ROMA

Cosa fa davvero schifo a Roma?

“Roma fa schifo” promette di combattere l'”illegalità” ma ignora le vicende della grande opera più scandalosa della storia della Repubblica. Ma che credibilità può avere chi non è libero di criticare i poteri forti e se la prende sistematicamente coi più deboli? E per chi lavora davvero?

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto via mail una dettagliato articolo firmato Luther Blissett sul blog Romafaschifo. Quando abbiamo chiesto al latore della mail chiarimenti ci ha risposto con un messaggio laconico.

“Negli anni novanta Luther Blissett ha provato a scardinare il sistema di simulazione giornalistico attraverso l’uso militante del falso. Per realizzare molti dei quei falsi era necessario un lavoro scientifico di reverse engineering al fine di superare la verifica delle fonti. Nomi, indirizzi, numeri di fax, telefonate. La risposta sistemica è stata di quella di trasformare il falso in una parte integrante del sistema di informazione. Così il falso appare in modo naturale, spontaneo, senza che debba necessariamente rispondere a un interesse deliberato. In questo modo il falso può nuotare nel falso. Mi sembra dunque che oggi chi voglia usare il nome Luther Blissett non possa che farlo fingendosi quel tipo di giornalista che oggi sembra scomparso. Stare ai fatti, soltanto ai fatti”.

Abbiamo quindi speso diversi giorni a verificare attentamente le fonti e alla fine abbiamo deciso di pubblicare questa interessante inchiesta. Buona lettura.

 


 

Parliamo di fatti, soltanto fatti.

Romafaschifo, il celebre blog dedicato agli orrori della Capitale, è un fatto. Come è un fatto che Massimiliano Tonelli sia il fondatore di Romafaschifo. Alle polemiche con chi lo accusa di mostrare un volto inesatto della città risponde animato da una vis polemica: “Feccia”, “Pezzenti”, “Gentaccia”. Chi lo contraddice viene investito da una serie di epiteti che sembrano più consoni al vocabolario dei “vandali” contro cui si scaglia abitualmente. Quindi adesso parliamo di fatti. Soltanto di fatti.

Massimiliano Tonelli è il direttore editoriale di Art Tribune, rivista di proprietà del signor Paolo Cuccia, che siede nel Consiglio di Amministrazione del gruppo Astaldi.

Massimiliano Tonelli è il responsabile dei contenuti digitali del Gambero Rosso, società di proprietà del signor Paolo Cuccia che siede nel nel Consiglio di Amministrazione del gruppo Astaldi.

Massimiliano Tonelli è il titolare del sito Romafaschifo.com, che però “non ha una redazione, non c’è un responsabile, non c’è un controllo sui contenuti pubblicati: Roma fa schifo è un semplice blog, un diario, non una testata giornalistica”.

Con un fatturato di oltre 2,5 miliardi di euro, Astaldi è il secondo gruppo italiano nel settore delle costruzioni con particolare interesse nelle infrastrutture di trasporto, negli impianti energetici, nell’edilizia civile e industriale. Tra le opere di prestigio in cui Astaldi è coinvolta in Italia figurano il Mose di Venezia, il ponte sullo Stretto di Messina e diverse tratte della Tav. Tutte oggetto di un qualche interesse da parte della magistratura.

La Astaldi è inoltre attualmente general contractor di una delle più costose opere pubbliche della storia italiana: la linea C della Metropolitana di Roma. Ci si aspetterebbe che il più agguerrito blog di denuncia della città eterna abbia a cuore le vicende legate all’opera.

Invece, scorrendo le pagine del sito, non c’è un cenno ai ritardi di sull’apertura, al lievitare dei costi (da 2,7 a 3,7 miliardi di euro), alle infiltrazioni mafiose nei subappalti. Nemmeno una parola, nemmeno quando, nella seconda metà del 2013, scoppia la guerra tra assessorati con lo stop ai pagamenti voluto dall’Assessore Daniela Morgante, lo stop ai lavori da parte del Consorzio guidato da Astaldi e le richieste della Corte dei Conti della documentazione relativa ai pareri tecnici e al sistema di appalti (su questa vicenda peraltro la magistratura ha recentemente aperto un’indagine).

Nel mezzo di questo caos, appena i pagamenti vengono sbloccati per tutelare gli stipendi dei lavoratori, Romafaschifo ci tiene invece a tranquillizzare i lettori: “La Metro C si fermerà a San Giovanni. Tutte fandonie di cialtroni distruttivi ed egoisti, in realtà i cantieri vanno avanti”.

Quando il primo troncone della Linea C di Astaldi viene finalmente inaugurata le cose non vanno tanto bene. Il sindaco Ignazio Marino rimane bloccato in un vagone per problemi tecnici con le nuove porte. Su Romafaschifo nemmeno un accenno a questo difetto dell’opera. Quel giorno si preferisce segnalare il problema dei vandali: “Metro C inaugurata oggi e già devastata dall’acido dei vandali”.

