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#NonUnaDiMeno - Lo sciopero globale delle donne in tutte le città d'Italia

Ieri le donne si sono fermate in 54 paesi, dando vita al primo sciopero globale della storia: in Italia ci sono stati cortei e azioni in diverse città, che hanno bloccato il paese per un giorno intero. Cariche a Napoli, blocchi a Roma, Pisa e Bologna, ecco la potenza di Non una di meno

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Lo sciopero globale delle donne ha avuto luogo in moltissime città d’Italia. Non solo Roma, Napoli, Padova o Bologna: la marea ha invaso anche i piccoli centri e ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone che hanno manifestato contro la società machista e patriarcale. Siena, Cagliari, Alessandria, Bergamo, Firenze, Genova, Palermo, Parma: sono solo alcune delle città dove Non una di meno ha manifestato, mostrando la vera forza di questo nuovo movimento femminista. Qui di seguito, una raccolta multimediale dello sciopero in alcune città italiane.

Roma

A Roma più di 20mila sono scesi in piazza, tra donne e uomini, per un enorme corteo che si è dispiegato tra Colosseo e piazza San Cosimato. Già dalla mattina lo sciopero globale ha bloccato la città e numerosi presidi si sono svolti nei punti caldi dello sfruttamento lavorativo.



Almaviva

La giornata si è aperta alle 8 di mattina con il presidio della lavoratrici e dei lavoratori di AlmaViva la giornata romana di mobilitazione per #LottoMarzo. Davanti alla sede dell'azienda, con lo slogan "Non una di meno, nessuna da sola", alcune centinaia, tra ex-dipendenti e attiviste solidali, hanno protestato contro i recenti licenziamenti. Cori, cartelli e interventi hanno ribadito il concetto "se le nostre vite non valgono, #noiscioperiamo".



Regione Lazio.

"La Piazza dal titolo "libere di scegliere, pronte a reagire!" ha visto convergere le vertenze delle operatrici socio-sanitarie del privato convenzionato e delle esternalizzate della sanità pubblica, i centri antiviolenza e tutte le rivendicazioni che riguardano la salute, l'autodeterminazione e la libertà di scelta. Una delegazione di NON UNA DI MENO è stata ricevuta da rappresentanti delle cabine di regia della salute e contro la violenza sulle donne, dalla consigliera Marta Bonafoni, dalla segreteria dell'assessora al lavoro e alle pari opportunità Lucia Valente. L'incontro è stato l'occasione per aprire un primo confronto sui temi della tutela dei diritti del lavoro in ambito sanitario, salute e centri antiviolenza. La richiesta della delegazione è stata quella di aprire tavoli specifici in cui approfondire le questioni accennate e aprire un'interlocuzione nel merito delle diverse istanze presentate. Per il 24 e il 27 marzo verranno calendarizzati i tavoli per quanto riguarda i temi della salute e dei centri antiviolenza", questo si legge nel comunicato scritto subito dopo da Non una di meno.





Ministero della pubblica istruzione

Dalle 9, invece, tante insegnanti in sciopero si sono riunite in piazza San Cosimato per rivendicare una scuola laica, antisessista e aperta ai percorsi di genere. "Scuola libera tutt*" lo slogan delle manifestanti, che hanno protestato anche contro precarietà e lavoro gratuito, chiedendo l'abolizione della "buona scuola' di Renzi e dei suoi decreti attuativi. Dopo numerosi intereventi, il presidio si è mosso in corteo, raggiungendo il Ministero della Pubblica Istruzione. E sulle scale del Miur è confluita anche la mobilitazione per gli asili nido, delle educatrici e delle mamme.



Università La Sapienza

Mattinata intensa anche all'università: facoltà impacchettate dagli studenti per imporre dal basso il blocco della didattica. Poi, assemblea partecipata sulle scale del Rettorato e corteo interno tra i viali e le facoltà de La Sapienza. Diverse centinaia di studenti hanno partecipato alla mobilitazione, improvvisando anche un corteo spontaneo che si è diretto al CNR e poi ha girato intorno alla città universitaria. Università e ricerca libere e accessibili, tutela dei diritti delle studentesse e garanzia dell'accesso al welfare e alla sanità, alcune delle rivendicazioni portate in piazza.



