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Benvenut* in Rai, sessismo e razzismo sono di casa

Dopo la becera trasmissione di Rai1 divampano le polemiche in rete e non solo. Il movimento Non una di meno, lancia un flash-mob mercoledì alle ore 14 presso la sede della Rai in Viale Mazzini 14.

Succede che va in onda una trasmissione pomeridiana su Rai1, "La vita in diretta", noto rotocalco televisivo condotto dal lunedì al venerdì da Cristina Parodi e Marco Liorni, spostato in orario strategico per concorrere al rivale Pomeriggio 5 di Barbara D’Urso. Succede che sabato scorso, nella rubrica “Parliamone sabato” condotta da Paola Perego, parte del format della Rai, si dedica un servizio della puntata intitolato: "La minaccia arriva dall'est. Gli uomini preferiscono le straniere". Sottotitolo: "Sono rubamariti o mogli perfette"? Al di là del titolo mutuato dal noto film con Marilyn Monroe, quello che va in scena non è nemmeno una parodia di alcuni stereotipi culturali (come, appunto avveniva nel film di Howard Hawks), ma una dibattito con ospiti in studio e tanto di grafica con ben 6 punti in cui gli autori del programma, hanno pensato di illustrare il valore aggiunto in base al quale gli uomini italiani - e non solo - preferirebbero o dovrebbero preferire le donne dei paesi balcanici, in particolare dei paesi dell'ex Unione Sovietica.

"Vogliamo parlare del fenomeno delle donne dell'est e del fascino che queste donne esercitano sugli uomini” – questa la presentazione della conduttrice Perego. Si cita l’ex moglie di Donald Trump - forse autore in incognito della puntata - Ivana, originaria della Repubblica Ceca, e l’attuale Melania proveniente dalla Slovenia. Donne che chiaramente ce l’hanno fatta, perché si sono accaparrate uno degli uomini più ricchi e potenti del mondo! E poi, si parla della bellezza della donna bionda, occhi e incarnato chiaro… insomma, riscopriamo un po’ le bellezze di quel carattere ariano dell’Est Europa a fronte del meticciato globale che avanza!

L’avvincente dibattito prosegue, pareri contrastanti tra la bellezza della donna terrona o della donna nordica. Quanti pensieri possono arrivare ad affliggere il povero uomo italico, in effetti! Per arrivare, poi alla disamina in cui vengono stilati una serie di punti che determinano la superiorità delle donne dell’Est, un ranking, contro le italiane sciatte, distratte e non abbastanza accoglienti nei confronti dei poveri uomini. Ecco le ragioni della vittoria delle prime: 1) Sono tutte mamme, ma dopo aver partorito recuperano un fisico marmoreo. 2) Sono sempre sexy, niente tute né pigiamoni. 3) Perdonano il tradimento. 4) Sono disposte a far comandare il loro uomo. 5) Sono casalinghe perfette e fin da piccole imparano i lavori di casa. 6) Non frignano, non si appiccicano e non mettono il broncio.

Dunque, punti ben chiari che ogni uomo, in tempi di “maschicidi silenziosi” (sic) che passano inosservati, – e qui consigliamo la visione dell’inserto de Il Giornale – dovrebbe stampare ben a mente prima di prendere moglie. Non si tratta di fiction o di cabaret… tutto ciò è andato realmente in onda in un orario pomeridiano, nelle televisioni di tutta Italia, con migliaia di persone che distratte o meno hanno assistito a tutto ciò. Non è sufficiente dire di spegnere la tv, ancora il media più importante del mondo, veicolo di informazioni e intrattenimento per tante e tanti. Non bastano le scuse del direttore di Rai1, Andrea Fabiani, della presidente della Rai, Monica Maggioni. Quante trasmissioni vanno in onda quotidianamente, condite dei peggiori stereotipi, in cui machismo, sessismo, beceri luoghi comuni si fondono con un razzismo sempre più dilagante. Intrecci di genere, razza e classe sociale giocati ancora una volta sui corpi delle donne. Quante migliaia di persone sono costrette a vedere una televisione pubblica e a pagare un canone per questi programmi? Non si tratta solo di trash per gareggiare con gli ascolti di altre emittenti, ma di veicolare messaggi, si tratta di un arretramento culturale che avanza sempre di più. La violenza sulle donne è un fenomeno strutturale, lo sappiamo e continueremo a dirlo, perché si annida anche nel quotidiano, perfino in “innocui” programmi televisivi, vive nelle nostre relazioni, sui posti di lavoro, e nei media, appunto.

E il caso non è passato inosservato, è montata la polemica, c’è stata una mobilitazione sui social network, se ne sta parlando in tv e non solo… siamo tutte stanche di queste narrazioni tossiche che ci dipingono o come vittime silenti o come predatrici. Migliaia di donne sono scese in piazza lo scorso 26 novembre in occasione della giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne e l’8 marzo in più di 50 paesi del mondo migliaia di donne sono state protagoniste con i loro corpi e le loro rivendicazioni nel primo e storico sciopero globale delle donne. È nato un movimento delle donne in sinergia con il resto del mondo, in Italia si chiama Non una di meno, nel caso i media italiani se ne fossero dimenticati. Mentre le donne italiane stanno facendo la storia, non si può restare a guardare una televisione pubblica che inscena in tutte le case del paese uno spettacolo del genere. Denunciamo con forza la Rai nella quale fenomeni di questo tipo trovano spazio. Ricostruiamo insieme narrazioni davvero differenti, le nostre narrazioni!


Apprendiamo ora che a seguito delle polemiche in rete, la trasmissione è stata cancellata... Stay tuned

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