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Comunicato sull'occupazione dell'hotel City Plaza

Dalla mattina del 22 aprile 2016, l'Hotel abbandonato City Plaza ad Atene è stato trasformato in spazio abitativo per rifugiati. Attualmente, famiglie di differenti nazionalità, insieme a centinaia di attivisti e solidali, stanno lavorando collettivamente per pulire, sistemare, e organizzare lo spazio. L'obiettivo è aprire presto un progetto di autorganizzazione e solidarietà, di lotta contro il razzismo e l'esclusione, un progetto per la libertà di movimento, per condizioni di vita soddisfacenti e per i diritti per tutti/e. La «Solidarity initiative to economic and political refugees» invita tutti/e al supporto pratico e materiale dello spazio abitativo «City Plaza». Nei prossimi giorni e per tutta la durata dei lavori, nella struttura non sarà possibile accogliere ulteriori rifugiati.

Dall'estate 2015 in poi Europa e Grecia sono state incapaci di rispondere alle istanze poste dalla più grande ondata migratoria del Dopoguerra, causata da una dichiarazione di guerra su basi militari ed economiche da parte dei Paesi del Nord contro i Paesi del Sud, che ha determinato condizioni di povertà, paura e oppressione.

Ciò ha creato due tendenze distinte e opposte: la prima si esprime attraverso l'attivazione di reazioni razziste, nel cuore del continente Europa. Costruzione di muri e barriere; FRONTEX e NATO chiamati a «proteggere» i confini; deportazioni e brutale oppressione dei rifugiati. Tutto questo si esprime chiaramente attraverso l'accordo razzista tra l'Unione Europea e la Turchia, che viola la convenzione di Ginevra ed ogni valore umano, trattando li rifugiati come merce ovvero come parte di una transazione; ciò conduce a un numero incredibile di deportazioni verso paesi in cui la vita e la libertà sono compromesse.

La seconda tendenza è quella espressa dall'enorme ondata di solidarietà in Grecia ed in Europa. Milioni di persone si sono trovate fianco a fianco con i rifugiati nella battaglia per attraversare i confini e superare tutte le difficoltà di questo viaggio. La solidarietà ad Atene nell'agosto 2015, si è attivata immediatamente in Pedion Areos: migliaia di persone da tutto il mondo sono arrivate a Lesbo e in altre isole dell'Egeo per contribuire agli sforzi delle popolazioni locali. L'Europa ha visto la più grande ondata di solidarietà e di mutuo soccorso degli ultimi dieci anni. Questa mobilitazione sta portando la speranza di una rinascita della società, al fine di sventare il pericolo di vedere l'Europa diventare nuovamente dominata da razzismo e fascismo.

La «Solidarity initiative for economic and political refugees» è attiva da diverso tempo all'interno del movimento di solidarietà nel centro di Atene ed ha portato alla luce la lotta dei rifugiati. Inoltre ha arginato i tentativi di creare zone di apartheid senza la presenza di migranti, individuando le responsabilità del governo greco, che non solo ha fallito nell'assicurare alloggio, protezione e libertà di movimento ai rifugiati ma ha anche siglato un trattato razzista e si è assunto la responsabilità di applicarlo.

D'ora in poi le nostre necessità saranno di un altro livello. L'agenda politica europea di chiusura dei confini determina le condizioni per cui i rifugiati economici e politici che avevano inizialmente l'intenzione di spostarsi verso i paesi del Nord sono ora confinati in Grecia. Fermo restando la nostra rivendicazione fondamentale di apertura dei confini e la nostra lotta contro ogni frontiera, sentiamo la necessità di unire le nostre forze nella creazione di condizioni di vita soddisfacenti per i rifugiati in Grecia, con pieno accesso ai servizi sociali.

In questo contesto, a fianco alla richiesta costante di un alloggio immediato per i rifugiati, non in campi militari e non, ma in sistemazioni adeguate con infrastrutture complete, da cui si possa entrare e uscire liberamente, abbiamo deciso di occupare questo spazio: da una parte, con quest'occupazione, vogliamo contribuire a individuare una soluzione al problema, dall'altra sentiamo la necessità di uno spazio di coordinazione e informazione sulle istanze dei rifugiati.

La nostra decisione non solleva la Grecia o qualunque altro governo dalle loro responsabilità di garantire immediatamente alloggio e protezione a tutti i rifugiati, ma questo gesto sottolinea che la solidarietà può essere la forza propulsiva che si oppone ai piani razzisti dei paesi europei e contribuisce alla protezione dei rifugiati, nella direzione della piena integrazione, a fianco dei lavoratori locali e di chi è oppresso.

Dopo il trattato UE-Turchia, numerosi sono stati i tentativi da parte dei media e del governo di attaccare e demonizzare la solidarietà, che è stata considerata responsabile della lotta dei rifugiati nella difesa dei loro diritti.

È chiaro che se lo stato di eccezione, pianificato per i rifugiati avesse successo, esso sarebbe esteso ad altre parti della società, che durante gli ultimi anni hanno subito l'agenda brutale di povertà, oppressione ed esclusione.

Noi, cittadini e solidali, che in questi anni hanno combattuto per il diritto all'istruzione, alla salute, alla casa, contro politiche criminali di chiusura dei confini che uccidono migliaia di persone, contro ghetti lontani dai centri città, dichiariamo che staremo a fianco dei rifugiati.

La «Solidarity initiative for economic and political refugees» invita i lavoratori solidali a contribuire a questo sforzo al City Plaza, e in ogni altra struttura indipendente.

Creiamo un mondo di co-operazione e co-esistenza!

Against racism, solidarity. We will all live together!

- Contro il vergognoso trattato UE-Turchia, confini aperti, passaggi sicuri

- Piena riconoscimento dei diritti di tutti i rifugiati. No alla deportazione in Turchia o altrove.

- Alloggio per tutti/e in sistemazioni appropriate, nel centro della città. Requisizione di alberghi e case vuote

- Chiusura di tutti i centri di detenzione, no all'esclusione dalle città

- No alla criminalizzazione del movimento di solidarietà

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