Napoli

Inizia con momenti di tensione la giornata a Napoli: Matteo Salvini si è recato presso la sede del quotidiano Il Mattino ed è stato immediatamente raggiunto da un nutrito gruppo di attiviste di Non una di meno, determinate a contestarlo. Arrivate lì sotto, hanno trovato un nutrito gruppo di celere a difendere il segretario della Lega. Ne sono seguite cariche contro le donne che manifestavano.



La giornata è poi proseguita all’università L’Orientale, dove si è discusso dello sciopero globale delle donne e del bisogno di avere una didattica liberata dal maschilismo, dalle imposizioni di genere e dal binarismo.



Alle 17 è partito da Piazza Dante il corteo: in migliaia hanno sfilato per la città.



Bologna

A Bologna la mobilitazione era iniziata con diversi giorni d'anticipo, la mattina del 5 marzo, con l'occupazione di un nuovo spazio nella città, la Consultoria TransFemminista Queer. "Siamo transfemministe, trans*, lesbiche, froce e da oggi rendiamo visibile e mettiamo a disposizione di tutt* una consultoria transfemminista frocia verso lo sciopero femminista globale de #LottoMarzo, risocializzando uno spazio di proprietà pubblica vuoto da anni, destinato a essere svenduto e alienato a privati senza un progetto qualificante per la città, mentre si spacciano per riqualificazione urbana lo sgombero degli spazi sociali, la cementificazione e la gentrificazione che creano solo deserto sociale a favore di interessi speculativi". Lo spazio è stato poi sgomberato questa mattina





Ieri, poi, migliaia di persone sono scese in piazza per il corteo di Non una di meno.



E subito questa mattina è arrivata la risposta di Comune e forze dell'ordine, protagonisti in queste settimane di numerosi sgomberi ed episodi di violenza, con lo sgombero della Consultoria. Le attiviste hanno subito lanciato un'assemblea pubblica "contro ogni muro".

Padova

"Anche da Padova è stata accolta la chiamata dall'Argentina: rispondere contro la violenza maschile che si riproduce in ogni ambito delle nostre vite. E allora sciopero femminista per riprenderci il nostro spazio: quello pubblico, delle piazze, visibile, delle strade. Se le donne si fermano anche il mondo sarà costretto a fermarsi!". Poco dopo la partenza, il corteo di Non una di meno si è fermato all'anagrafe chiedendo diritti e welfare per tutti, per poi proseguire verso l'Inps.





Il corteo si è concluso a piazza dei Signori, ribattezzata per l'8 marzo piazza Non una di meno.



Milano

Giornata importante anche a Milano, dove la mattina dell'8 marzo è iniziata con diversi blocchi e azioni in tutta la città. Durante la mattina sono migliaia - circa 10mila - i lavoratori e gli studenti scesi in piazza, invadendo le strade della città al grido di "Non una di meno".



Nel pomeriggio, invece, sono stati praticati diversi blocchi stradali e azioni. Una di queste è stata contro l'obiezione di coscienza all'Ospedale Niguarda di Milano, una delle strutture sanitarie che presenta il più alto numero di medici obiettori.



Come a Roma, anche a Milano c'è stato un presidio sotto la Regione per denunciare le condizioni di sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici.



Pisa

5mila persone hanno sfilato in corteo a Pisa: ad aprire la manifestazione, le matrioske di Non una di meno e migliaia di donnne determinate a riprendersi le strade. La mattina, sono stati realizzati blocchi e azioni al centro della città, tra cui un sanzionamento all'Ospedale Santa Chiara, dove sono solo quattro i medici non obiettori di coscienza.



La marea diventa oceano, e il corteo di Non una di meno si conclude in piazza Cavalieri.



Torino

A Torino la giornata di Non una di meno parte dall'università, dove le studentesse bloccano le lezioni del Campus Luigi Einaudi.



Dall'università inizia il corteo: centinaia di persone bloccano le strade della città per interrompere i flussi produttivi e riproduttivi, dando vita a un enorme corteo cittadino.



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