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Bologna, 20mila in corteo. Làbas è oltre Làbas

Per la città di Bologna, quello sfilato ieri è uno dei più grandi cortei degli ultimi anni. «Siamo 20mila», gridano dal camion. E la piazza sussulta . La «grande manifestazione» era stata lanciata dal collettivo di Làbas subito dopo lo sgombero dell'8 agosto scorso, subito contemporaneamente al centro sociale Crash. Da subito, era iniziato a circolare un messaggio secco: #riapriAMOlàbas. Una campagna durata un mese che ha fatto schierare pezzi importanti di città, dal mondo dell'associazionismo a quello sindacale, e che il 30 agosto ha raccolto oltre mille persone in un'enorme assemblea serale.


È solo grazie alla pressione esercitata da questa campagna, che il giorno prima del corteo il sindaco Merola è stato costretto a rivedere le sue posizioni iniziali e ad accettare pubblicamente tutte le rivendicazioni formulate dal collettivo: continuità temporale e spaziale di tutte le attività, di Làbas. In questo modo, proprio alla vigilia della manifestazione, l'esponente del PD ha provato, da un lato, a rimediare alla figuraccia di uno sgombero che non è piaciuto a nessuno e, dall'altro, a evitare che una nuova probabile occupazione trovasse autonomamente un spazio per Làbas.

Il corteo ha portato in piazza la Bologna migliore, quella delle lotte e della solidarietà. Tantissimi i giovani, a testimonianza del grande lavoro fatto in questi cinque anni di attività all'interno dello spazio sociale. Autobus e macchine hanno raggiunto la capitale emiliana da Roma, Napoli, Lecce, Pisa, Genova, Milano, Rimini, Reggio Emilia, Bergamo, Val Susa «per Làbas, ma oltre Làbas». Oltre l'opposizione agli sgomberi e la difesa delle esperienze di autogestione, infatti, sono stati tanti i temi che hanno animato la manifestazione: dall'opposizione alle politiche securitarie e razziste, alla richieste di libertà di movimento e diritti per tutti; dal rifiuto dell'austerità a livello nazionale e locale, alla rivendicazione del potere decisionale delle comunità sui territori e sugli spazi urbani.


«Quello di oggi è un passo fondamentale, ma ancora non abbiamo vinto nulla. Làbas ha ancora tanta strada davanti e da domani la lotta per lo spazio deve continuare», ha detto un'attivista. Nelle prossime settimane saranno più chiari i contorni della vicenda relativa all'assegnazione dello spazio transitorio. Merola ha assicurato che entro due mesi le attività di Làbas avranno una nuova casa. Dopo la piazza di ieri, il sindaco è avvisato. Con Làbas non si scherza.

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