Nella crisi del progetto europeo: quale spazio per le lotte sociali?

di redazione
Il video del primo incontro di DINAMO TALK con Sandro Mezzadra e Marco Bersani, coordinato da Vanessa Bilancetti. Il primo di una serie di quattro incontri per capire il presente e cogliere le sfide politiche imposte dalla pandemia globale.
NELLA CRISI DEL PROGETTO EUROPEO: QUALE SPAZIO PER LE LOTTE SOCIALI?

Con Sandro Mezzadra e Marco Bersani Coordina: Vanessa Bilancetti Recovery Fund, blocco del Patto di stabilità, MES senza condizioni: la narrazione prevalente ci racconta che le istituzioni europee stanno cambiando e che «l’Europa della Troika» non esiste più. L’Unione Europea, con la sigla del Recovery Fund, ha voluto cambiare di segno rispetto al decennio di austerity seguito alla crisi finanziaria (2008-2019). Ma cosa sta veramente cambiando nei suoi equilibri interni, sia politici che economici? I 750 miliardi disposti dalla Commissione segnano veramente il superamento del progetto neoliberale europeo? Chi deciderà come impiegare le risorse? Il decennio appena trascorso ci parla anche dell’enorme difficoltà che i movimenti sociali hanno incontrato nel tentativo di organizzare lotte propriamente europee sulla redistribuzione della ricchezza, contro le crescenti disuguaglianze, per impedire che la crisi fosse pagata sempre dagli stessi. Alla luce della discontinuità imposta dalla pandemia, allora, ci chiediamo: sarà possibile mettere in campo battaglie transnazionali che democratizzino l’Europa, imponendo un uso comune della sua ricchezza? Ne discutiamo con Marco Bersani, Coordinatore nazionale di Attac Italia, per cui scrive e commenta le politiche europee, e Sandro Mezzadra, Docente di Filosofia politica all’Università di Bologna, attivista di EuroNomade, e di cui ha appena raggiunto le librerie Un mondo da guadagnare. Per una teoria politica del presente (ed. Meltemi).

Pubblicato da DINAMOpress su Venerdì 5 giugno 2020
TOT.CONTAGIATI 234.531
05 giugno 518
TOT.GUARITI 163.781
05 giugno 1.886
TOT.DECESSI 33.774
05 giugno 85

roma

ROMA

Protesta degli educatori: «contro il virus degli appalti»

di redazione
Gli educatori oggi in piazza al Campidoglio per chiedere al Comune di Roma la reinternalizzazione dei servizi scolastici e per denunciare la drammatica situazione che con l’emergenza Covid ha coinvolto sia i bambini che gli operatori rimasti senza stipendio

europa

EUROPA

Squatting is not dead! Uno sguardo da Madrid

di Miguel A. Martínez
Come il punk, gli squat non sono morti. L’occupazione di edifici per arginare l’emergenza abitativa e la mancanza di strutture per l’aggregazione sociale è in continuo aumento. Madrid ne è un esempio, come vediamo in questo articolo pubblicato su menelique #2 La città muta

mondo

cult

CULT

Prima del diluvio

di Augusto Illuminati
“Il secondo tempo del populismo. Sovranismi e lotte di classe”, a cura di Alessandro Barile (Momo edizioni, Roma 2020), raccoglie una serie di interessanti contributi che fanno il punto sulla questione populista alla vigilia della Covid-19
CULT

L’altro, l’amico. I “Racconti di un pellegrino russo”

di Lucio Coco

Una rilettura del testo ascetico dell’Ottocento che ha influenzato la pratica mistica e liturgica dell’ortodossia. Il viaggio di uno pellegrino che ci insegna come la condizione di “straniero” sia il principio primo su cui si fonda il valore dell’accoglienza.

video

Black Lives Matter, New York, 1 giugno 2020. Videoreportage di Eleonora Privitera

Videoreportage di Coop Docs: migrazioni e pandemia in Ecuador

Pandemonio Globale - presentazione

Pubblicato da DINAMOpress su Sabato 2 maggio 2020

Presentazione della rivista DINAMO Print "Pandemonio globale"

Multilanguage

Life Beyond the Pandemic

di Non Una Di Meno - Roma
Something is moving in the rubble of the pandemic. We are distanced, but today more than ever we are united by the desire to change everything. A devastating event such as Covid-19 requires powerful responses and unlimited ambition
EDITORIALE

Wartime economics and post-pandemic battles

di Alberto De Nicola e Biagio Quattrocchi
The relentless recourse to the language of war to describe the public health emergency seems to signal a shift in mainstream economic debate. In this interregnum, current and future battles could play a decisive role