Poi finalmente a Novembre la metro apre ma si scopre che oltre che essere driverless sembra anche un po’ passengerless: in pochi la prendono. L’apertura del troncone Pantano-Centocelle non collegato al resto della rete metropolitana ha evidentemente ragioni più politiche che di mobilità. Romafaschifo invece difende l’apertura e con tanto di mappa spiega “I 5 motivi per cui la Metro C gira mezza deserta. E il perché metterla in discussione adesso è una vera pazzia”. “Non stiamo criticando il progetto della C. La linea sta lì proprio dove doveva stare” il problema per il blog del Tonelli sono le linee degli autobus in superficie che dovrebbero essere eliminate perché doppiano il percorso della metro.

Insomma fino a dicembre non c’è mai una critica ai lavori della Metro o al sistema di appalti. In quei giorni cambia qualcosa e Romafaschifo inizia criticare i lavori:

3 dicembre 2014: “Ma quanto sono brutte le stazioni della Metro C? Riflessioni a margine di alcune foto della fermata Pigneto”.

7 dicembre 2014: “Il problema della Metro C è in superficie, non sottoterra. Lo schifo dell’arredo urbano fuori dalle stazioni: il caos resterà intatto, come se la metro non ci fosse mai stata”.

10 dicembre: “Disastro Metro C. La fermata Lodi è orrenda, progettata da cani e già vandalizzata pur dovendo aprire tra un anno”.

15 febbraio 2015: “Metro C. Il vero scandalo sono le sistemazioni in superficie” .

Le critiche dimostrano un certo livello di competenza tecnica: “i marciapiedi sono fatti in catrame invece che in basaltina”, “gli esterni della stazione di Piazza Roberto Malatesta sono tutti errati, le sezioni stradali sono assurde” oppure “a proposito del verde è certamente cosa nota che laddove sussistono strutture come quelle della metro C costruenda, è difficile fare in modo che vengano piantati alberi ad alto fusto. Le strutture di stazione occupano tutta la sede stradale fino a circa 3-4 metri dai palazzi. Quindi tutti i sottoservizi vengono collocati in queste fasce laterali dove di conseguenza non si ha la possibilità materiale di potervi inserire alcun tipo di alberatura”.

Il problema non è mai sottoterra. Tutte le notazioni di Romafaschifo sono rivolte alla carente riqualificazione delle stazioni di superficie. Colpa del consorzio guidato da Astaldi o parte della trattativa tra costruttori e Comune?

Il 30 gennaio Paolo Astaldi, presidente della Astaldi, intervistato da Radio24 dimostra una inattesa comunità di vedute con il blog di Tonelli: “Il problema sono le stazioni. Io trovo delittuoso che a Roma non si possano fare delle belle stazioni della metropolitana che valorizzano il patrimonio archeologico. La colpa è delle amministrazioni che non recepiscono questo suggerimento. È chiaro che il bello ha un costo”.

Parole analoghe a quelle di Romafaschifo: “Diteci se vi risulta una sola delle tante stazioni della C che ha determinato una reale e fattiva riqualificazione della strada o della piazza dove è collocata. A noi non ne risulta nessuna. E il pensiero va a Napoli dove ogni stazione della metropolitana ha letteralmente cambiato in meglio un pezzo di città”.

Napoli?

A Romafaschifo piace molto la metropolitana di Napoli, tanto da dedicargli diversi post su Facebook (uno, due e tre), molti commenti e un bell’articolo di comparazione con Roma: Quello straniante senso di vergogna che provi aggirandoti nella metropolitana di Napoli.

Viene da chiedersi chi stia realizzando la metropolitana di Napoli riqualificando le stazioni di superficie. Per coincidenza la costruzione è stata affidata proprio alla Astaldi.

Ma a onore del vero Romafaschifo quando deve fare dei confronti sullo stato delle metropolitane romane non ha timore a portare anche esempi internazionali. Londra? Parigi? New York? Neanche a parlarne. Sono molto più interessanti altri esempi.

Così, facendo una passeggiata per Varsavia come non notare il cantiere della seconda linea della metropolitana aperto anche di notte e scoprire dal cartello che i lavori sono realizzati dalla Astaldi.

Oppure come non pensare subito alla metropolitana della capitale del Perù: “Che differenza passa tra la Metro B e la Metro della città di Lima? Nessuna, solo che a Lima non sono ai livelli di inciviltà e corruzione in cui siamo a Roma”.

Chi l’ha realizzata? Clicca qui per scoprirlo.

Molte grandi aziende nel mondo utilizzano un corporate blog per raccontare le proprie attività agli stakeholder o ai consumatori finali. La Astaldi ha invece ritenuto sufficiente avvalersi del solo ufficio stampa. D’altronde non a tutti capita la fortuna di avere un blog indipendente che sembra caratterizzato da un comune sentire verso l’azienda. Ma sarebbe scorretto ascrivere alla Astaldi una qualche diretta responsabilità sui contenuti di Romafaschifo. Massimiliano Tonelli in fondo lavora soltanto per Paolo Cuccia, uno dei membri del Cda di questo gruppo da due miliardi e mezzo di euro.

Ma facciamo un passo indietro. Chi è l’ingegner Paolo Cuccia?

