino ad arrivare a fatti più recenti con il consigliere di circoscrizione (dimesso) Davide Brancaglion, condannato per lesioni personali aggravate, dopo aver pestato un ragazzo minorenne di 17 anni, colpevole di stare ascoltando la canzone partigiana “Bella Ciao” nei pressi della sede bolzanina di Casapound. Per l’accaduto fu organizzato un corteo di protesta da Bolzano Antifascista e ANPI.

Bolzano è la città dove Casapound ha raggiunto il 6,21% alle scorse elezioni comunali di maggio 2016, portando tre consiglieri comunali nel parlamento cittadino, che hanno raggiunto durante la sua prima seduta attraverso una simbolica marcia sulla città, verso le istituzioni. Ed è dalle istituzioni che arrivano le prime reazioni al gesto violento di Casapound, a partire dal segretario regionale dell’ANPI, Guido Margheri, al sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi, che dice in merito al rifiuto di alcuni senzatetto di dormire nelle strutture preposte per l’emergenza freddo: “Non possiamo prelevare le persone e obbligare a dormire nelle nostre strutture”. Umberto Tait, direttore del consorzio ospedalieri dichiara invece: “Accogliere è un dovere umano. Il corretto funzionamento del pronto soccorso non è compromesso”.

 

Strane reazioni invece dal consiglio comunale, a partire da Claudio Della Ratta, esponente del Partito Socialista, alleato con il Pd al governo della città – anche se in forte contrasto – che prende implicitamente le parti di Casapound in un lungo comunicato: “[…] si ritiene corretto, per un eccesso immotivato di buonismo a spese della collettività (che esula dall’incarico ricevuto e genera principalmente disordine e confusione), legittimare un uso improprio della struttura ospedaliera, significa che queste persone dovrebbero smettere di gestire l’ospedale e chiedere un impiego alla Caritas”. Lo stesso esponente socialista che impostò come motivo di Facebook il banner “#noiussoli” con il marchio della testuggine.

 

Meno strana invece, la reazione del consigliere comune e candidato alla Camera Marco Galateo, ex leghista e ora coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, che elogia l’operato del movimento nero. Il Partito Democratico condanna l’operazione per la voce di Mauro De Pascalis, mentre il consigliere Carlo Vettori (Lega Nord) prende le distanze dai neofascisti. Diverso l’atteggiamento del collega di Vettori, ovvero Filippo Maturi, che rincara la dose con altre foto e video contro i senzatetto, oltre ai soliti manifesti contro i migranti, regolari o irregolari che siano. Ci pensa anche la rediviva forzista Michaela Biancofiore, anche lei candidata alla Camera contro Maria Elena Boschi del Pd, ad alimentare la polemica sui senzatetto e decide di farlo solo su Facebook. Vediamo sul profilo infatti, delle foto di alcune persone che dormono sulle grate di un supermercato, quelle da cui fuoriesce un getto d’aria calda, sotto la retorica del decoro, della pulizia e della sicurezza.

 

L’ultima stoccata di Casapound riguarda invece l’assessora provinciale alle politiche sociali Marta Stocker, che a detta di Bonazza “pensa sempre agli immigrati”. Forse è stato un attacco inopportuno dati i fatti recenti, ovvero la morte del tredicenne Adan, figlio di una coppia di profughi iracheni respinti dalla Svezia e affetto da distrofia muscolare. Adan e la sua famiglia furono costretti a dormire per strada in pieno autunno con temperature intorno allo zero ed esclusi dal circuito di accoglienza a causa proprio di una circolare emanata dalla Provincia di Bolzano.