Oltre a essere il proprietario di Gambero Rosso Holding e Art Tribune, Paolo Cuccia insegna Project Financing alla Luiss ed è sostenitore della Fondazione Centesimus Annus. È considerato un rutelliano molto vicino al banchiere Cesare Geronzi. Nessuna parentela con il più noto Enrico Cuccia sebbene fu proprio Paolo Cuccia, allora amministratore delegato di Acea, a ricevere per errore la lettera dei “rapitori” della salma trafugata di Enrico.

In Acea arriva nel 1998, subito dopo la rielezione di Rutelli in Campidoglio. Nel frattempo ricopre diversi incarichi in ambito bancario e finanziario. Sotto la giunta Veltroni, Cuccia viene spostato alla presidenza di Eur Spa, una carica che ricopre dal 2004 al 2009, cioè fino pochi mesi prima di entrare in Astaldi.

È sotto la presidenza di Paolo Cuccia che vengono avviati i lavori per la realizzazione del Nuovo Centro Congressi: la famosa Nuvola di Fuksas. La storia è nota. Nel 2005 l’Eur Spa di Cuccia rescinde il contratto con la CCI Spa che si era aggiudicata la gara del 2002 ma aveva fatto lievitare i costi da 200 a 250 milioni di euro. Eur Spa indice quindi una nuova gara nel 2007. La gara la vince Condotte con un’offerta di 221 milioni che salgono subito a 256 per poi arrivare alla cifra stimata di circa 413 milioni di euro che sono alla base dell’attuale dissesto dell’Eur.

Per contenere il danno viene avviato un secondo progetto sempre nel territorio dell’Eur. Si chiama Città dell’Acqua e doveva vedere la luce negli spazi all’epoca occupati dal Velodromo. Per fare questo Eur Spa alla fine del 2007 costituisce una società ad hoc, la Aquadrome srl, di cui viene ceduto il 51% ancora a Condotte per 23 milioni di euro. Passano poco più di due anni ed Eur Spa, passata al centro-destra sotto la guida di Riccardo Mancini (oggi indagato per Mafia Capitale), ricompra quel 51% da Condotte per 30 milioni di euro.

È però ancora sotto la direzione di Paolo Cuccia che si procede alla demolizione di uno dei più bei velodromi al mondo liberando pericolose polveri di amianto nell’aria. Per questo ragione è stato rinviato a giudizio per disastro colposo l’ingegnere Filippo Russo allora dipendente di Eur Spa: secondo l’accusa Eur era a conoscenza dei danni che avrebbe provocato con la demolizione.

Ma chi c’è dietro Condotte, Società Italiana per Condotte Acqua Spa, il quarto gruppo italiano di costruzioni per fatturato, che sta costruendo la Nuvola e doveva realizzare la Città dell’Acqua? All’epoca dei fatti a guidare Condotte c’era l’ingegnere Paolo Bruno che aveva rilevato la società dall’Iri nel 1997. L’ingegnere Paolo Bruno ha una figlia che si chiama Isabella Bruno Tolomei Frigerio. E chi si va a sposare Isabella? Un signore di nome Duccio Astaldi, cresciuto nel gruppo Astaldi, cugino di Paolo Astaldi e vicepresidente di Condotte fino al giugno 2008 quando diventa presidente della società a causa delle dimissioni per motivi di età da parte di Paolo Bruno.

Cosa avrà raccontato Romafaschifo delle vicende legate alla Nuvola di Fuksas voluta da Paolo Cuccia, editore del Tonelli quando veste i panni di direttore di Art Tribune o del Gambero Rosso, e commissionata alla famiglia del cugino del presidente del gruppo in cui Cuccia siede nel consiglio di amministrazione?

Con la Metro C, il Nuovo Centro Congressi è la più nota e problematica opera edilizia in costruzione della capitale. Alla tanto discussa Nuvola, Romafaschifo è riuscita a dedicare soltanto due note. La prima si concentra sul gravissimo problema delle bancarelle fuori dal cantiere.

La seconda è un bel post datato 20 settembre 2010:

Benvenuti nella Roma che non fa schifo!

Benvenuti nella Roma che nel ventesimo secolo con una pessima classe dirigente, politica e imprenditoriale, ha sottratto risorse alla città, deformandola attraverso le cementificazioni selvagge del vecchio Piano regolatore,

Benvenuti nella Roma che non si cura del potere che assegna appalti miliardari, quella Roma in cui connubio profondo con la criminalità è documentato da comitati di quartiere, inchieste giornalistiche e dalla magistratura.

Benvenuti nella città dove aumentano a dismisura i costi delle opere pubbliche, aumentano le buche stradali, i marciapiedi rotti, la criminalità, la povertà e il degrado, tutti elementi che producono le presenze umane sofferenti così sgradite a Romafaschifo.

Benvenuti nella Roma in cui lo schifo è solo quello che si vede sulla superficie, su quel suolo calpestabile che passa sopra alle meravigliose metropolitane firmate Astaldi e sotto le architettoniche Nuvole di Astaldi cugino.

Benvenuti nella Roma in cui non ci sono cacche per terra!